Quando finisce?

L’Italia è stata svenduta perché voi siete dei coglioni

Innanzitutto ridatemi la trousse di Chanel, ladri di merda e non me ne frega un cazzo dell’opzione play9, della Wind, complice da quando ancora lavoravo in ufficio non so come, e di Tre. Andate a prendere quello che a fine agosto 2017 mi ha fatto il bonifico falso, dopo cui sono iniziate le “sfighe quotidiane”, le malefatte di tutti. Tale Francesco Riva. Mi avate fatto sparire email di tutti i tipi, persino ordini. I soldi?????????

In questo gioco demenziale che qualcuno ha inventato ed in cui sono stata messa come rappresentante dell’Italia senza il mio consenso, avete perso voi. Qualcuno me lo ha fatto capire che, a un certo punto, è iniziato un gioco. Siete dei coglioni. Il paese della pizza, degli assaggiatori di nutella e tiramisù. Ridicolo. Questo siete. Io non mi sento parte di questo paese. 

Nessun supermercato deve guadagnare dalle mie ricette e ricerche con tutti gli abusi che ho subito. Hanno già provveduto nell’ultimo anno a far produrre pasta proteica. Tanto basti. Mi riferisco sia a Carrefour che ad Eataly, basta. Avrebbero dovuto finanziarmi per fare ricerca o darmi i prodotti invece che approfittartene. 

Per quanto riguarda tutto lo sport, misteriosamente ho visto le mie sequenze applicate per esempio da Asana Rebel. Prima non lo facevano. Non posso sapere che giro hanno fatto tutte le riprese illegali che mi avete fatto, ma anche qui nessuno deve trarne vantaggio senza il mio consenso. Siete tutti ladri ed avete sbagliato a lasciarmi senza niente. Non sarò mai testimone o sponsor del messaggio che si può essere felici senza niente. Mai. Prima di trovarmi in queste condizioni ho studiato, lavorato e guadagnato. Queste condizioni sono pesanti anche avendo studiato. Non potrete mai usarmi come testimonial di messaggi sociali contro la mia volontà, nemmeno estrapolando mie frasi dai miei scritti o reinterpretando a vostro comodo. Se me ne accorgerò interverrò sempre a denunciare la mistificazione o la manipolazione. 

Il fashion è l’unico che non mi ha rubato nulla, tranne prendere ispirazione dalle mie foto e dalla mia vita, che comunque non è poco. Da Vanity Fair a Grazia, al fotografo Ferri, è evidente il giro che c’è stato. Una grande delusione dal mondo del fashion che avrebbe potuto finanziarmi in modo molto semplice come modella da accessori. Ho bellissimi piedi, labbra, capelli, un bel corpo per costumi e lingerie. Non sono alta, ma non è necessario.  Invece ho continuato a ricevere proposte dai fotografi porno. Il paradosso è che per posare nudi bisogna essere più belli che per posare vestiti. Grande rammarico. Avrei potuto iniziare a guadagnare e a pagare tutto con qualche servizio fotografico mirato. Le riviste sono piene di modelle imperfette rese belle dalla fotografia, come è giusto che sia. Le bellissime, come sempre, sono poche. Io che ho sempre amato il fashion anche nei momenti più intellettuali della mia vita. Non ho mai snobbato la moda, pur avendo una madre spartana ed un padre pigro, arrogante e  mangione. Anche nel mio peggiore momento di fuori forma indossavo I migliori trucchi da profumeria ed ho sempre avuto due o tre profumi. Persino in ufficio avevo l’angolo per gli smalti. Per anni ho usato il “tulip noir” di Chanel, oggi fuori produzione sostituito dal “rouge noir”. Ho sempre speso per l’abbigliamento. Al tempo per i completi da ufficio, poi per quelli da moto, poi per la palestra e la piscina. Sempre tante scarpe, anche in serie, quasi collezionista. Ho sempre curato anche la casa. Ogni posto in cui sono stata è cambiato fin dai tempi dell’università. Una canzone, quella di Biagio. Si, non avendo mai avuto una stanza per i miei eroi, ho sempre creato ambienti fortemente personalizzati ovunque. Un dispiacere, il mondo del fashion. Troppe occasioni facili, perse. Sarebbe bastato qualche servizio fotografico, qualche collaborazione per ripartire senza finire così in basso. 

