Le mie nuove creazioni easy, energizing and refreshing

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No, non è un caffè shakerato, è il mio nuovo cocktail cremoso a base di Coca Cola Zero. Questo è quello base con latte e sto per mettere a punto la variante al cocco e al latte proteico. È davvero rinfrescante. Tutta la freschezza della Coca Cola, la cremosità del latte, quel fantastico “nonsoche” delle arachidi. Basso apporto di calorie, digeribilità e tanta freschezza.

Me la cavo bene anche col caffè. Mi piace lavorarlo in modo cremoso, caldo e freddo.

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Con la frutta secca, il cocco, la banana e le proteine io faccio davvero di tutto. Fra la mia frutta preferita, ma meno versatile, ananas e melagrana. Amo anche I fichi, i datteri. Ho creato un nuovo menu. Fra i superalcolici, mi trovo molto bene con la dolce cachaca, che si sposa molto bene con la frutta fresca, con il rum ed il bourbon per gli abbinamenti più caldi, infine anche con gin e vodka per gli abbinamenti più freschi.

Quello che vedete qui sotto è il mio nuovo cremoso di pomodoro, basilico e arachidi. Buono. Leggero.

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Spero di trovare il locale giusto a cui dare in licenza le mie ricette. Non perché le ho inventate io, ma oltre che salutari, sono proprio buone. Oggi all’Illy caffè ho aggiunto alla crema di caffè, molto morbida, qualche arachide. Davvero buona. La mia crema di caffè lo è ancora di più. Non voglio fare la ristoratrice nella mia seconda vita, ma sicuramente avere in gestione un locale è uno degli obiettivi che mi sono posta.

Ho cercato soci mesi fa, ma non li ho trovati. Li ho cercati fra i miei amici storici e le mie conoscenze, incluso sommelier, ma nessuno mi ha presa sul serio. È iniziato tutto con il mio libro, quello in cui non ha creduto nessuno. Avrò un locale.
Farò lavorare altri. Io devo gestire. Io devo viaggiare.

Prego per trovare il giusto staff, persone che ambiscono ad essere di più che dipendenti. Persone ambiziose che trattino il mio locale e le mie ricette con passione e si facciano testimonial di un nuovo modo di alimentarsi.

Credo che il posto giusto per iniziare sia Milano.

Alla luce di tutta l’esperienza che sto vivendo, ho elaborato una politica di gestione degli avanzi, che renderò disponibili in vario modo per i richiedenti, distinguendo fra clienti ed esterni.

Sarà tutto molto semplice e trasparente: il personale svuoterà i piatti dietro una vetrina trasparente visibile ai clienti in stanza attigua alla sala, separando i cibi.
I clienti del locale potranno ritirare liberamente, come se si trattasse di una doggy bag, quindi non saranno tenuti a ritirare il proprio avanzo, ma potranno ritirare quello altrui. Chi dovesse averne bisogno e non fosse cliente, previa firma di una liberatoria ed esibizione di documento personale, potrà ritirare gli avanzi.
Semplice.

I dati saranno disponibili per la sicurezza locale. Così facendo, i cibi saranno anche già pronti per lo smaltimento.

Trattandosi di una policy in una grande città, per tenere sotto controllo eventuali fenomeni di emarginazione, i rilasci per i non clienti saranno contingentati. Non più di un certo numero a sera. Non più di un certo numero al mese. Non più di un certo numero a testa. Arco temporale da definire. I richiedenti dovranno dichiarare le motivazioni del ritiro, ed avranno diritto ad un solo ritiro giornaliero.

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