Fuori gioco

Le condizioni del vostro gioco non mi piacciono, quindi mettetemi fuori visto che non  ho chiesto di partecipare. Grazie. Un gioco banale. Voglio uscire  e voglio che paghi chi deve pagare dall’inizio.

Se qualcuno sta occupando una poltrona che era destinata a me e la sta occupando con L’inganno e la truffa, conviene a tutti che comunque quella poltrona la occupi qualcuno di nuovo. 

La vita che sto facendo io è una vita di merda. Ci sono finita per colpa  di qualche furbo e di voi tutti che state partecipando a questo gioco. Se anche un domani dovessi essere in qualche modo ricompensata per tutta questa merda, non ne sarebbe comunque valsa la pena. Avevo già una vita non facile, fra problemi di famiglia e di lavoro. Non ero il tipo di persona che meritava anche questo. Il fatto di non essermi arresa a restare senza cibo, non mi trasforma in una “che si arrangia”, ma solo in una che vuole mangiare e che rifiuta il digiuno. Avevo 38 anni quando mi hanno rubato una vita che già era sudata e sofferta non senza fallimenti e insoddisfazioni. Quella attuale mi tiene più in forma fisicamente, ma è una vita di merda e non la consiglierei a nessuno. Ho studiato e lavorato prima di fare quello che sto facendo, quindi sono a posto. Se chiunque dovesse trovarsi a fare questa vita da giovane, prima di aver studiato, rovinerebbe la propria vita. Questa vita non permette di studiare. Se qualcuno vi induce a farlo, tiratevi indietro. Sta per rovinarvi. Perché? Perché lo studio richiede quella serenità d’animo e quel pizzico di ingenuità che chi si ritrova a fare piccoli furti non per gioco, ma per bisogno, perde. La soluzione ai bisogni deve essere un’altra. Non si può vivere di piccoli atti. Non bisogna confondere vivere intensamente il presente con la necessità di fare per forza qualcosa di emozionante tutti i giorni. Il presente vive anche di programmazione e la programmazione vive di metodo, coerenza. Il presente di domani si costruisce oggi. 

Bisogna capire che cosa si può fare per un attimo, per un periodo, per sempre. 

Si possono vivere esperienze anche per decidere di non volerle ripetere. Si può tradire il proprio compagno anche per capire che si vuole stare per sempre con lui. Si può fare qualche bevuta di troppo per capire meglio se stessi e imparare anche a festeggiare. Si possono vivere tante esperienze una volta o alcune volte per capire cosa si prova, per poi decidere con che stile di vita vivere davvero. 

Sono poche le esperienze della vita che non ripeterei. Per mia fortuna, quando ho sbagliato, non ho ripetuto l’errore. Sbagliare serve a questo: il giudizio è a posteriori. Prima si vive e poi si decide se ciò che si è fatto è sbagliato o no. I valori servono per giudicare a priori, ma i valori vengono di solito dati per educazione, quindi vanno messi alla prova, capiti e confermati, oppure cambiati.

Io ho già 40 anni. Posso permettermi di sbagliare e prendermi responsabilità. Non consiglierei ad un giovane di fare quello che sto facendo io per non tornare in ufficio. Posso consigliarlo solo ad un coetaneo come me, qualcuno che voglia vivere in modo diverso, almeno per un periodo. Cercare una strada diversa rispetto a quella già conosciuta. 

Per quanto riguarda me, qualsiasi piccola cosa io prenda non sarà mai nulla in confronto a ciò che è stato fatto a me. Mi hanno rubato il lavoro, infangato la reputazione, fatto stalking e bloccato tutti i business, fatto video illegali, arrestata senza motivo, lasciata a vivere in una periferia piena di buche con la complicità della mia famiglia genetica. Vivo in uno scantinato umido e con poca luce, uno di quei posti che chiamano “sala hobby”, che infatti sarebbe per poche ore, non per una vita. Qualsiasi cosa io faccia per rabbia o protesta o sopravvivenza, non sarà mai nulla in confronto a ciò che è stato fatto a me quando ero una persona onesta. Troppo onesta. 

