”Nessun problema”

Fra la lista di quelli che mi hanno fregata, ecco il primo, un indiano che sul web mi ha rubato 200 euro e che con le leggi internazionali non ho modo di recuperare.

Avevo controllato: la società sul web esisteva, abbiamo fatto due video call ed avevo persino visto l’ufficio fantasma. Ho pagato soli 200 euro, prezzo in linea con quelli chiesti sul web per i siti base, ma il sito web non mi fu mai fatto ed i soldi mai restituiti. Con il web non c’è tutela. Gli ingegneri non lavorano per la sicurezza, ma per i soldi o il potere. Nonostante  ciò, io continuo ad usare io web per promuovere il mio lavoro. Di persona non è gestibile. La vita è fatta anche di fregature, piccole o grandi, e ogni volta che un uomo con me fa il prevenuto per quei pochi spicci che chiedo di prenotazione e di anticipo, sono felice di eliminarlo dalla lista. Un potenziale cliente in meno e sicuramente un problema in meno. Chi ha problemi a spendere, non cerchi me.

 

 

Update, venerdì  21 luglio

La situazione è progressivamente tragicomica: 1) il ristorante stellato non risponde sul punto e mi chiede dove ho letto della loro solidarietà e nemmeno la famosa associazione rilascia dichiarazioni;

2) un noto ristorante che mi aveva rifiutato gli “avanzi”, quando mi sono messa d’accordo con in cliente ha portato persino una doggy bag di cartone, a dimostrazione del fatto che invece sono soliti lasciare i resti e per qualche motivo non volevano darli a me;

3) in altro ristorante in cui mi conoscono bene ed a cui ho fatto molta pubblicità, il titolare, dopo aver ottenuto un mio miglioramento alle loro ricette, a fronte del quale mi ha solo offerto un gelato e un caffè, si è inventato che alcuni clienti hanno segnalato che io parlo con loro, quando invece il ”problema” è proprio che sono troppo rispettosa e resto seduta per ore senza parlare con nessuno; ovviamente lo stesso titolare mi ha sempre stretto l’occhiolino come se ci fosse un discorso in sospeso o una complicità che non c’è;

4) nella zona in cui abito ormai tutti sanno della condizione  in cui mi trovo ed io sono sempre più isolata. Il fatto di conoscere le persone ha l’effetto opposto alla solidarietà: dopo uno scambio positivo o due, il commerciante di turno “chiude” come se avesse ricevuto ordine da altri. Ognuno ha una scusa diversa. Ognuno adduce le proprie motivazioni, ma il rituale è lo stesso.

Io sono ancora senza bicicletta, sequestratami da Decathlon. Dovrei far scrivere una lettera di diffida per l’arresto che ho subito. Dovrei andare in giro a chiedere alla gente, disturbando o racontando questa storia assurda che sto vivendo, per giustificare piccole necessità.

Tutto ridicolo. Tutto incredibile. Ogni mattina mi sveglio ad un’ora diversa in base a quello che mi è capitato e a quello che ho o non ho mangiato. Non so davvero come uscire da questa situazione, perché non so chi l’ha causata e cosa voglia da me per smetterla di farmi stalking. È evidente che io e questa persona o gruppo di persone non andiamo d’accordo. Tutto troppo lungo. Un gioco che non finisce mai, ma non sono io quella che si diverte.

Update, venerdì 13 luglio

La storia diventa sempre più interessante. Oggi ho scoperto che a Roma esiste una azienda (forse fantasma perché nessuno qui la conosce)   che ritira e gestisce gli avanzi. Le ho scritto, vediamo che risponde, se risponde, essendo il suo sito internet tutto una propoganda (www.nonsprecare.it).

 Vengo inoltre a scoprire che esiste una legge di solidarietà del 2003 e che due ristoranti stellati, che io conoscevo già per i grandi chef, si pregiano  di cedere gratis i loro piatti a cinque stelle. Bene! Good news! Ho scritto anche a loro, in primis al Cavalieri di Heinz Beck, della nota terrazza La Pergola. Vediamo se mi rispondono e cosa mi rispondono. Invece che stare a litigare nei supermercati di periferia magari mi siedo al cinque stelle per una ironia della sorte.

