A chi ha potere decisionale in tutti i settori di interesse della mia vita

Disclaimer: non legga questo post chiunque abbia insani interessi voyeristici o sia semplicemente un annoiato in cerca di notizie altrui sul web. Grazie. Incontrando una di qualsiasi di queste persone che eventualmente mi faccia sorrisi o commenti non potrà aspettarsi meno di un dito medio e uno sfanculamento. Fatevi i cazzi vostri. 

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Una delle cose peggiori che mi è capitata in questo periodo e che mi ha definitivamente cambiata e per cui le persone devono pagare dei danni è la causa di sfratto e chi ha partecipato. Daniele Mastroiaco, in particolare, Cristian Bocedi, mio amico, mio padre e mia madre genetici, la coppia Vittorio-Martinez della palazzina in cui vivo. 

I momenti gravi sono stati tre:

  1. Cristian Bocedi, mio amico e depositario della mia fiducia, con largo anticipo mi ha chiesto quando mi avrebbero sfrattata, calcolando su quel giorno ed aspettandolo. Aggiungo anche Maria Teresa Ferrari, madre di Alessandra Magnani, e Cristina Arletti, per momenti diversi, ma risalenti allo stesso periodo. Tutte donne da cui sono stata profondamente tradita. 
  2. Daniele Mastroiaco mi ha derisa e minacciata di far intervenire fabbro e ambulanza, violenza fisica e chimica. Questo il momento più grave 
  3. I miei genitori naturali si sono messi d’accordo a mia insaputa e si sono presentati a Roma con la collaborazione della coppia di anziani della palazzina. 

Tre momenti uno peggiore dell’altro, in un momento in cui ancora non mi ero resa conto di tutto quello che stava accadendo ed in cui ancora stavo seriamente investendo sulla mia nuova professione. Stavo chiedendo finanziamenti, stavo studiando, stavo seriamente lavorando per gestire la situazione come una persona “normale”. La brutalità di quegli avvenimenti mi ha permesso di capire quello che stava accadendo, ma la violenza dei fatti in sè è da punire. 

Avevo già scritto in un precedente post delle minacce subite. In quel periodo iniziai ad usare il blog non più come opinionista, ma come strumento di sfogo e pubblicizzazione degli abusi che stavo subendo, non potendo farmi difendere da nessun avvocato ed essendo persino assediata fisicamente a casa. Questi fatti sono gravissimi. 

Non c’era motivo di minacciarmi. Mi è stato proposto un incontro personale per non lasciare nulla di scritto. Le persone si sono presentate a casa sempre senza appuntamento deridendomi e trattandomi come una nulla facente a disposizione. In particolare Daniele Mastroiaco, prima ha chiesto supporto al padre, poi mi ha derisa, sperando forse di ottenere qualcosa, poi mi ha minacciata persino per iscritto, come ho già documentato. Non avendo nessun effetto, per vie traverse ha contattato i miei genitori naturali, che si sono presentati più volte sotto casa, assediandomi, entrando persino nella palazzina con una copia delle chiavi ed iniziando a suonare ripetutamente il campanello per ore e fare discorsi plateali e privati che chiunque avrebbe potuto sentire. 

Da quel giorno non ho nemmeno più ricevuto regolarmente la posta. Denuncio quindi anche la possibile collaborazione della mia famiglia naturale con i residenti della palazzina per sottrazione di corrispondenza. 

Da quel periodo, maggio 2018, che ha coinciso con i giorni di digiuno per mancanza di qualsiasi mezzo, ed in cui avevo iniziato a regalare CD musicali in cambio di pochi soldi, ed in cui ho svenduto un bracciale d’oro ad un prezzo di cui mia madre era a conoscenza senza essere da me informata, sono iniziati eventi tragicomici fino allo stacco della corrente. I miei genitori genetici hanno continuato ad infierire in tutti i modi, prendendo accordi di cui non sono stata resa partecipe e senza darmi nemmeno un euro. Nulla. 

Le persone della palazzina hanno continuato ad osservarmi collaborando con chissà chi. 