E il calcio? Come avete fatto a coinvolgere il calcio?

Sul mondo dei cocktail non mi pronuncio. Ho pagato tremila euro per un corso a Milano in cui non ci hanno nemmeno introdotti ai locali più glamour. Un corso per militari, in pratica. Non mi hanno nemmeno trovato un lavoro temporaneo neo fine settimana. Nemmeno in discoteca. Da allora ho iniziato con le ricette. Ho affinato il palato, ma a poco è servito. Ho risposto ad un paio di annunci tramite il loro network, uno era al Dukes e l’altro al Tartarughino di Roma. No comment anche per tutti i soldi che ho pagato in nero per sostenere l’esame finale. Per sostenere, non per passare. Ci tengo a precisare che ho pagato in nero solo per farlo, l’esame, non per passarlo. Non ho mai denunciato nulla, perché essendo da sola e senza reddito non volevo perdermi in mille piccole cause contro una illegalità che è diffusa ed i cui costi di causa sono superiori a quello che spendi al momento. Da professionista e imprenditrice di se stessa dovendo scegliere come investire il mio tempo, non ho mai ritenuto che fare causa fosse un investimento. Non ho mai cercato soldi procurando incidenti farsi con le assicurazioni. Non ho mai guadagnato in questo modo, anzi, ho evitato di sporgere denuncia in svariate occasioni in cui avrei potuto farlo. Non ho mai calcolato sul piccolo danno: è una mentalità meridionale che non mi appartiene, la cosiddetta “arte di arrangiarsi alla napoletana” che nemmeno oggi ho acquisito. Ho sempre ragionato in termini di investimento in attività future. La mentalità del danno appartiene all’investimento in conservazione del passato o alla creazione di denaro nel presente da assenza di attività produttiva. Chiaro? Ciò nonostante, mi sono stati fatti dei danni ed è giusto siano pagati. È importante specificare che non me li sono procurata io. Porto addosso le cicatrici anche fisiche dei danni, incluse le ustioni curate tardivamente per problemi di farmacia, umanità, primo soccorso ed erogazione del credito. 

Sulle radio stendo un velo pietoso, con differenze di simpatia, innanzitutto per quella che avete eliminato, Mondo Radio, poi per singole trasmissioni delle altre. Unica condannata, come già spiegato, Radio Montecarlo, oltre a Radio24, le mie radio più ascoltate nei trent’anni, le prime approfittatrici. RadioMontecarlo a tutti i livelli e  radio24 in collaborazione con il mondo politico italiano. 

Ci tengo a specificare che non faccio parte del Movimento 5 Stelle, anche se lo reputo la vera innovazione in politica, non solo in Italia e credo che Casaleggio sia stato geniale. Un movimento nato dal web e reso vivo nelle piazze. I veri innovatori. 

Ho comunque preso le distanze molto tempo fa per alcune posizioni politiche concrete e non mai nemmeno approvato il nome scelto “5Stelle”, come altri nomi “la rosa nel pugno” et cetera. Tutte metafore prestate alla politica in modo poco efficace. Sono certa che se chiedessimo alla gente di citare i valori corrispondenti alle cinque stelle non lo saprebbero fare. Non mi candiderei in nessun partito politico italiano. Sono ideologicamente una liberal progressista di destra con attenzione al sociale. Una ideologa pragmatica e sono rimasta tanti anni nel settore giuridico finanziario proprio perché ha queste componenti: quella del diritto astratto e quella della applicazione concreta con le esigenze di innovazione del settore finanziario internazionale. 

Il primo a fregarmi è stato Schierholz, avvocato che abita ad Ostia, consigliatomi da Quello che pensavo fosse un amico oltre che un commercialista, che ho pagato in nero per una consulenza fittizia a mio sostegno al tempo del licenziamento mascherato da ristrutturazione. Non ha fatto niente per me, mi ha solo fatto credere che tutto quello che avevo ottenuto da sola come buona uscita fosse il massimo ottenibile, quindi ha contribuito fortemente a non farmi prendere la strada della controversia. Se avessi fatto totalmente da sola, mi sarei ripresa entro poco tempo dal senso di disorientamento. 

Un velo pietoso su come avete comprato i miei amici e famigliari, oltre ai miei siti web. Ho capito benissimo che ogni volta che pubblico qualcosa qualcuno guadagna al posto mio. Fate schifo. 

