Nuda!

 

 

 

 

 

 

Oggi ho deciso di pubblicare le foto dei 20 anni,  quelle che ho tenuto riservate, ma che ”forse” sono state divulgate senza il mio consenso. In fondo, mi sono stati fatti video illegali e sono dentro un gioco di cui non so nulla.

Bene. Non ero ancora laureata quando mi incontravo con persone conosciute sul web. Ho iniziato i miei primi servizi fotografici nella massima riservatezza, firmando accordi, perché non erano compatibili con gli studi che stavo facendo e con la mia famiglia bigotta. Evidentemente, il fotografo pruriginoso deve aver contattato mio padre, che infatti ha iniziato ad avere corriposndenze sul web ispirate alle mie foto. Magari lui e il fotografo si sono masturbati guardando le foto mie, della mia amica. Scene misto fra a ricerca anatomica e pose sessuali bisex. Per me non c’era nulla di strano. Era fotografia. Io non ho mai avuto problemi con il mio corpo, nè con i miei amici, ma solo con “la società”. La mia prima depilazione integrale risale ad allora. Essere libero significa che non sentì la necessità di esibirti sempre, ma che scegli quando farlo.

I miek problemi iniziano da allora? Ho sempre avuto problemi di amanti ossessivi, datori di lavoro morbosi, padre indecente, madre depressa e invidiosa che mi rovinava i vestiti da discoteca con la candeggina.

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Sto scrivendo questo post a pezzi da tre giorni, non avendo il web. È scritto malissimo, ma lo pubblico lo stesso.

Please stop the game! Tirate una riga, facciamo i conti e ognuno per la sua strada.

Sta diventando anche un problema di sicurezza. Tutti mi conoscono e sanno dove abito, ma io continuo a vivere come una disgraziata. Dovete provvedere quanto prima e basta. Stasera fuori dal centro commerciale mi stava osservando un biondo assolutamente negativo. Sono continuamente esposta alla gente. Non va più bene. I vostri giochi devono finire e dovete pagarmi quello che mi spetta. Nella palazzina in cui abito ci sono problemi Continui. Non ho intenzione di parlarne sul blog, avendo già detto abbastanza su quello che mi è stato fatto fra maggio e agosto. Stasera, rientrando, nuovo “incidente” con il cancello. Non se ne può più. Le notizie che state facendo trasmettere in questi giorni dalla radio sugli arresti di innocenti o disguidi sono penose. L’unica notizia buona è l’assunzione di responsabilità per l’omicidio di Cucchi. Ci sono voluti nove anni per far dichiarare a qualcuno di aver ammazzato di botte un giovane. Come se le botte non fossero prova evidente nove anni fa. Devo aspettare nove anni anche io? Di Marco Rovazzi e di quel genere di giovani non mi interessa. Io non ho bisogno di 15 minuti di celebrità. Se per caso io avessi contro poteri multinazionali come la “Nutella”, per favore diamoci un taglio. Io voglio andare via di qui. Chi sta gestendo tutto? Cerè? Spero di no. Nonostante il suo successo, non è la persona giusta. Chi sta gestendo illecitamente i miei affari?

Dovete pagare e basta. Mi avete rubato per i vostri comodi una vita senza darmene un’altra. Quella vita me la ero costruita io. Dovete pagare e basta. È inutile far passare altro tempo. Basta finanziare tutti con la mia vita e le riprese che mi state facendo. Se esiste un giudice, che prepari almeno tre pene. Io sarò parte attiva nello scegliere una fra le tre. Le attenuanti le valuto io. Le aggravanti sono evidenti. Qualsiasi sia questo gioco deve finire al più presto. 

Tutti i giochi hanno delle regole, tranne questo, che infatti non è un gioco, ma una grande truffa.  Cosa devo fare per farlo finire?

Una persona come me non va bene in questo gioco. Io sono una consulente ed una programmatrice. Vivere alla giornata non va bene se non per brevi periodi. Gli hacker che mi fanno stalking dal 2016 sapevano benissimo che io capivo e si sono approfittati di tutto, in particolare del mio senso di impotenza in uno stato italiano tecnologicamente arretrato. Avevo denunciato subito ad un collega americano e a due amici italiani quello che mi stava accadendo. Non trovando soluzione ho iniziato a non dormire e a soffrire. Poi mi è venuta la crisi di rigetto per tutto. Per tutta la falsità di tutti quelli che avevo intorno. Poi ho deciso di non tornare più in ambienti predisposti a queste dinamiche e mi sono messa in proprio. Scelgo io i miei collaboratori. Io non sono una leader carismatica, sono manageriale. Io premio chi merita. Io ragiono per incentivi ed obiettivi. Già prevedo scarti ed esuberi che i collaboratori devono poter gestire. La farsa del “tutto calcolato” non è per me. I miei collaboratori non devono rubare perché io non gliene do motivo. Rubare è un gesto di illealta prima che di illegalità. Un collaboratore che ruba perde il diritto di collaborare. Sono favorevole ad una forma blanda di insider trading, che preferisco definire “investimento con informazioni privilegiate” su un mercato alternativo e con margini di guadagno e perdita limitati dal vantaggio competitivo. Una persona come me non può alzarsi al mattino chiedendosi cosa rubare oggi o andare a letto la sera pensando a cosa rubare il giorno dopo. 