Ad oggi, nessuno della mia famiglia si è fatto vivo in termini seri, nemmeno fra i parenti con cui avevo rapporti migliori. Ho contattato i miei cugini, in particolare Gianluca, figlio di Gianni, fratello di mia madre, che è sceso a Roma una delle volte senza preavviso. Purtroppo Gianluca, pur non essendolo,  ha avuto una reazione “bigotta”, dimostrando di essere a conoscenza del mio blog e delle mie vicissitudini. 

Da allora nessuno della mia famiglia naturale si è fatto vivo, pur essendo ovviamente tutti  a conoscenza di quello che scrivo, nemmeno mia zia Gabriella, madrina alla cresima, la più borghese e apparentemente capace di intessere ottime relazioni con tutti. Mia zia Annarita, che si è prodigata in altri periodi di esercitare il suo potere di zia e madrina al battesimo, non si è più fatta viva. Nessuno dei miei cugini mi ha chiesto nemmeno come stessi. Sono sempre stata io, negli anni, a tornare a casa e ad andare a trovare tutti per seguire le loro vicende di vita.

Da parte di mio padre, ho chiamato per avere informazioni su mia nonna circa sei mesi fa come ultima volta. Mio zio Maurizio, fratello di mio padre, con conoscenze nelle forze dell’ordine, si è agitato e mi ha buttato giù il telefono quando, pretendendo di sapere che lavoro facessi e quanto guadagnassi, non gli ho risposto. Tutta questa storia era strana dal 2016. Si facevano discorsi e discussioni con toni diversi dal solito. Ho avuto la chiara impressione di essere seguita e registrata nei rapporti con la mia famiglia, persino con mia zia mentre facevamo semplice shopping. Una famiglia che invece che parlarmi ha per molto tempo abusato della mia confidenza e del mio naturale affetto. Ci sono stati alti e bassi. In nessuno dei momenti, nemmeno quelli di basso, ho ricevuto la necessaria sincerità. Necessaria a sistemare la situazione quando era recuperabile. 

Questi i rapporti con la mia famiglia, già precari prima di questa situazione, oggi inesistenti di fatto, se non avessi motivo di pensare che siano tutti interessati a guadagnare dalle mie vicende che, come avvoltoi, stanno a guardare a distanza in attesa di capire come sfruttare la situazione.

Gli ultimi soldi me li diede mia zia a fine 2017 per il libro in italiano. Come ultimo regalo mi inviò una macchina da cucire. 

Non ho mai ricevuto pacchi di cibo o di beni da mia madre. Non mi sono stati lasciati soldi. Non mi è stato dato nulla. Tutti ad aspettare un mio crollo psicofisico per potermi riavere fisicamente in famiglia a soffrire delle stesse malattie di cui soffrono loro. Una famiglia che discute da anni per un pezzo di terreno ed una casa ereditate da mio nonno. 

Una famiglia che ha odiato mia nonna per aver lasciato parte dell’eredita in beneficenza invece che ai figli. 

Della famiglia a parte anche Padre Franco Messori che si trova a Roma a piazza Bologna e che ha rifiutato di ospitare i miei pochi beni la scorsa primavera quando stavo cercando di trasferirmi. Ho purtroppo capito il suo coinvolgimento proprio dal modo in cui ha negato la disponibilità, avendone invece tanta. 

Non ho nessuno di fiducia. Le autorità giudiziarie stanno evidentemente a guardare sotto la direzione di altri. Le persone della palazzina sono le ultime affidabili, ritrovatesi a “custodire” una persona comoda e scomoda senza nessun merito. La porta dello scantinato ristrutturato in cui vivo si apre molto facilmente ed ho avuto molte persone in casa che hanno lasciato segni di passaggio quando non hanno preso roba. Ho provato a cambiare la serratura, ho fatto fare sopralluoghi, ma nulla è in sicurezza. Nella palazzina stessa non si sa chi esattamente ci abiti. Ho motivo di pensare che l’immobile sia stato acquistato proprio da mia madre, a chissà quale prezzo, senza autorizzazione e senza averne parlato con me. Ho ricevuto decine di lettere con insulti di ogni sorta, ma non ho ricevuto nessuna lettera concreta con fatti. 

Sono sola. Sono isolata e chi legge questo mio blog, probabilmente, è solo un voyerista. Questi articoli di denuncia sono per le autorità, per chiunque abbia interesse e per chiunque abbia una storia di abusi simile alla mia. 