Sono finita in questa situazione in modo paradossale ed in modo paradossale sta andando avanti. Non credo nemmeno io a quello che mi è accaduto e che continua ad accadere. Non posso fare altro che vivere di ora in ora con tutte queste scoperte giornaliere.

 

 

Mercoledi, 11 luglio

Mi fa male? No, perchè ho provato ben di peggio, ma farebbe male. Da sportiva che ha avuto cadute in moto e si è salvata grazie alle protezioni, che  è stata investita in scooter mentre andava al lavoro e portata al pronto soccorso dopo essere stata stesa a terra, dopo aver avuto un colpo di sonno ed essere rimasta quasi senza sensi schiacciata dall’airbag, dopo le prime ustioni per incidenti casalinghi che ho avuto da piccola, dopo il mal di denti, quello  che ho subito ieri non è niente di che, ma la contusione c’è, il livido c’e, il bracciale è rotto, il braccio mi è stato protetto dai bracciali morbidi che avevo, perché la manetta di ferro è stata stretta e sono stata ben strattonata.

La cosa ridicola è che, essendo strattonata e facendomi male, ho solo dato uno schiaffo e un calcio ad un carabiniere di 180 con pancia, un imbecille che era stato chiamato, in teoria, proprio per difendere me da una ingiusta accusa di essere uscita da un negozio avendo rubato qualcosa che non avevo rubato. Li avevo aspettati io stessa. Incredibile che l’aggredita sia stata io.

Pare fosse stata organizzata ad arte. Non ho comprato nulla ed all’uscita il metal detector ha suonato per due ragazzi, passati senza controllo, e per me. Sono ripassata tre volte su richiesta del ragazzo della sicurezza ed avevamo visto che suonava già per le chiavi di casa, quindi gli ho detto che non funzionava bene e che non accettavo di essere perquisita. Lui mi ha bloccata fisicamente.

Io non sopporto la prepotenza fisica. Sono allenata e posso fare male. Sono allenata e se mi viene il nervoso, giustamente, reagisco. Posso fare male e non mi sembra il caso. Il ragazzo ha continuato a tenermi stretta, io ho iniziato ad innervosirmi perché se ne è aggiunto un altro. Hanno minacciato di chiamare i carabinieri per farmi perquisire da una donna ed io detto che non c’era problema, anzi, mentre mi teneva stretta io stessa ho chiesto che fossero chiamati. Nel frattempo, dopo che mi ha mollata, gli ho detto che avrebbe dovuto chiamare il responsabile del negozio, prima che i carabinieri. Esiste un responsabile della struttura?

La gente intorno girava e guardava come si guarda uno show metropolitano, una delle tante cose che capitano nelle grandi città. Nel frattempo sono arrivati uomini in borghese che dicevano di essere carabinieri. Ci hanno messo meno di dieci minuti. No comment. Se uno sta male non arrivano mai, ma per un negozio in centro sono fulminei. Risultato: tre uomini in borghese e nessuna donna. Mi hanno mostrato un dubbio cartellino che non ho nemmeno fatto in tempo a leggere e mi hanno messo le mani addosso e a tirarmi per portarmi via. Io non mi lascio mettere le mani addosso dal primo tizio che mi mostra un cartellino.

Ho iniziato a dire di mettere giù le mani, ho iniziato a opporre resistenza, giustamente. Potevano essere chiunque. Ho chiesto alla gente di fare qualcosa. Ho iniziato a “offenderli” dicendo che erano dei deficienti e che mi facevano male. A un certo punto ho dato uno schiaffo a quello di 180 che mi strattonava. Mi hanno presa in due e buttata in macchina, quindi ho tirato anche un calcio.

Continuavo ad urlare che il ferro faceva male al braccio, perché nel frattempo mi avevano messo le manette al braccio destro e le stavano stringendo e mentre mi strattonava mi faceva male il braccio.

Nel giro di cinque minuti mi sono trovata in un  commissariato con otto persone contro di me, fra cui una donna in sovrappeso che diceva di essere un maresciallo e che è stata peggiore dei colleghi maschi nel rivolgersi a me (le donne non garantiscono niente purtroppo nella differenza di trattamento) si sono messe a riprendermi con i loro cellulari ed hanno continuato a tenermi stretta nonostante fossi messa all’angolo in una stanza in un commissariato.