Come scritto ieri su FB, dallo stress e trauma subito, ho recuperato tutta l’intelligenza ma nel frattempo ho sviluppato diverse abilità ed è cambiata la struttura emotiva. La consulenza è l’unica soluzione. Anche il mio nemico può chiedermi consulenza, dichiarandosi e pagando per tale. Serve dare ulteriori prove di abilità alternative e compensative acquisite?

Se qualcuno sta occupando una poltrona che era destinata a me e la sta occupando con L’inganno e la truffa, conviene a tutti che comunque quella poltrona la occupi qualcuno di nuovo. 

La vita che sto facendo io è una vita di merda. Ci sono finita per colpa  di qualche furbo e di voi tutti che state partecipando a questo gioco. Se anche un domani dovessi essere in qualche modo ricompensata per tutta questa merda, non ne sarebbe comunque valsa la pena. Avevo già una vita non facile, fra problemi di famiglia e di lavoro. Non ero il tipo di persona che meritava anche questo. Il fatto di non essermi arresa a restare senza cibo, non mi trasforma in una “che si arrangia”, ma solo in una che vuole mangiare e che rifiuta il digiuno. Avevo 38 anni quando mi hanno rubato una vita che già era sudata e sofferta non senza fallimenti e insoddisfazioni. Ho studiato e lavorato prima di fare quello che sto facendo, quindi sono a posto. Se chiunque dovesse trovarsi a fare questa vita da giovane, prima di aver studiato, rovinerebbe la propria vita. Questa vita non permette di studiare. Se qualcuno vi induce a farlo, tiratevi indietro. Sta per rovinarvi. Perché? Perché lo studio richiede quella serenità d’animo e quel pizzico di ingenuità che chi si ritrova a fare piccoli furti non per gioco, ma per bisogno, perde. La soluzione ai bisogni deve essere un’altra. Non si può vivere di piccoli atti. Non bisogna confondere vivere intensamente il presente con la necessità di fare per forza qualcosa di emozionante tutti i giorni. Il presente vive anche di programmazione e la programmazione vive di metodo, coerenza. Il presente di domani si costruisce oggi. 

Bisogna capire che cosa si può fare per un attimo, per un periodo, per sempre. 

Si possono vivere esperienze anche per decidere di non volerle ripetere. Si può tradire il proprio compagno anch. 

Sono poche le esperienze della vita che non ripeterei. Per mia fortuna, quando ho sbagliato, non ho ripetuto l’errore. Sbagliare serve a questo: il giudizio è a posteriori. Prima si vive e poi si decide se ciò che si è fatto è sbagliato o no. I valori servono per giudicare a priori, ma i valori vengono di solito dati per educazione, quindi vanno messi alla prova, capiti e confermati, oppure cambiati.

Io ho già 40 anni. Posso permettermi di sbagliare e prendermi responsabilità. Non consiglierei ad un giovane di fare quello che sto facendo io per non tornare in ufficio. Posso consigliarlo solo ad un coetaneo come me, qualcuno che voglia vivere in modo diverso, almeno per un periodo. Cercare una strada diversa rispetto a quella già conosciuta. 

Per quanto riguarda me, qualsiasi piccola cosa io prenda non sarà mai nulla in confronto a ciò che è stato fatto a me. Mi hanno rubato il lavoro, infangato la reputazione, fatto stalking e bloccato tutti i business, fatto video illegali, arrestata senza motivo, lasciata a vivere in una periferia piena di buche con la complicità della mia famiglia genetica. Vivo in uno scantinato umido e con poca luce, uno di quei posti che chiamano “sala hobby”, che infatti sarebbe per poche ore, non per una vita. Qualsiasi cosa io faccia per rabbia o protesta o sopravvivenza, non sarà mai nulla in confronto a ciò che è stato fatto a me quando ero una persona onesta. Troppo onesta. 

