Storie di caffè, noci e mieli in attesa della fine del gioco

Io ammazzo il tempo ai domiciliari così: facendo arte con i bisogni primari, fra cui mangiare.

Caffè con noce moscata e coriandolo.

La noce moscata va grattugiata e aggiunta alla polvere. Anche il coriandolo va polverizzato e aggiunto al caffè. È un fantastico abbinamento. Lo ho creato dopo aver assaggiato quello di Illy. Loro aggiungono la noce moscata sul caffè fatto rovinando sia il caffè che la noce. Invece, mettendo la noce fresca nella polvere per la valorizzazione, cambia tutto. È importante però non fare un espresso. Le noci hanno bisogno di qualche secondo in più rispetto ai chicchi di caffè per rilasciare oli e aromi, quindi viene bene nella moka da caffè americano oppure nella moka normale a fuoco basso. Il risultato è un fantastico caffè aromatizzato non amaro, molto più potente di una tisana e di maggiore compagnia rispetto ad un ristretto. Inoltre, mettendo sul fondo un cucchiaino di miele con grattugiate arachidi o cacao, prima di far scendere il caffè, si ottiene anche un effetto dolce finale al posto del cucchiaino di zucchero. 

Le fave di cacao non si trovano ovunque, quindi le si può sostituire con cioccolato fondente all’80% di qualità, come il Lindt. Ovviamente le arachidi possono essere sostitute o arrochite da noci del Brasile, nocciole e noci di macadamia. Non ho terminato la degustazione dei mieli. Al momento i due mieli migliori con il cacao sono il miele di castagno e di melata. 

Mieli e noci

Con le arachidi e le nocciole, oltre ai mieli scuri, si sposano molto bene anche il miele di tiglio, acacia ed eucalipto, tre mieli freschi nel profumo e brillanti nel gusto. Interessante anche il Miele di tarassaco con le arachidi. 

Quello che fa la differenza, a quel punto, diventa il terzo elemento: il frutto o il latticino abbinato. Da un punto di vista del gusto, la coppia cambia in base alla scelta del terzo elemento, per esempio un cappuccino, una ricotta, una banana. 

Il cacao fa sempre la differenza. La presenza di scaglie di cacao cambia tutto il bilanciamento del piatto e della relativa bevuta. La scelta del cacao deve essere netta: o c’è o non c’è dall’inizio alla fine del menu. Il miele accompagna quasi tutti, il cacao, come il caffè, caratterizza tutto anche con piccole dosi. Personalmente, preferisco il cacao provenendo da momenti di digiuno, di vuoto, di stanchezza, di insoddisfazione. Riempie e sazia l’umore subito, stimolando all’azione. 

Il cocco può essere di compagnia o fare la differenza. Molto versatile nel gusto, come il latte, varia in base a quantità usata. È sempre idratante, sempre armonizzante. 

In generale, con il caffè, preferisco gusti meno brillanti e più profondi, quindi faccio prevalere sempre i mieli scuri. 

Con le noci, sta molto bene il miele di caffè. Un retrogusto dolce amaro in armonia persino con il profumo di legno della noce. 

Si sposa bene anche con la polpa dei cachi, questa pianta che arriva dall’Asia e che cresce così bene sui terreni mediterranei arricchendo i propri frutti di potassio. Può sostituire la banana in alcuni abbinamenti calorici, appunto, se abbinata a miele scuro (caffè, castagno, melata), castagne, noci, nocciole, perfino noce moscata, una noce molto difficile da abbinare. 

Credo di avere ormai provato tutte le noci. Sto

Continuando con bacche e mieli. Il miele è stato recentemente riconosciuto integratore alimentare, ma ancora se ne sa poco. Questo significa che è di più di un dolcificante. Tecnicamente, il miele è “vomito di api, prodotto della digestione dj insetti che si sono posati sopra un fiore”. Anche se gli studi sono ancora indietro (incredibile ma vero! Un prodotto millenario come il miele non è stato studiato a fondo), chiunque come me faccia uso regolare e costante di miele non può non concordare che sia particolarmente benefico per lo stomaco, L’intestino, la gola, l’umore, la psiche. Elimina la stipsi, per esempio. Non si attacca ai denti, come invece fa lo zucchero. Una delle differenze principali fra i vari dolcificanti è come transitano nell’intestino. Alcuni se ne vanno senza essere assimilati, avendo già appagato il palato, altri si fermano ad interagire con gli altri cibi mangiati. Ecco la principale differenza a parità persino di potere calorico potenziale e tutte le teoria sui picchi glicemici, et cetera. Dei dolcificanti a zero calorie, qualcosa resta comunque e credo che ancora manchi qualche studio sull’ effettivo impatto della Stevia, per esempio. Con Stevia ho riscontrato gonfiore e ritenzione idrica. 

Un buon miele, invece, passa, con le sue calorie ed enzimi, e aggiusta. In linea astratta, posso immaginare che un prodotto digerito sia pieno di succhi gastrici, se considero il corpo come un laboratorio naturale, quindi non fatico a comprendere la validità del miele, anche senza aspettare gli studi ufficiali. Stesso motivo per cui conta di cosa è stato nutrito l’animale di cui si mangia la carne. 

Per chiudere. Chi usa il corpo per lavoro e deve conciliare esigenze di nutrizione con esigenze di gusto, dovendo integrare i metodi, non può non arrivare alle noci, imparare a conoscerle e a sceglierle. Il cacao presente nei prodotti preconfezionati non è mai lo stesso scelto personalmente. Persino dai produttori di proteine in polvere viene utilizzato a fini “gourmand” invece che essere sfruttato come superfood. Per quaesto motivo io amo comprare le proteine in polvere, da latte o siero di latte, alla vaniglia ed aggiungere personalmente cannella, cacao, cocco, altra frutta secca polverizzata.

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