La lobby della dieta mediterranea

Ennesimo lobbista della dieta mediterranea due mattine fa alle 11.00 sulla radio che ascolto maggiormente.

Innanzitutto spiego la mia posizione: perché mi incazzo quando sento i lobbisti della dieta mediterranea? Perché il Mediterraneo è la limitata parte di terra a latitudine compresa nella fascia al di sopra e al di sotto dei tropici, bagnata dal mare Mediterraneo, caratterizzata dalle quattro stagioni e da una varietà climatica e produttiva la cui dieta, per onestà intellettuale, non dovrebbe escludere le produzioni della stessa fascia di terra nelle altre parti del mondo non mediterranee, le Americhe, il medio oriente e l’Asia.

Inoltre, ci tengo ad aggiungere a questi prodotto di fascia sub e super tropicale anche i migliori prodotti di fascia tropicale e vicino al circolo polare. Oltre a ciò, la popolazione di fascia mediterranea soffre di grandi problemi di peso e salute, quindi questi lobbisti hanno stancato.

Basta, grazie. Questi lobbisti della dieta mediterranea fanno la guerra fra di loro, una guerra fredda di pseudo intellettuali che cercano di costruire filosofie, interpretano studi scientifici, conducono crociate ideologiche aventi come stendardo, a seconda dei casi, l’olio di oliva o il pomodoro, salvo poi ritrovarsi tutti intorno allo stesso tavolo a mangiare pasta e pizza, invece che cereali integrali e legumi che esigono circa quaranta minuti di cottura oltre a due ore di ammollo. Non credo stiano sempre attaccati alla pentola a pressione. Li comprano precotti in scatola? E cosa fanno con l’olio EVO, quello buono che costa 15 euro a bottiglia e viene conservato con l’involucro di alluminio essendo uno degli oli più deboli alla luce del sole: siamo sicuri che spendano tanti soldi per condire l’insalata?

Basta, per favore. Basta, grazie.

Io sostengo le diete iperproteiche, che non distinguono fra zone geografiche di provenienza degli alimenti, ma selezionano gli alimenti in modo funzionale.

Ho integrato queste diete a modo mio e creato un metodo e persino un ricettario in base ad un nuovo modo di cucinare, se di novità di può parlare in cucina. Sicuramente nuovo, alla luce di questi tradizionalisti conservatori e lobbisti che sento tutti i giorni su tutte le radio, non solo su Radio Montecarlo. Punto. Non riesco a credere alle mie orecchie ogni volta che sento il proclama si crociata della dieta mediterranea. Siamo ancora Messi così? Serve una laurea in geopolitica per fare un passo in avanti?

Veniamo alla intervista di stamattina.

Il super mega professionista, di cui preferisco fare il nome solo a richiesta specifica dei miei lettori, ha come al solito sponsorizzato la dieta mediterranea, a discredito della Dukan e delle iperproteiche, cogliendo l’occasione per sponsorizzare il proprio libro completo di ricette in cui, citando testuali parole, “mangiare bene non significa mangiare male”. Questa gente non sa nemmeno parlare. Che ridere. “Mangiare bene, non significa mangiare male”. Ovviamente intendeva dire che mangiare in modo sano non comporta mangiare senza gusto, ma non ci è riuscito. Una frase troppo difficile da pronunciare per un super mega professionista.

Per darsi un tono ha citato uno studio americano secondo il quale due gruppi di donne obese pare siano state sottoposte a due diete, una normo proteica ed una iperproteica, con risultati, a suo dire, deludenti, perchè quella iperproteica non ha cambiato il valore dell’insulina e interagito sul metabolismo in modo biologicamente convincente rispetto a quella normoproteica. Ridicolo. Non ha nemmeno spiegato la differenza fra le due diete e ha sparato a zero su tutto quello che non è dieta mediterranea.

Sono sempre più delusa e infastidita dalla radio che ho ascoltato maggiormente negli ultimi anni. Chiamano prevalentemente lobbisti o persone che non approfondiscono in modo adeguato i concetti: non contestualizzano con i numeri e le definizioni necessarie alla gente per capire, così l’informazione diventa scorretta, perché passano slogan, invece che messaggi seri. In pratica fanno politica su questioni che di politico non dovrebbero avere nulla.

Casualmente tutti per la dieta mediterranea, per l’olio di oliva. Problemi? Cosa ci nascondete? Dovete vendere l’olio di oliva? Io non lo uso da un anno e sto benissimo.

 Mi rendo conto che l’informazione è pagata e non esiste onestà intellettuale. Io ribadisco invece che l’olio di oliva è sopravvalutato. Mi rendo conto di colpire l’economia del Sud, ma non posso non dire quello che penso. Io non consumo olio di oliva da un anno e sto benissimo. L’olio di oliva non è un cibo necessario, non è un nutriente primario nemmeno nella cosmesi. Sad, but true.

Una grande delusione. Non farò il nome per non fargli pubblicità. Uno dei tanti lobbisti che esprime i soliti concetti. Concetti slow. Sono contraria alla mentalità slow. Ogni cosa ha un suo tempo, anche la velocità.

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