In una città come Roma, i cittadini subiscono abusi tutti i giorni per ogni strada che non viene riparata. Nella periferia di Roma, sarebbe normale avere microcriminalità compensativa, non ammessa in quartiere come i Parioli. Il cittadino di periferia ha diritto di sfogarsi ed ha diritto di farlo contro i grandi poteri. Non deve litigare con il vicino per un parcheggio, deve prendersi il minimo che gli spetta dai rappresentanti delle istituzioni, per  Esempio I supermercati ed i centri commerciali, ed i punti di ristoro che non collaborano attivamente per la specifica periferia e che finanziano la polizia. Per fare un esempio, un McDonald di periferia si dovrebbe rendere disponibile in modo diverso da un McDonalds a piazza dj Spagna, invece i dirigenti locali applicano solo le regole Internazionali e si fanno scudo di quelle. Manager senza palle e dipendenti che fanno muro (non tutti per fortuna), credendo di essere nell’isola felice della periferia. In periferia non si può fare solo business. In periferia bisogna dare di più. Per esempio, un centro commerciale deve costruire anche un parco e inserire nel centro servizi mancanti in quella specifica periferia per una proporzione del 30% dell’investimento. 

In tutte le periferie disagiate del

Mondo dovrebbe accadere. Il cittadino si dovrebbe prendere qualcosa di quello che gli spetta, invece si rubano i parcheggi fra di loro. 

La canzone del giovane Rovazzi, molto simpatica, propone un contenuto sbagliato. Una persona che ruba qualcosa e sparisce fra la folla non viene nemmeno riconosciuto dalla folla e non ha nessun minuto di celebrità. Io sono stata arrestata due volte. Una volta in centro a Roma di fronte alla Rinascente, dove ho persino opposto resistenza e dato Un sberla e un calcio ad un poliziotto mentre l’altro mi teneva. Ho già avuto i miei 15 minuti, ma di rottura di coglioni. Le realtà è questa. Nessuno mi ha ripagato per il bracciale rotto, il braccio contuso, il tempo e il trauma. E la folla è stata a guardare. Nessun minuto di celebrità. Scena metropolitana. Intanto Io ho subito un trauma e sono cambiata verso le istituzioni. 

Io voglio che i responsabili di questa situazione paghino. Basta. Nulla è possibile finché non è fatta giustizia. Mi avete rubato una vita. Voglio giustizia. 

Auguro a mio padre e a mia madre di morire quanto prima. Visto che mi hanno venduta senza nemmeno avere il diritto di farlo, possono morire, così almeno chiudiamo definitivamente ogni rapporto.

Nulla è più come prima  nulla è nemmeno piu come dopo rispetto a prima. Sono passati più di due anni da quando mi avete rubato una vita e ancora non esiste una nuova vita piena. Sono successe tante cose e al tempo stesso non è successo niente. Sono rimasta in questo buco a far fare soldi a stronzi che hanno messo telecamere, studiato e usato tutte le mie invenzioni e dato premi ad altri. Io sono ancora qui. Video illegali, truffe, furto di idee, marchi e linee dj abiti, nuovi cibi. La fuori avete fatto di tutto ed io sono rimasta qui a sfanculare tutti. Chi deve paagare, paghi e mi sia restituito ciò che è mio. Non c’era bisogno di arrivare a tanto. Avete provato la carta del sesso, poi quella dell’alcol. Che sfigati. Io vi mando a fanculo mangiando melagrana e patatine e non scopo con nessuno. Non più. Pretendo i miei video. Avete fatto un impeachment. Avete sbagliato, perché non solo io non mi vergogno di nulla, ma non ho nemmeno una famiglia a cui rendere conto. Quindi, datemi ciò che è mio e pagate i danni e basta.

PEr finire, sono stanca della sfida sull’alimenatzione. Se esiste una competizione a cui posso partecipare, fatemelo sapere. Mi pagate le spese e poi vediamo. Ho il mio libro e ricettario sempre pronti. Le applicazioni sono tante. Si sa. Io sono disponibile, ma bisogna porre fine a questa situazione. I ricercatori ci sono già. Io non voglio combattere nessuna lobby, voglio creare nuovi spazi. È diverso. Chi vuole continuare a mangiare in modo tradizionale, non deve essere convinto a cambiare. Nutrirsi in modo diverso è come andare dallo psicologo: serve una motivazione personale per farlo.

Per il resto, la ricerca et cetera è inutile che mandiate avanti dei progetti senza di me. Se manca il mio apporto personale, non sarà la stessa cosa. Sono in astratto e da sempre favorevole  alla ricerca ed alle arti. Tanto basti e e sono impiegati miei soldi, non se ne abusi con progetti inutili come per esempio finanziare l’apertura di farmacie di strada invece che usare meglio quelle che già ci sono.

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