Omaggio alla città in cui ancora abito: fiori di zucca e sardine

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Il mio rapporto col cibo è emotivo funzionale, da un lato mi lascio stimolare ed emozionare da cibi e combinazioni nuove, dall’altro mangio solo ciò che serve al mio corpo per mantenersi scolpito e nella attuale forma e stato energetico. Per questo motivo, nel corso degli anni, ho rielaborato tante ricette tradizionali di tutti i luoghi in cui sono stata o tratte dai libri letti. Mi sono affezionata ad alcuni cibi per alcune caratteristiche specifiche.

Da single, ho la tendenza ad affezionarmi con distacco, ovvero mi affeziono persino agli oggetti in cui sento l’energia di chi li ha creati, o persino ai cibi, in cui sento la bontà della terra che li ha coltivati o del lavoro di ricerca che è stato fatto per elaborarli, tuttavia, questo mio affezionarmi è come un rapporto fra convincenti che stanno insieme confermandosi giorno per giorno, senza sposarsi mai.

Da single, in forma, a quarant’anni, vivo giorno per giorno, attimo per attimo e scelgo ciò che mi nutre subito o nel medio termine. Ho perso la lungimiranza e le speranze dei vent’anni. Anche per questo ho finalmente iniziato a condividere i miei pensieri e la mia storia dopo una vita di silenzio e riservatezza. Mi racconto per episodi, seguendo il filo degli incontri e degli accadimenti rilevanti. Oggi, per me, conta la nutrizione, conta lo sport, conta la bellezza.

Non importa se tardi, è il mio presente e per me non è tardi, è il mio momento. Vivere alla giornata è inebriante e disorientante al tempo stesso: vivi di quello che sentì avere valore quel giorno ed il tuo metabolismo è capace di grandi cambiamenti all’interno della stessa giornata. Una chimica nuova anche per me, che prima ho sperimentato saltuariamente, avendo avuto una vita incanalata, come molti, e contenuta dentro una comfort zone, in equilibrio di orari di lavoro e persone che ne determinavano anche gli aspetti emotivi ed alchemici principali. Oggi quella vita non ce l’ho e gli unici riti a cui sono soggetta, sono quelli della cura del mio corpo, attorno a cui sto costruendo la mia nuova professionalità.
Confrontando le mie foto sui documenti negli anni, mi rendo conto di non essere riconoscibile. Solo il nome legale è rimasto lo stesso, il sesso e l’altezza. Il resto è tutto cambiato. La mia personalità ancora non si esprime appieno, essendo rimasta a vivere nella stessa città e nella stessa casa, ma quando un cambiamento è così evidente all’esterno, vuol dire che sta per cambiare tutto.

Ho incontrato i fiori di zucca solo dopo i 27 anni, quando mi sono trasferita a Roma. Mi sono piaciuti subito ed ogni volta che sono uscita a cena ho sempre chiesto come antipasto i fiori di zucca pastellati con alici e mozzArella, che per me erano più buoni della pizza.
Anche le alici mi sono sempre piaciute molto. Prima di scendere a Roma ci condivo la pasta, preparandole con ricotta, sale e prezzemolo.
Oggi che ho elaborato una alimentazione basata su proteine, ho rielaborato entrambi.
Quello che trovo straordinario dei fiori di zucca è che è una verdura delicata, ricca di acqua proprio là dove viene staccata dalla zucca e dona alle sardine una croccante freschezza quando le si mette in bocca. Questa caratteristica è solo dei fiori di zucca. Non hanno calorie. Sono dei rinfrescanti del piatto.

Oggi ho preparato a parte una tartare di sardine fresche con zenzero, mentre dall’altra parte ho fatto saltare i fiori in padella con farina di ceci e arachidi, ma sarebbero venuti benissimo anche con farina di mais o di soya.

Nel frattempo ho preparato a parte una Crêpes di ceci con albume, di fatto ho preparato un piatto intero. I fiori saltati ripieni di sardine, la crêpes e la tartare.

Per chi non ama il crudo, i fiori possono essere riempiti di albume, sardina e poca farina di ceci, poi fatti saltare. La crepes a parte può essere fatta in vario modo, basta cambiare le proporzioni di albume e farina per cambiare tutto l’impasto. Io preferisco poco albume e abbondanza di ceci. Il sapore del legume è per me migliore del sapore di uovo, abbinato al pesce.

