Non ho mai creduto nel Paradiso, se non in quello terrestre

You got to praise him 

Canzone di venerdi  su M2O.

Bella canzone di soulful house, con voce di colore, che amo. Sembrava scritta per me. “You got some problems, you have to solve them. You got to praise him. He’s working behind the scenes for you. Alleluia”. Un testo insolito. Un testo che nulla ha a che vedere con la musica house. Una canzone fatta ad arte per dare un messaggio indiretto. 

Quale messaggio? Chi dovrei pregare? È da quasi tre anni che sembra che io sia seguita da qualcuno che fa qualcosa per me, solo che finora è andata male e non mi sembra che abbia lavorato per il  mio interesse? Chi dovrei pregare? Io la penso come Piero Pelu: il paradiso è un’astuta bugia. La promessa di chissà quale paradiso è un anestetico dei dolori e permette a chi è furbo di fregarti mentre tu stai a pregare. 

Ho provato a crederci per un periodo. Ci ho provato perché essendo cresciuta senza credere a Babbo Natale e all’amore ci ho provato, ma sono stata solo fregata. Sto vivendo un incubo da tre anni, anche di più. Non prego proprio nessuno. È una lotta quotidiana. Non mi viene mai regalato niente. Quando riapro gli occhi dagli allenamenti ed apro il cellulare o la posta mi devo mettere a contare le fregature. Bollette esagerate, gente che ruba soldi da tutte le parti, persone ostili, banche che non rispettano nemmeno le procedure interne. Gente che finge di essere amica, ma non lo è. Gente che improvvisamente chiude i rapporti senza nessuna motivazione. Gestori web che mi rubano blog, siti e soldi. Polizia che mi arresta senza motivo invece che difendermi. È un inferno. “Il paradiso è un’astuta bugia” (Piero Pelù) a cui ho provato a credere anche io, ma non è mai arrivato. 

Non si capisce dove sia, perché non c’è. 

La canzone È stata trasmessa quando stavo iniziando a preparare il salmone per i gatti, facendo qualche assaggio. Forse si riferiva al fatto che stavo cucinando, unica cosa che faccio dopo sport e scrittura. Non capisco e sono infastidita. Mi da fastidio avere qualcuno che commissiona canzoni per parlarmi. Qualcuno che usa le radio e qualsiasi mezzo indiretto per parlare con me, invece che se stesso. Qualcuno che usa gli hacker. Ho pubblicato un articolo con richiesta di giustizia e voglio la verità e la giustizia. Non mi lascio condizionare da una cantante o una canzone. Sono stanca di questa situazione ed a quella cantante rispondo che non prego nessuno che io non conosco e che non si manifesta come vorrei io, ma che continua a fare quello che vuole. Il fatto che io riesca a trascorrere le giornate senza pensare tutto il giorno a ciò che sto vivendo è una necessità di sopravvivenza mentale in uno stato di prigionia reale. Datemi i miei soldi. Non accetto che nessuno lavori alle mie spalle con i miei progetti e i miei soldi, sperando persino di influenzarmi. Manipolazione. Sono stata oggetto di manipolazione dai miei genitori naturali per molti anni. Usavano la persuasione invece della coercizione. Un rapporto che è finito male, degenerato nei ricatti emotivi, economici, nella menzogna, nel farci diventare estranei e nel farmi cambiare nome. È con persuasione che mi è stato sempre impedito di coltivare le mie passioni. La persuasione del genitore che ti vuole bene e che ti distoglie da ciò che ti farebbe felice. Sono stata tenuta lontana dalla danza. Avevo passato le selezioni di Adriana Cosi e Marinel Stefenescu. Non sono stata portata in città per continuare gli allenamenti di pattinaggio. Una vita da ballerina stroncata. Con la persuasione mi hanno indirizzata verso la chitarra ed il pianoforte, ma io non ho colto. Io volevo ballare. Ho fatto tanti sport ed ho rincorso la danza in tanti modi, persino attraverso la capoeira, il fitness e lo yoga. Oggi è tardi. Non ho il fisico abbastanza elastico, ma nel cuore ho sempre avuto la danza ed ho sempre vestito come una ballerina. Non di danza classica. Mi è sempre piaciuta la discoteca. Mi sono sempre piaciute le ballerine da night club, da pole dance, che purtroppo non sono stimate come vere ballerine. Ho cantato, ho dipinto, mi sono laureata, ho studiato tantissimo, ho guidato la moto, ho fatto tante cose, ma nel mio cuore io me ne sarei andata di casa da adolescente quando ricevetti la lettera della scuola di danza. Sono un’artista ed ho riversato la mia creatività ovunque. Nel cibo e nel fashion mi viene più naturale, essendo attività “immediate e quotidiane”: compri gli ingredienti e prepari. È vero che serve studiare i metodi di preparazione, studiare gli ingredienti e affinare il proprio gusto, ma il lavoro in sè è semplice e data una ricetta, potenzialmente la può realizzare chiunque, mentre un esercizio di danza non lo può fare chiunque.

