La ruota

L’invenzione della ruota è senz’altro una delle più grandi invenzioni umane insieme alla lampadina ed al telefono.

In questi giorni in cui mi sono trovata a piedi senza bicicletta, non sono riuscita a muovermi se non di pochi kilometri. Con le ruote si fa molta strada. Che siano solo di bicicletta, oppure che abbiano un motore, scooter o auto, grazie alle ruote si va lontano e persino un diversamente abile grazie alle ruote si può muovere. Le ruote sono nei passeggini, nei carrelli, nelle valige, nei sistemi di trazione e trasporto.

Non ho altro da aggiungere. Camminare non mi è mai piaciuto se non per fare shopping. Non ho mai amato scalare montagne, non ho mai amato passeggiare nei boschi. Preferisco correre o andare in bicicletta. Ho infatti avuto una moto e amo la macchina anche se non la uso. Ho persino praticato pattinaggio a rotelle ed ho fatto qualche discesa in skateboard.

Ruote. Io amo le ruote.

Purtroppo la bicicletta adesso mi è stata sequestrata, ma questa è una storia che non voglio scrivere su questo post. Incredibile, ma vero, mi è stata sequestrata da Decathlon e sono stata persino arrestata. Si, sono stata arrestata. Per cosa? Tutto organizzato anche stavolta come per la Rinascente. Anche stavolta le forze dell’ordine sono state chiamate per risolvere una questione risolvibilissima e invece hanno preso me di forza e mi hanno arrestata con imputazione di capi e reati non commessi. Incredibile. Non scriverò altro, non essendo questa la sede per far valere i miei diritti. Questo blog viene letto maggiormente da chi mi spia per danneggiarmi che da amici, ormai purtroppo l’ho capito. Perché continuo a scrivere? Perché avendo tolto l’indicizzazione, non potendo guadagnare con il blog, perché essendo controllato da hacker, non ho motivo di non usarlo come diario per me stessa e per chi per davvero mi segue con positivo interesse. Non sono una blogger come altri. Io ho tolto la possibilità di guadagnare tramite le visualizzazioni.

Il mio blog non è sponsorizzato.

È come un libro in una biblioteca, come un giornale in un caffè: lo legge solo chi lo vuole leggere o le persone a cui io lo segnalo come luogo in cui raccolgo i miei pensieri.

Dopo la vicenda oscura e misteriosa del libro che ho pubblicato con il gruppo L’Espresso, ho deciso di fare così. Giusto o sbagliato non lo so. Ho preferito difendere la mia libertà di espressione, rispetto alla possibilità di guadagno controllato e pilotato da altri. Per questo ho tolto l’indicizzazione.

Non mi si può nemmeno accusare di nulla, posso dire quello che voglio: questo è il mio blog e non importuna nessuno. I signori hackers che provano a modificarlo sono pregati di smetterla.

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