Vai a lavorare

Ho le idee molto chiare sul furto. Anche sulla difesa. 

È da vigliacchi e da ignoranti, in una società contraddittoria, multiculturale  e consumistica come la nostra, dire a chi chiede l’elemosina di andare a lavorare. Chi chiede l’elemosina, spesso, sta lavorando secondo gli usi del suo ambiente sociale. Di solito, chi chiede l’elemosina considera l’attività della questua un lavoro. È un po’ come il porta a porta. Gente che senza appuntamento ti suona per provare a venderti qualcosa. Gente che si accontenta di poco. Gente a cui bastano venti euro al giorno per le piccole cose. Se non vengono maltrattati bambini o perpetrati danni fisici per indurre al gitanismo, all’accattonaggio e alla questua, allora bisogna verificare che la questua non sia un vero e proprio lavoro. Per fare la prova del nove, bisognerebbe chiedere ai questuanti perché chiedono l’elemosina, quanto sperano di raccogliere, cosa intendono fare con la raccolta, et cetera. Sarebbe facile aiutare persone che vivono con venti euro al giorno. La domanda successiva quindi sarebbe: se diamo venti euro ai questuanti, cosa farebbero loro tutto il giorno? Il problema è quindi più profondo e vasto. Che lavoro dare da fare a persone che si accontentano di raccogliere pochi euro? Sono intenzionate a cambiare vita se si offrisse loro un cambiamento? Di solito questi cambiamenti sono radicali. Lavorare comporta essere inseriti in un nuovo contesto sociale. 

Da un punto di vista strettamente economico trovo tragicomico che un impiegato medio vada a lavorare per guadagnare circa cinquanta euro al giorno al netto delle tasse, mentre queste persone riescono a racimolare una ventina di euro puliti. 

Questo è indice del livello della società italiana. Nei paesi in cui il lavoro è pagato meglio e più facile da trovare, le persone che chiedono l’elemosina o che calcolano sul costo della vita quotidiana, non esistono. 

Tornando a questa ed elemosina, Innanzitutto ci sono paesi in cui l’elemosina fa parte dei dieci comandamenti: la pratica dell’elemosina è uno dei pilastri del mondo musulmano. Impariamo. Ipocrita andare a fare volontariato e fare donazioni per poi dire di andare a lavorare a chi chiede l’elemosina. La solita ipocrisia del mondo occidentale.

Prima di puntare il dito contro chi chiede l’elemosina, bisogna dimostrare di avere dato la disponibilità, per esempio, a riciclare. Ci sono tanti modi di chiedere supporto. I soldi, in termini di moneta, sono solo uno dei tanti. I soldi hanno tante forme. In mesi di difficoltà ho trovato poca disponibilità nel mondo occidentale. Tanto ricco e tanto tirchio. Il mondo occidentale preferisce buttare via che “regalare”. Regalare un cibo o qualsiasi bene è molto di più che fare l’elemosina, molto più semplice e molto più intellettuale. Dare monete serve solo per puntare un dito e alimentare lo scontro sociale. Ho cercato di vendere e relegarle CD. Ho cercato di regalare fourlard e di scambiare dei beni in cambio di beni e soldi, ma  gente ha preferito regalarmi un euro o due. Incredibile. Nel mondo occidentale la gente preferisce lavarsi la coscienza con la monetina. Alle persone non interessa avere una consulenza in cambio di pochi euro. Preferisce regalarti pochi euro. Perché quindi aggredire chi chiede l’elemosina ufficialmente? Io non ho mai fatto l’elemosina: ho sempre dato monete a musicisti, a persone che per qualche moneta facevano comunque qualcosa, quello che sapevano fare. Ho comprato fazzoletti ai semafori. Ho pagato per farmi lavare il vetro. L’unica cosa che mi da fastidio di chi chiede l’elemosina sulle metro è che ti guarda negli occhi ed insiste. Per loro è uno stile di vita. Un rito. Non ne hanno bisogno. Mi da fastidio che ti guardino negli occhi, per questo non do loro nulla. Non fanno nulla e chiedono. Non suonano, non dipingono, tengono un bambino in braccio, usano bambini per impietosire. Questo mi da fastidio, per questo non do nulla. Vorrei vederli pulire per terra o un parco chiedendo un contributo. Vorrei vederli fare qualcosa per la città chiedendo un contributo libero. Puetroppo c’è maschilismo anche in quella società: gli uomini stanno agli angoli delle strade a vendere caldarroste e le donne vanno nelle metropolitane a chiedere l’elemosina. Questo mi da fastidio. 