Io non sono una persona conflittuale. Mentre sto scrivendo i condomini stanno guardando le piante in giardino. Non ho mai discusso con nessuno nemmeno sotto provocazione. Le poche discussioni avute sono state sfoghi o difese. Anche nei confronti delle forze dell’ordine, ho risposto a provocazioni. Anche ieri sera. Al semplice passaggio al supermercato, il vigilante ha iniziato ad urlare sperando in una mia reazione violenta che non c’è stata. 

È ora evidente che le persone cerchino fama facilmente, ma invano, perchè questa è la mia vita è questo post è per i giudici e chi ne sta abusando. 

È anche evidente che molte persone come mia madre e la signora della palazzina, vivano di noia, non avendo niente da fare. Queste persone sono fra le peggiori, pronte ad approfittarsi di qualsiasi situazione senza rischiare nulla di proprio e senza mai contribuire al benessere delle società in cui vivono. Parassiti in attesa di morire, che succhiano da tutto e che invece che fare la differenza in positivo, in una situazione come la mia, la fanno in negativo, scegliendo sempre l’opzione dannosa per gli altri. Per esempio non ho ricevuto nessun supporto io, nella mia situazione, in compenso è stata accolta mia madre. Ho inoltre riscontrato sempre controlli e movimenti al contatore della luce. Persone malate, dentro i condomini, così come dentro i supermercati, che creano atmosfere da reato. 

Ho sottratto qua e là qualche bene di primissima necessità in questo periodo, portando sempre rispetto alle istituzioni, sorde di fronte alle richieste, ma poca roba, perché il ho bisogno di altro. Io devo poter fare la spesa. Mi mancano le mie proteine con il caffè. Mi manca la carne. 

Chi cerca notorietà in questo modo, parassitario, perde solo una occasione di umanità. 

Tutto quello che viene fatto con le riprese sulla mia vita privata senza il mio consenso  è un abuso. La società delle telecamere non può permettere che si arrivi a situazioni come la mia. Quello che sta accadendo a me non v bene, è espressione di una società malata, gestita da malati. 

La mia storia “porno” è forse iniziata nel 2009, quando ho avuto un rapporto con due poliziotti. Ho fatto anche un breve spogliarello. Fu di domenica, dopo una scampagnata con alcune autorità di Roma, a casa di uno dei due, una villetta a schiera a Roma Nord in un quartiere di dipendenti pubblici come molti ce ne sono a Roma. Erano entrambi dotati e abituati. Il rapporto non fu di mio gradimento per alcuni motivi sia fisici che comportamentali. I due poliziotti non erano il tipo di persona che avrei frequentato. Sono stata perseguitata per alcune settimane dal foggiano, Nicola, che mi aveva agganciata in centro al bar di via del corso fra piazza Navona e Campo de Fiori. Fu impegnativo scrollarmelo di dosso. Arrivai a spaccare un cellulare buttandolo per terra. Avevo ancora un SH e mi allenavo a Caracalla. Pochi mesi dopo comprai la moto e conobbi Riccardo e Daniele. Riccardo probabilmente era informato. Mi chiese presto se avevo avuto rapporti particolari. Il resto non serve a questo racconto. Dopo quell’episodio, forse per coincidenza Mio padre e mio zio ebbero una violenta discussione in cui mio zio, senza motivo, prese le mie parti sostenendo che mi ero trasferita a Roma senza abbastanza esperienza di vita. Mio padre sosteneva invece che avrei potuto fare quello che volevo e che non mi serviva esperienza. Io non capivo come mai stessero discutendo, ma forse era perché erano informati di qualcosa. In entrambi i casi, mi infastidii per quella discussione con entrambi e comunque io ritenevo di poter fare quello che volevo, come sosteneva mio padre. La preoccupazione di mio zio la percepivo ingiustificata e fuori luogo. Scoprii poi che mio zio aveva fatto controllare da amici nelle forze di sicurezza dove abitassi, quindi non posso nemmeno escludere che molti dei miei problemi siano stati causati da lui, in particolare da alcuni “amici” sfuggiti al suo controllo non richiesto e sospetto. Mio zio non ha mai dimostrato nessun particolare affetto per me e la sua preoccupazione a distanza è stata manifestazione di morbosità e di competizione verso mio padre. Mi sono sentita usata nella rivalità tra fratelli. Mio zio è capace quasi solo di urlare e buttare giù il telefono. Come mia zia Gabriella, ha cercato di controllare mia nonna. 