I fuori di zucca vengono bene anche con i calamari fritti o ripieni, mentre le sardine vengono bene anche in crema con il riso o impanate con mais e soya e scottate al volo. Sono due ingredienti semplici, che creano ricette sfiziose e salutari. Mentre le sardine si trovano sempre, i fiori di zucca sono stagionali e bisogna aspettare le zucchine romanesche.

Il piatto è tutta proteina per sportivi, che abbiano gusti Gourmet. Mancano infatti la mozzarella, il lievito ed il fritto della ricetta tradizionale.

Il resto è tutta ricchezza. Potrebbe essere arricchito con paprika, oppure con coriandolo, due spezie salutari per metabolismo e per la digestione.

La tartare è buona senza limone.

Io pensdo che nella cucina italiana il limone sia sopravvalutato: cuoce tutto. Non uso infatti il limone sul pesce, lo uso per lavarmi le mani dal pesce. Trovo line e bergamotto meno aggressivi e piu speziati, in grado di donare un aroma profondo ai piatti, che il limone, con la sua componente acida, non da. Trovo sopravvalutato anche il pomodoro, frutto acido e che si esprime bene prevalentemente abbinato a latticini e carni o verdure dolci.

Le mie teorie non sono apprezzate dagli italiani. Lo so. Per questo mi esprimo poco.

Non guadagno nulla dall’inimicarmi il mio paese perché ritengo che il limone dovrebbe essere venduto a basso prezzo ed essere usato per lavarsi le mani oltre che al posto dell’aceto per condire le insalate. Certo, la buccia va bene nei dolci ed il succo al mattino fa bene, ma oggettivamente in funzione antisettica può essere sostituito da zenzero e melagrana. Andare al supermercato e trovare il limone da 1,50 a 4,40 al kg mi sembra una presa in giro degli italiani. Ci tengo a precisare che io del limone mangio anche la buccia, quindi parlo di un frutto che apprezzo, ma che ritengo sopravvalutato da tutti i punti di vista. In Italia persino alcune espressioni sessuali sono legate al limone: “limonare” significa infatti baciarsi a lungo ed in modo profondo come adolescenti senza distaccarsi per intero minuti, quel genere di bacio che scambia i fluidi delle persone e prepara all’atto. Io lo trovo fuori luogo. Da un punto di vista meramente del gusto, un bacio non sa di limone. I baci sono morbidi e sanno di tutto tranne che di agrumi. Chi mai starebbe minuti a scambiarsi baci con qualcuno acido come il limone?

Si, non ho incontrato solo persone, ma anche cibi, che sono entrati nella mia vita come i rossetti, come certi modelli di abito. L’incontro più recente che ho fatto è stato con le polveri di proteine e le spezie. Potentissimi.

Ho già scritto qualche altro racconto del mio incontro con la melagrana ed ho abbozzato la mia biografia alimentare. Potrei scrivere tutta la mia vita parlando delle bottiglie bevute a cena con gli uomini, oppure di come siano cambiati i miei percorsi seguendo sapori e profumi. Ci sono tanti modi di racontare di sè. Spesso parlo delle mie vicende amministrative perchè sono quelle che mi impediscono di vivere le altre e perché, magari, parlandone, trovo la soluzione. La parte pragmatica della mia personalità mi impedisce di vivere serenamente le emozioni della vita, se ho pratiche in sospeso da risolvere. Nel bene e nel male, vivere da sola mi ha insegnato a sognare solo ad occhi aperti e con i piedi per terra. Sono fatta così. Finché non ho risolto un problema importante, il divertimento per me diventa “evasione” e fatico a concedermelo, quindi ripiego sui piccoli piaceri quotidiani, come un buon piatto. Non sono mai riuscita bene a chiudere la porta dell’ufficio e a dividere fra vita lavorativa e privata, pur essendo stata integerrima nel farlo. Sono infatti più felice oggi, seppur nelle difficoltà economiche, proprio perché non devo più dividermi in due. Sono sempre io.

Ognuno ha i ricordi che ha ed i ricordi sono legati alle esperienze, ai sensi. Io ho sempre avuto sensi molto sviluppati e sono sempre stata colpita da vari elementi della realtà: profumi, sapori, suoni, non solo colori e parole. È una mia caratteristica. I miei genitori non sono così.

Ho sempre giocato con i soldi. Per me i soldi sono sempre stati lo strumento con cui vivere le esperienze di piacere. Ho iniziato a lavorare per comprarmi i vestiti che volevo e per andare a ballare dove volevo. Ho sempre speso tutto quello che avevo e mi è dispiaciuto di essermi sempre dovuta trattenere per il budget limitato.

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