Nella danza e nello sport non è così semplice. Inizi ad allenarti e non sai quando arriveranno i risultati. In cucina è semplice: lo vedi subito che cosa hai preparato. Il fashion è già più impegnativo. Non è da tutti cucire un abito. È più facile essere cuochi che sarti. È più facile essere sarti che atleti. Per quanto riguarda la danza, non è per tutti ed anche una volta che si sia seguito un corso e imparato a ballare, avere un fisico ed uno stile che si distinguano è da pochi. 

Dopo quella canzone ne hanno trasmessa un’altra che diceva “you have to be ready, she could be a bitch”. Bene, nè l’una nè l’altra. Sono una donna emancipata. Grazie.

Il tempo cambia le opportunità. Danzare era una attività per giovani. Cucinare lo si può fare tutta la vita. Occuparsi di fashion pure. Non avendo potuto fare per tempo ciò che avrei voluto e per cui ero nata, farò le altre cose. Ora, per favore chiudete questo gioco. Essere escort non è un mestiere, ma un modo di vivere i rapporto con gli uomoni. Le mogli fanno girare i soldi con il matrimonio le donne libere con la libertà. 

Canzone di venerdi stasera su M2O. Bella canzone di soulful house, con voce di colore, che amo. Sembrava scritta per me. “You got some problems, you have to solve them. You got to praise him. He’s working behind the scenes for you. Alleluia”. Un testo insolito. Un testo che nulla ha a che vedere con la musica house. Una canzone fatta ad arte per dare un messaggio indiretto. 

Quale messaggio? Chi dovrei pregare? È da quasi tre anni che sembra che io sia seguita da qualcuno che fa qualcosa per me, solo che finora è andata male e non mi sembra che abbia lavorato per il  mio interesse? Chi dovrei pregare? Io la penso come Piero Pelu: il paradiso è un’astuta bugia. La promessa di chissà quale paradiso è un anestetico dei dolori e permette a chi è furbo di fregarti mentre tu stai a pregare. 

Ho provato a crederci per un periodo. Ci ho provato perché essendo cresciuta senza credere a Babbo Natale e all’amore ci ho provato, ma sono stata solo fregata. Sto vivendo un incubo da tre anni, anche di più. Non prego proprio nessuno. È una lotta quotidiana. Non mi viene mai regalato niente. Quando riapro gli occhi dagli allenamenti ed apro il cellulare o la posta mi devo mettere a contare le fregature. Bollette esagerate, gente che ruba soldi da tutte le parti, persone ostili, banche che non rispettano nemmeno le procedure interne. Gente che finge di essere amica, ma non lo è. Gente che improvvisamente chiude i rapporti senza nessuna motivazione. Gestori web che mi rubano blog, siti e soldi. Polizia che mi arresta senza motivo invece che difendermi. È un inferno. Il paradiso è un’astuta bugia a cui ho provato a credere anche io, ma non è mai arrivato. 

Non si capisce dove sia, perché non c’è. 