Tuttavia, il mondo occidentale preferisce sprecare, buttare che aiutare. Ho riscontrato fatica a recuperare cibo persino dai piccoli ristoranti di periferia. Giovani o anziani non conta: la stessa mentalità occidentale di non voler far di più del minimo, non voler essere coinvolti in nulla di sociale. Riciclare cibo non è “figo”.  Mettere da parte cibo per qualcuno che ne abbia bisogno è un gesto buono che il mondo occidentale non vuole fare. Quando si tratta delle grandi realtà come McDonald la scusa è che ci sono i conti ed i controlli. Quando si tratta del piccolo ristorante di periferia la scusa è che non c’è la roba. Quando si tratta del supermercato la scusa è che ci sono i controlli. C’è sempre una scusa per non aiutare chi ne ha bisogno e si umilia a spiegare perché ha bisogno e nel farlo lo fa ben vestito con tutto rispetto. Chiedere aiuto può essere imbarazzante. Devi essere pronto a spiegare perché hai bisogno. In questo senso è più facile rubare. Non devi spiegare niente a nessuno, devi solo farla franca. Perché umiliarsi a dare spiegazioni per qualcosa che il mondo occidentale butta via? Non ha senso. Nei supermercati buttano via di tutto. Perché umiliarsi per avere ciò che buttano via? Non ha senso. Ha senso, invece, appropriarsi di ciò che verrebbe buttato via. I supermercati vendono di tutto. Dovrebbero semplicemente creare un angolo per la libera raccolta. Basterebbe che una persona all’ingresso dichiarasse di voler usufruire della scorta a disposizione. In quel caso sarebbe passibile di furto in caso prendesse qualcosa che al di fuori di ciò che è stato messo a disposizione. Mi sembra davvero semplice. Ogni giorno tantissimi prodotti possono essere resi disponibili invece che buttati via. Perché restituire al fornitore un pacco rovinato? Non ha senso. Il mondo occidentale non si vuole fare carico dei problemi dal lato passivo, ma solo attivo: il mondo occidentale preferisce costruire un ristorante, ma se si tratta di gestire le rimanenze, preferisce buttare. Il mondo occidentale ha la psicologia del bambino: gli piace giocare. Costruire e lavorare è come giocare. Occuparsi degli scarti è come pulire i bagni e la cucina dopo aver cucinato, la parte noiosa del lavoro, quella non divertente, quella da far fare agli immigrati. Le cucine occidentali sono piene di immigrati. Mi chiedo se abbiano qualifiche. Io sono occidentale e amo costruire, ma da creativa, avendo la mentalità della trasformazione dei miei beni, non posso non vedere gli usi alternativi dei beni di scarto altrui. 

Il punto del furto è quindi molto semplice: di che tipo di furto si parla? Quando avevo il frigo in condivisione con i coinquilini, il calabrese ed il pugliese non volevano rispettare la mia roba. Pretendevano condivisione. Volevano assaggiare. Quindi? Ogni tanto mi rubavano qualcosa. Un po’ per Curiosità, un po’ per principio, un po’ per dispetto, mi rubavano la roba dalla dispensa o dal frigo. Anche per pigrizia. Fare la spesa costa fatica. Facevano prima a prendere la mia roba. Quindi? Di che livello di furto di parla?

In palestra, circolo sportivo vip,  mi sono stati rubati leggins, trucchi e persino asciugamani. Quindi? Immagino siano state persone che hanno rubato per invidia e per dispetto, non per bisogno. Perchè quindi aggredire chi chiede l’elemosina per necessità quando nel mondo occidentale si ruba per dispetto? Da quale pulpito? Se io avessi un ristorante non accetterei questuanti per il semplice fatto che renderei disponibili gli scarti. Se è vero che una persona chiede soldi per mangiare, allora a fine serata può passare a ritirare gli avanzi.

I soldi assumono la forma dei beni. Per quale motivo una persona chiede soldi? Cosa ci deve fare una persona con i soldi dell’elemosina? Di quali beni ha bisogno e quali bisogni deve soddisfare? 

A questo punto, immaginando che tante persone donano una parte dello stipendio alle associazioni di volontariato, una persona potrebbe decidere di tenere una quota per le donazioni nella vita quotidiana. Quanto è l’8 per mille? Quanto è il 5 per mille? 

Anche a me è capitato di avere dato qualche centesimo a qualche parcheggiatore abusivo  e di essere persino guardata male perché erano pochi. Gli ho risposto e gli ho detto che la seconda parte gliela avrei data al ritorno, perché doveva vigilare sulle auto, quindi prendere i soldi dopo, non prima. Non pago per paura che mi sfascino l’auto, pago affinché vigilino che nessuno faccia nulla e mi aspetto di trovare il parcheggiatore a fine serata. Se non c’è, amen, ha perso metà guadagno. Un euro in una serata si può spendere per un parcheggio. I parcheggiatori hanno il buon senso di andare nelle zone in cui le persone si divertono. Non avrebbe senso pretendere soldi fuori da uno studio medico per esempio.  A volte è piu un problema di disponibilità di moneta che non altro. Non sempre si hanno monete. Ovviamente, ho quasi sempre  assicurato l’auto contro atti vandalici. 

Quando poi penso alle cene di gruppo, a quando si fa “alla romana”, non posso non pensare che se ci sono grandi squilibri, c’è qualcuno che mangia a spese di altri. Non è una specie di furto? Utilizzi un valore, una abitudine sociale per avere un bene che altrimenti non avresti. Ottieni qualcosa che non paghi: un dolce, una pizza, un ammazzacaffè. Cosa si intende per furto? 

Sono davvero tante le situazioni “borderline”, quelle in cui qualcuno usufruisce di un bene senza pagarlo. Per definire il furto, serve sia chiaro che la sottrazione di un bene sarebbe causa di grande fastidio e disagio per il legittimo proprietario. Il furto va ridefinito alla luce della proprietà, del patrimonio  e dell’identità legata alla proprietà. Ci sono persone, per esempio negli uffici, che per ottenere simpatia e consenso lasciano che tutta la loro roba sia a disposizione di chiunque, soprattutto gli effetti personali, proprio per “fare la differenza” e diventare qualcuno che gli altri cercano. Persone che hanno un armadio in cui tengono di tutto, dalla cancelleria speciale, ago e filo, posate, caramelle, gallette di riso, crema per le mani. Persone a cui fa piacere il furto interno all’ufficio, quale prova di gradimento indiretto. Furto? Il furto può essere anche un modo per verificare cosa più ha successo. Si ruba qualcosa che piace. L’invidia è uno dei primi motivi di furto. Il bisogno il secondo. Pigrizia il terzo. Sono più i furti per invidia e pigrizia che non per bisogno. 

Questo è il micro furto. Chiaramente non ho parlato del furto con destrezza o a mano armata. 

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