Le spie della palazzina non sono attendibili così come inadeguati sono i muratori. La gente della periferia in cui vivo non va bene per i vostri sondaggi. In generale non vanno bene gli italiani, un popolo conservatore di campanilisti e passivo-aggressivi. 

Io sono stanca. Stanca di capire che ogni cosa che faccio qualcuno manda avanti il gioco per dimostrare tare una teoria oppure un’altra. Avete perso in molti ed è solo arrivato il momento che io vada via a vivere la mia vita con i soldi che mi spettano. 

I miei quadri non li lascio a nessuno. Accetto proposte dopo la fine di questa storia,

Altrimenti vengono con me nella mia nuova casa. Evitate di organizzare un altro furto, per favore. 

Il conto con banca Intesa deve essere chiuso al più presto con meno danno possibile avendomi questa banca creato problemi seri dal 2012. Non voglio appoggiare nessuna iniziativa del network di Intesa Sanpaolo, banca pachidermica. Nessuna. 

ING resta, senza infamia nè lode. Con Poste ho solo due prepagate, ma segnalo L’inaffidabilità del servizio pubblico e l’inadeguatezza degli impiegati a vari livelli. Sull’INPS stendo un altro velo pietoso, in associazione a delinquere con il mio ex sostituto di imposta. Sul ministero del lavoro ed i sindacati c’è poco da dire, essendo parte attiva legittimante dal mio accordo di riservatezza. 

Su tutti gli altri non mi dilungo. In questo tempo troppe le singole persone da citare. 

Sui Wi-Fi, avete fatto in modo che io lo trovassi solo in alcuni punti per controllare meglio i miei movimenti e mettermi in vetrina a disposizione della gente per le vostre votazioni. Avete fatto pena, perché quei posti hanno guadagnato soldi in consumazioni senza dare niente a me, anzi, in certi casi, creandomi persino problemi dopo mentre si approfittavano della mia sosta. Non faccio nomi. Li conoscete già. 

A livello pratico, ho bisogno di un nuovo conto. Estero dove prenderò la residenza andrà benissimo per la buona pace del fisco e di tutte le forze dell’“ordine”. L’ultima cosa che voglio nella mia vita è impiegare il mio tempo a discutere con loro, con chi è legittimato dalla legge ad essere prepotente. Meno tempo ci passo, meglio sto. Non sono mai stata affascinata dalle divise, nemmeno sportive. 

Createmelo dove credete meglio voi, così come senza autorizzazione mi avete messo telecamere e rubato. 

American Express per favore. 

Per quanto riguarda il porno, è mio diritto avere copia dei video che mi sono stati fatti e sapere che giro hanno fatto. Chiunque abbia guadagnato ha commesso un reato. I tentativi di infangare la mia persona inducendomi in seguito a fare la escort con sole prestazioni sessuali o altro sono solo aggravanti. Ci si è approfittati del mio essere single e basta. La mia emancipazione usata contro di me. Il consenso è il principio cardine di qualunque business. Nessun business fatto a insaputa di altri può essere giustificato, ogni guadagno è indebito e se la persona interessata se ne accorge, come me ne sono accorta io, il danno alla persona è ancora più importante. 

Per quanto riguarda Facebook e i social media, il reato di “spaccio di dati personali” dovrebbe bastare. 

Ed Eni? La pubblicità non autorizzata sul mio blog? L’abbinamento con Sky mai avuto? Le strane bollette che non si capisce se manomesse dai condomini o dalla società? E le truffe via posta?

E la gente di zona?

Quando avete coinvolto tutta la gente esattamente? 

Come la informate in tempo reale di quello che sto scrivendo quando sono in un luogo pubblico? Cosa c’è che non so e non vedo? Quale tecnologia state usando? È molto pericoloso tutto questo. Per tutti. Giocando, la gente, ha venduto il consenso sulla propria vita. Chi ha partecipato oggi, non potrà tirarsi indietro domani e potrà essere coinvolto da chiunque di potente in qualsiasi affare. Avete creato un precedente molto pericoloso a livello sociale. È come il servizio di leva non obbligatorio: chi lo fa, deve poi rendersi disponibile ad essere chiamato in guerra. Chi ha spiato, sapendo che io non avevo prestato il consenso, domani sarà obbligato a lasciarsi spiare senza consenso. 