È stata trasmessa quando stavo iniziando a preparare il salmone per i gatti, facendo qualche assaggio. Forse si riferiva al fatto che stavo cucinando, unica cosa che faccio dopo sport e scrittura. Non capisco e sono infastidita. Mi da fastidio avere qualcuno che commissiona canzoni per parlarmi. Qualcuno che usa le radio e qualsiasi mezzo indiretto per parlare con me, invece che se stesso. Qualcuno che usa gli hacker. Ho pubblicato un articolo con richiesta di giustizia e voglio la verità e la giustizia. Non mi lascio condizionare da una cantante o una canzone. Sono stanca di questa situazione ed a quella cantante rispondo che non prego nessuno che io non conosco e che non si manifesta come vorrei io, ma che continua a fare quello che vuole. Il fatto che io riesca a trascorrere le giornate senza pensare tutto il giorno a ciò che sto vivendo è una necessità di sopravvivenza mentale in uno stato di prigionia reale. Datemi i miei soldi. Non accetto che nessuno lavori alle mie spalle con i miei progetti e i miei soldi, sperando persino di influenzarmi. Manipolazione. Sono stata oggetto di manipolazione dai miei genitori naturali per molti anni. Usavano la persuasione invece della coercizione. Un rapporto che è finito male, degenerato nei ricatti emotivi, economici, nella menzogna, nel farci diventare estranei e nel farmi cambiare nome. È con persuasione che mi è stato sempre impedito di coltivare le mie passioni. La persuasione del genitore che ti vuole bene e che ti distoglie da ciò che ti farebbe felice. Sono stata tenuta lontana dalla danza. Avevo passato le selezioni di Adriana Cosi e Marinel Stefenescu. Non sono stata portata in città per continuare gli allenamenti di pattinaggio. Una vita da ballerina stroncata. Con la persuasione mi hanno indirizzata verso la chitarra ed il pianoforte, ma io non ho colto. Io volevo ballare. Ho fatto tanti sport ed ho rincorso la danza in tanti modi, persino attraverso la capoeira, il fitness e lo yoga. Oggi è tardi. Non ho il fisico abbastanza elastico, ma nel cuore ho sempre avuto la danza ed ho sempre vestito come una ballerina. Non di danza classica. Mi è sempre piaciuta la discoteca. Mi sono sempre piaciute le ballerine da night club, da pole dance, che purtroppo non sono stimate come vere ballerine. Ho cantato, ho dipinto, mi sono laureata, ho studiato tantissimo, ho guidato la moto, ho fatto tante cose, ma nel mio cuore io me ne sarei andata di casa da adolescente quando ricevetti la lettera della scuola di danza. Sono un’artista ed ho riversato la mia creatività ovunque. Nel cibo e nel fashion mi viene più naturale, essendo attività “immediate e quotidiane”: compri gli ingredienti e prepari. È vero che serve studiare i metodi di preparazione, studiare gli ingredienti e affinare il proprio gusto, ma il lavoro in sè è semplice e data una ricetta, potenzialmente la può realizzare chiunque, mentre un esercizio di danza non lo può fare chiunque.

Nella danza e nello sport non è così semplice. Inizi ad allenarti e non sai quando arriveranno i risultati. In cucina è semplice: lo vedi subito che cosa hai preparato. Il fashion è già più impegnativo. Non è da tutti cucire un abito. È più facile essere cuochi che sarti. È più facile essere sarti che atleti. Per quanto riguarda la danza, non è per tutti ed anche una volta che si sia seguito un corso e imparato a ballare, avere un fisico ed uno stile che si distinguano è da pochi. 

Dopo quella canzone ne hanno trasmessa un’altra che diceva “you have to be ready, she could be a bitch”. Bene, nè l’una nè l’altra. Sono una donna emancipata. Grazie.

Il tempo cambia le opportunità. Danzare era una attività per giovani. Cucinare lo si può fare tutta la vita. Occuparsi di fashion pure. Non avendo potuto fare per tempo ciò che avrei voluto e per cui ero nata, farò le altre cose. Ora, per favore chiudete questo gioco. Essere escort non è un mestiere, ma un modo di vivere i rapporto con gli uomoni.

Le mogli fanno girare i soldi con il matrimonio le donne libere con la libertà. 

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