Quello del controllo è sempre stato un vizio di famiglia. Tutti controllanti. Anche il paternalismo e l’abuso di posizione dominante sono state caratteristiche delle relazioni famigliari. La sincerità è sempre stata secondaria rispetto agli equilibri e giochi di potere interni. Così anche l’interesse verso di me, figlia più grande dei figli più grandi, prima nipote, prima testimone dei nonni in vita. Ci sono diverse questioni irrisolte, anche nell’albero genealogico, ma a questo punto della vita non mi interessa sapere esattamente  i miei due nonni che origini avessero. 

Dopo la fine della problematica relazione con Riccardo, mia madre entrò in una delle peggiori fasi, in cui mi chiedeva di mio figlio e del mio aborto. Aveva iniziato a comprare completi per neonato. In quegli anni provai ad affittare una villetta nuova bilivello, ma non accettarono la mia candidatura in quanto single senza supporto famigliare e con stipendio medio, quindi finii dove sono ancora oggi. Nessuno in famiglia mi aiutò a prendere casa. Nessuno zio. Manifestavano tutti pena per me e basta. 

Io mi sono appoggiata a molti per anni. Persino per Natale andavo a cena da amici e dormivo da amici invece che dai miei. A turno ho trascorso le festività da Cristian, Cristina, Valentina, Mia zia, tutte persone a cui ho regalato quadri, bottiglie di vino ed a cui ho sempre manifestato riconoscenza per non pesare. Ho trascorso festività e vacanze anche da sola. I miei genitori mi hanno sempre trattata come un bene di investimento, finanziando solo studio, vacanze studio e poco di più. Anche per questo motivo, a prescindere dagli eventi accaduti, non provo nessun particolare sentimento di affezione. Ho sempre lottato in modo concreto per la mia emancipazione e libertà, per esempio andando a lavorare, senza il loro consenso, come inserviente (donna delle pulizie) a fine liceo in riviera adriatica per potermi divertire l’estate della maturità. Feci tutto con Alessandra e li modi di fronte al fatto compiuto, perché loro non avrebbero mai finanziato una vacanza senza studio. 

Dopo quelle vicende ebbi relazioni sessuali “normali” one to one. Mi limitai a frequentare un locale scambista ed una spiaggia naturista.  Iniziai a diventare apatica e a perdere appetito sessuale. Rapporti sporadici, occasionali, preferibilmente in albergo dopo conoscenza su chat. Non mi è mai parso di avere fatto nulla di speciale. Sono stata con un paio di coppie, ma non ho mai partecipato attivamente a sessioni di sesso di gruppo. Conobbi tale Marco Mazzanti in chat, che incontrai al Flirt. Era di latina ed era molto bello. Un perfetto gigolo. Un maschio tormentato che lavorava nell’IT e che mi mostrò di avere fatto indagini su di me. Dopo di lui, il maschio più bello fu Luca Piccioli nel 2015, un giovane massaggiatore che diceva di essere attratto dal mio corpo, al tempo fuori forma, e dalla mia cultura classica. Gli piaceva anche la mia casa. Molto bello. Molto sensibile. Molto giovane quando l’ho conosciuto.  I rapporti avuti con altri uomini, fra cui “Luke Monty” e l’allora responsabile IT, tale Francesco, di Ernst&Young, furono tormentati e seguiti da incidenti. Cosa penso della mia vita sessuale? Ho fatto poco sesso in confronto a qualsiasi fidanzata con rapporti regolari e mi dispiace che vita professionale e personale si siano contaminate. Anche per questo sento che l’unica soluzione possibile sia una nuova vita in cui non ci possa essere divisione o conflitto fra le due. 

Nel 2016 ho, fra le varie cose, subito un bombardamento da Facebook che ha contribuito pesantemente al mio stress di tutto il periodo. 

Questo post è per chi è sano ed ha potere decisionale.

Io voglio andare via. Non voglio fare questa vita e voglio andare lontano per dimenticarla e iniziare per davvero la mia seconda vita.

Tradimento. Tradimento profondo da parte delle persone di fiducia. Inganno. Minacce da parte di chi conosce la tua situazione. Ecco quello che trasforma una persona.

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