Per quanto riguarda queste ultime settimane e la zona di periferia in cui purtroppo ancora vivo, cosa pensavate o speravate, che mi sarei integrata? No. Ho solo fatto “di necessità virtù” e valorizzato quel poco che era disponibile in modo immediato: la frutta. Sulle persone c’è poco da fare. Sono abituate a questo ambiente e chi è diverso è per loro un “diversivo”. Chi cresce con le buche e le strade senza marciapiedi cresce squilibrato, senza la giusta proporzione degli spazi umani. In tutto ciò, ad oggi, giriamo in bicicletta solo io, gli sportivi e gli immigrati. La gente comune usa ancora la macchina per pochi metri. 

Non mi sono mai abituata all’ufficio in 10 anni, di sicuro non mi sarei abituata a stare qui. Non ho dato nessun segnale di integrazione. Ho solo smesso di discutere. Comprensione non è integrazione. Sono infatti una consulente. Comprendere è parte del mio lavoro, ma non Comporta una mia adesione. 

Integrazione, a livello pratico, avrebbe comportato accoglienza proprio da parte della periferia. Essendo io la “diversa” avrei dovuto ricevere un trattamento “speciale”. L’integrazione può avvenire solo in modo bidirezionale. Ho trascorso settimane a spiegare la mia storia a chiunque, gestori di esercizi commerciali o semplici sconosciuti, ricevendo supporto solo da alcuni  sconosciuti, ma mai una risposta aziendale. Ho scritto anche alle direzioni delle aziende ricevendo risposte di tutti i tipi incluso il silenzio. 

Ho rispettato le regole del posto come una persona di passaggio. Ho capito gli equilibri della periferia, i forti contrasti e non ho preso le parti di nessuno. Non mi sono integrata. 

Per integrarmi, almeno in questa ultima fase, avrei dovuto trovare  collaborazione nei supermercati in cui ero conosciuta. Ci sono sempre soluzioni pratiche “politically correct”, quelle soluzioni che servono per gestire situazioni di emergenza o temporanee. 

La commessa a cui ho dato il biglietto da visita non ha mai chiamato. Avrei potuto organizzarmi con lei. Non sarebbe comunque stata una soluzione duratura. In compenso ho avuto addosso la sicurezza e sono stata provocata alla reazione di difesa violenta. 

Avete scelto di isolarmi e cosa avete ottenuto? Qualcuno risponda. A parte gli sfoghi, cosa avete ottenuto lasciandomi senza niente? Ho dimostrato di sapermi arrampicare sui muri. Ho dimostrato di essere veloce, all’occorrenza. E poi? Avete una lista delle cose da dimostrare? 

Sono stanca. Sono stanca. Sono stanca. Sono stanca. Sono stanca. Sono stanca. Sono stanca. Sono stanca. Sono stanca. Sono stanca. Sono stanca . Sono stanca. Sono stanca. Sono stanca. Sono stanca. Sono stanca. Sono stanca. Sono stanca. Sono stanca. Sono stanca. Sono stanca. 

Chi si relaziona con me? Datemi un referente unico. Il mio futuro deve iniziare. È da due anni che sono fisicamente ferma nello stesso posto e senza reddito. 

Per quanto riguarda L’alimentare e lo sport, le mie ricerche si fermano qui, non avendo ricevuto nessun finanziamento da nessuno. Perché non avete fatto versamenti anonimi? Perché non mi avete fatto trovare i cellulari carichi e non mi avete fatto arrivare un pacco anonimo con tutte le attrezzature che mi sarebbero servite? Dall’ I-watch, al Fitness. Perché non mi avete fatto trovare soldi sul conto? Perché non ho ricevuto nessuna email con carta di credito da spendere? Eppure siete in tanti dietro alle lobby del cibo e dello sport. Quando ho denunciato il furto della bicicletta qualcuno in anonimo mi ha ricaricato il telefono. Perché non avete continuato a finanziarmi? Siete dei banali limitati e dei ladri.

Velo pietoso su tutta la storia del libro che ho faticosamente pubblicato e che le case editrici hanno usato in tutti i modi. Paese di Merda. Velo pietoso su Roma e “Spelacchio”, un ammasso di tragicomici incompetenti. 

Non ho nessuna intenzione di fare sesso con nessuno finché questa storia non sarà finita ed i conti non saranno aggiustati per ciò che è stato. 

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