In una città come Roma, i cittadini subiscono abusi tutti i giorni per ogni strada che non viene riparata. Nella periferia di Roma, sarebbe normale avere microcriminalità compensativa, non ammessa in quartiere come i Parioli. Il cittadino di periferia ha diritto di sfogarsi ed ha diritto di farlo contro i grandi poteri. Non deve litigare con il vicino per un parcheggio, deve prendersi il minimo che gli spetta dai rappresentanti delle istituzioni, per  Esempio I supermercati ed i centri commerciali, ed i punti di ristoro che non collaborano attivamente per la specifica periferia e che finanziano la polizia. Per fare un esempio, un McDonald di periferia si dovrebbe rendere disponibile in modo diverso da un McDonalds a piazza dj Spagna, invece i dirigenti locali applicano solo le regole Internazionali e si fanno scudo di quelle. Manager senza palle e dipendenti che fanno muro (non tutti per fortuna), credendo di essere nell’isola felice della periferia. In periferia non si può fare solo business. In periferia bisogna dare di più. Per esempio, un centro commerciale deve costruire anche un parco e inserire nel centro servizi mancanti in quella specifica periferia per una proporzione del 30% dell’investimento. 

In tutte le periferie disagiate del

Mondo dovrebbe accadere. Il cittadino si dovrebbe prendere qualcosa di quello che gli spetta, invece si rubano i parcheggi fra di loro. 

La canzone del giovane Rovazzi, molto simpatica, propone un contenuto sbagliato. Una persona che ruba qualcosa e sparisce fra la folla non viene nemmeno riconosciuto dalla folla e non ha nessun minuto di celebrità. Io sono stata arrestata due volte. Una volta in centro a Roma di fronte alla Rinascente, dove ho persino opposto resistenza e dato Un sberla e un calcio ad un poliziotto mentre l’altro mi teneva. Ho già avuto i miei 15 minuti, ma di rottura di coglioni. Le realtà è questa. Nessuno mi ha ripagato per il bracciale rotto, il braccio contuso, il tempo e il trauma. E la folla è stata a guardare. Nessun minuto di celebrità. Scena metropolitana. Intanto Io ho subito un trauma e sono cambiata verso le istituzioni. 

Io voglio che i responsabili di questa situazione paghino. Basta. Nulla è possibile finché non è fatta giustizia. Mi avete rubato una vita. Voglio giustizia. 

Auguro a mio padre e a mia madre di morire quanto prima. Visto che mi hanno venduta senza nemmeno avere il diritto di farlo, possono morire, così almeno chiudiamo definitivamente ogni rapporto.

Nulla è più come prima  nulla è nemmeno piu come dopo rispetto a prima. Sono passati più di due anni da quando mi avete rubato una vita e ancora non esiste una nuova vita piena. Sono successe tante cose e al tempo stesso non è successo niente. Sono rimasta in questo buco a far fare soldi a stronzi che hanno messo telecamere, studiato e usato tutte le mie invenzioni e dato premi ad altri. Io sono ancora qui. Video illegali, truffe, furto di idee, marchi e linee dj abiti, nuovi cibi. La fuori avete fatto di tutto ed io sono rimasta qui a sfanculare tutti. Chi deve paagare, paghi e mi sia restituito ciò che è mio. Non c’era bisogno di arrivare a tanto. Avete provato la carta del sesso, poi quella dell’alcol. Che sfigati. Io vi mando a fanculo mangiando melagrana e patatine e non scopo con nessuno. Non più. Pretendo i miei video. Avete fatto un impeachment. Avete sbagliato, perché non solo io non mi vergogno di nulla, ma non ho nemmeno una famiglia a cui rendere conto. Quindi, datemi ciò che è mio e pagate i danni e basta. 

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