Marta Russo

Sono controllata tutto il giorno. Quanto avete speso? Mi controllano i muratori, qui di fianco e tutte le persone della palazzina. Quando mi alleno delle ragazze spiano l’allenamento. I muratori fanno rumori come messaggi in codice ed iniziano persino ad urlare come per parlare a me. Tutti i giorni fanno le loro scommesse e qualcuno dice “je la fa” e l’altro “no, non jela fa”.  Di notte sono monitorata dalle macchine della sicurezza privata, in particolare sicuritalia, più tutte le auto private. Quando vado nei Wi-Fi sono sempre circondata da persone che sanno quello che scrivo o che aspettano che io faccia una foto anche se non la pubblico. Quando non volete che io stia in un luogo, gli togliete il Wi-Fi, così fate in modo che io mi sposti e pagate i soldi della mia presenza a chi più vi sta simpatico. Siete pessimi. La nuova “mafia” usa il web evidentemente. E le persone, ovviamente. Quando questa storia sarà finita, tutti quelli che sono stati pagati e che mi hanno dato fastidio, dovranno sparire.

Con i capi, evidentemente, dovrò capire cosa fare, visto che siete così potenti da pagare un esercito di persone per seguirmi o provocarmi. Non vi state annoiando? La situazione non può evolversi ulteriormente. Io faccio le solite cose. Voi avete le solite reazioni. Più a lungo andrà avanti, più sarà una manifestazione di stupidità. La vostra ovviamente.

In questi giorni ho sentito trasmissioni sull’11 settembre, poi sul caso di Emanuela Orlandi. Nessuno ha parlato di Marta Russo. Ancora le penso. Nonostante sia stat uccisa da un colpo di arma da fuoco, non sono stati in grado di capire esattamente chi l’abbia uccisa. Incredibile. L’Italia è quel paese in cui siamo tutti sotto controllo, ma si può uccidere una studentessa in un cortile dell’Università con un’arma da fuoco. Questa è la vera Italia. Queste sono le cose che capitano soprattutto in città come Roma, perfetta per i misteri. Poi Perugia, dove Meredith è morta per i giochini di ragazzi che avevano bevuto e fumato troppo.

Emanuela Orlandi è stata un caso incredibile. Denise Pipitone. Una lista di persone scomparse. Fra queste, penso al mio professore di storia e istituzioni del mondo arabo, trovato morto proprio in una stanza di albergo a Roma.

Era Khaled Fuad Allam. Chissà chi lo ha ammazzato. Avevo preso un buon voto con lui. Era bravo. Era il classico arabo scuro con i riccioli, un po’ in sovrappeso come chi non fa sport, ma aveva il sorriso di chi ha conosciuto i piaceri dell’occidente. Ci si poteva fidare di lui. Era sincero nell’insegnare e onesto nel valutare gli studenti. Leggeva i contenuti. Quando lessi che era stato trovato morto in albergo, per un attimo ebbi paura oltre che dispiacere. Paura. Morto e nessuno ha investigato. Un articolo di cronaca semplice. Nessun dubbio. Era semplicemente morto per un malessere. Ha fatto poco rumore. Forse non ha insegnato nei posti giusti o forse sì? Diceva di essere un musulmano che mangia prosciutto. 

Io ho scelto di lasciare da parte la politica. Le ho tolto il posto che la mia educazione le aveva dato. La vita è solo una ed il tempo per la politica, nella mia, si è esaurito entro i 38 anni, nella mia prima vita. Non dimentico, però. Non si può dimenticare. Si può invece pensare ad altro.

Un saluto a Marta Russo. Che sia stata un esperimento di intelligence o altro, lei è morta davvero.

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