Quando fate giustizia?

Io voglio che chi mi ha fatto i video intimi e li ha venduti paghi e mi dia i soldi. Io non posso perdonare quello che mi è stato fatto. Mi è stata rovinata la vita. Sono sempre stata una donna emancipata, ma riservata. Non ho mai avuto smanie o ambizioni di tipo porno. La mia sessualità è sempre stata intima. Sempre esclusiva.

Odio dal profondo chi mi ha fatto questo e chiedo agli hacker e a chi mi sta seguendo di fare giustizia.

Ho praticato il topless ed il naturismo con discrezione. Ho sempre e solo fatto sesso privatamente. Ho frequentato locali con selezione. Non ho mai fatto sesso in una dark room o in una discoteca. Non ho mai approfittato dell’ufficio e delle situazioni formali per attirare l’attenzione. Ho sempre vissuto il sesso come intimità fra me e gli uomini. Anche se oggi sono disponibile come escort, lo sono sempre e solo a livello privato e rifiuto incontri di sola genitalità con sconosciuti.

La prostituzione è genitalità con sconosciuti a pagamento. La prostituzione consiste nella mancanza di selezione personale, nel fare sesso solo per soldi a prescindere da chi lo commissione. Tutto il resto è compagnia ed escort. Io non ho mai praticato la prostituzione come non ho mai fatto sesso in una dark room. Non a caso sono diventata una wellness coach e cerco il coinvolgimento di tutti i sensi, cosa non possibile con la prostituzione, che non è mai un momento di benessere, ma sempre e solo un fatto commerciale, uno scambio di soldi a fronte di scambio di corpi. La prostituzione è solo quella da strada e da casa chiusa, stile sportello pubblico, quella in cui basta pagare per avere erogata la prestazione. Non sono e non sarò mai favorevole alla prostituzione, per il semplice fatto che esiste l’autoerotismo ed il sesso non è un bisogno primario. Fare sesso con altri non è come l’esigenza di mangiare, dormire e lavarsi. Fare sesso con altri comporta che il richiedente si impegni a cercare gradimento anche se paga. Non sarò mai favorevole a nessun supermercato del sesso. Il consenso di chi offre la prestazione è centrale e le motivazioni sono diverse.

Tornando alla mia Vicenda, nulla di me poteva far pensare che io fossi disponibile al porno e chi mi ha fatto questo mi ha fatto un grande torto. Non ho voluto cambiare il nome, Amanda Nike, perché si deve sapere che sono io quella a cui è stato fatto “il grande torto”. Ero già famosa lo scorso anno prima di incontrarmi all’Ergife con uno straniero. Alla reception mi conoscevano già.

Ho poi scoperto che vengono fatti video con le escort. In quel caso, dovrebbe essere chiesto il consenso, e una escort dovrebbe guadagnare una cifra specifica per il video con un cliente. La diffusione dovrebbe essere a tempo e solo su canali controllati, come avviene in Inghilterra. Una escort dovrebbe poter scegliere per quanto tempo rendere disponibile il proprio video e dovrebbe tenere sotto controllo le visualizzazioni insieme all’agenzia. Il video dovrebbe essere disponibile alla escort stessa da caricare su un proprio sito web. I diritti di esclusiva dell’agenzia andrebbero pagati ancora di più. Solo in questo modo lo stato potrebbe iniziare a pretendere tasse. Finché questa industria resta illegale, lo stato non ha nessun diritto di fare discorsi stupidi di pagamento delle tasse e sentire la gente dire che le signorine dovrebbero pagare le tasse non ha veramente senso. È un mondo troppo illegale per scaricare i problemi su quelle donne, spesso nemmeno istruite, che subiscono di tutto per qualche soldo in un periodo ristretto della vita. Finora, ho riscontrato la maggiore professionalità in Inghilterra.

Io non ho nemmeno mai guadagnato. Spiccioli. Altri hanno guadagnato alle mie spalle. Sicuramente è coinvolto il mio ex, a cui ho inviato molte foto e con cui, da innamorata, avevo iniziato pratiche da porno casalingo, poi è coinvolto “Luke Monty”, conosciuto in chat, che mi ha monitorata per anni, finché non è riuscito nell’incarico, cogliendo un momento mio di solitudine e noia, poi sono coinvolti proprietari e parenti della palazzina in cui abito, poi, sicuramente, molti altri.

Quello che questa gente non capisce, è che se esistesse un database internazionale con i video per la selezione delle escort, avrei forse accettato di fare un video promozionale ufficiale.

Ma L’inganno mi ha fatto male. Gli inganni fanno sempre male. È la bugia che fa separare le coppie, non il rapporto fisico in sè. Il tradimento è prima morale che fisico. Infatti le coppie evolute parlano della propria sessualità e la vivono in modo aperto. Le coppie solide affrontano la noia, il calo di desiderio, la routine e prendono decisioni di apertura.

La violenza e il reato stanno sempre nella mancanza di consenso e nel guadagno indebito a danno altrui.

Se per essere selezionata per i I più ricchi avessi dovuto mostrarmi, nelle sedi e modi opportuni forse lo avrei fatto, così come avrei recitato nella scena erotica di un grande regista. Capisco le esigenze di chi ha molti soldi, ma non sono disponibile con L’inganno. Mi da fastidio questa industria che fa guadagnare le persone sbagliate mentre offende chi è ignaro. Cafoni, presuntuosi, meschini, viscidi, avidi e grezzi di ogni tipo che guadagnano nella lunga scala per arrivare a pochi ricchi. È questo che non va bene. Gentaglia, mercenari assoldati per una dele industrie più redditizie e più subdole e difficili che esistano.

Chi ha guadagnato su di me deve pagare. Pagare a me, non solo alla giustizia. A me. Non deve funzionare come per le compagnie telefoniche che fregano i cittadini e pagano le multe all’Unione Europea, dovrebbero pagare i cittadini. Nel mio caso è più semplice: ci sono solo io. Dovrebbero pagare me, il mio avvocato e le persone in grado di fare giustizia oltre a quelle che indico io per avermi sostenuta.

Vorrei anche che fosse fatta giustizia con il web. Ho bisogno di un avvocato. Chi sta guadagnano coi miei siti? Per esempio, ho pagato per non avere pubblicità, ma mi sono ritrovata ENI sul mio blog, la stessa ENI che mi ha inviato bollette altissime e mi ha staccato la luce. Chi mi aiuta? Ho contattato avvocati che non si sono rivelati all’altezza. Se potessi difendermi da sola in tribunale, lo farei io. Le procedure vanno semplificate: io deposito la causa con le mie ragioni di diritto e le mie prove, il giudice le accetta e chiede alla controparte di patate gare e basta. Niente rinvii, procedure lunghe e strane.

Ho bisogno di aiuto anche contro la mia banca storica: Intesa SanPaolo.

Qui sotto la pubblicità di quella bastarda di ENI che mi ha persino staccato la luce!!!!!

 

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