Ridicolo. Patetico.

Nella mia vita ho fatto anche sei mesi di boxe e sono abituata all’angolo del ring, con un avversario solo ed allenato, non una stanza contro otto persone che usano l’anno legge, le manette, gli iphone e accusano me di oltraggio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Quando facevo Wing Chun una parte dell’allenamento consisteva proprio a stare al muro a prendere schiaffi.

Patetico. Allucinante.

Hanno fatto l’inventario della mia borsa, constatando che non solo non avevo rubato nulla, ma era piena di articoli fashion e per la persona: trucchi, cambio scarpe, libri, opuscolo, bracciali, campioncini di profumo, integratori, fazzoletti, biglietti da visita, cose semplici e normali per chi fa un giro in centro per negozi e sta fuori tutto il giorno. Avevo persino una lampadina per girare in bicicletta di sera, visto che ero uscita al mattino e più volte mi sono trovata sprovvista di luce in tratti di strada bui.

Sotto pressione, mentre mi tenevano stretta, filmavano e interrogavano,  ho chiesto una bottiglietta d’acqua mentre loro già mi bevevano davanti. Ho dovuto chiederla più di una volta ed hanno persino detto che me l’avrebbero pagata loro e dovevano comprarla per me. Avevo caldo e avevo bisogno di bere qualcosa dopo tutto quello strattonamento.

Incredibile. Mi sembrava un film. Sono stata denunciata io. Oltre a non avere fatto nulla che giustificasse il loro intervento, oltre ad essermi solo difesa in modo minimo senza usare le tecniche che mi sono state insegnate, mi sono ritrovata con la contusione, il bracciale rotto, a dover tornare alla mia bicicletta. Per fortuna che avevo i miei integratori. Ho provato a non pensarci e mi sono infilata in un negozio, ma poi sono andata a casa a metabolizzare l’accaduto e a capire chi sia stato più stupido fra i gestori del negozio e le forze di sicurezza, quelle chiamate, in teoria, per difendere me, dall’ingiusta accusa di avere rubato qualcosa che non avevo rubato.

Una contusione non si vede molto. È una botta. Al mio posto una donna più debole o un’altra persona non so come avrebbe reagito. Se penso a quel pancione di 180 che mi ha strattonata con le manette, oggi, mi viene da ”ridere”, non fosse per il fatto che essendo un pubblico ufficiale ha un potere immeritato che crea problemi a me. Era sposato. Aveva un anello. Chissà se con sua moglie usa le manette e la strattona come ha strattonato me. Grave. Sulla donna non mi spreco. C’e un motivo se voglio lasciare questo paese in cui il potere lo hanno le persone  sbagliate: la forza fisica prima di tutto, il diritto usato in modo prepotente, abusi continui, la parola sempre dopo.

Sono forte, mi so difendere, ma amo i profumi e i sapori, amo i tacchi. Hanno provato a farmi diventare una Mistress, ma proprio perché conosco il corpo e mi piace stare bene, sono diventata una Wellness coach. Faccio fatica ad immaginare una situazione in cui strattono altri come sono stata strattonata io se non per necessità reale. Ho vissuto situazioni in famiglia ed in paese, che mi hanno insegnato a capire e a gestire la fisicità. Ho studiato  diritto e praticato sport, imparando a capire le reazioni da sfogo d’ira risolvibili e le altre. Purtroppo quando intervengono i pubblici ufficiali c’e poco margine. Uno schiaffo in difesa dato a fronte di strattonamento diventa oltraggio e resistenza. Patetico quanto reale.

Mi chiedo che allenamento abbiano fatto. Non gli hanno insegnato a subire gli schiaffi di una donna alta centosessantatre centimetri con due  borse per lo shopping prima di ammanettarla, sbatterla in macchina e portarla in una stanza mettendola all’angolo iniziando a tirar fuori la legge? Ovviamente, tutto questo, non essendo stati capaci di parlare sul posto con chi li ha chiamati, chiarire e chiamare il responsabile della struttura.

Avevo bisogno io, li ho aspettati e sono finita dentro io.

 

 

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