Lettera a Roberto Cerè

Caro Roberto,

Non so se ti sia aggiunto anche tu alla lista di quelli che stanno condizionando e guadagnando da quello che mi sta accadendo, ma è plausible.

Dopo che ho frequentato le tue giornate sul coaching internazionale a Montecarlo a fine 2016 e ti ho visto passare di fianco a me nel pubblico, penso di sì. Mi sei passato molto vicino e mi hai quasi sfiorata, volevi farti percepire. Sei un tipo fisico, si capisce chiaramente.

I tuoi Ragazzi hanno ricevuto chiara indicazione di non farmi fare un intervento al microfono. Mi sono lamentata, te lo ricordi? Sembrava avessi timore di quello che avrei potuto chiedere. Hai fatto bene. Probabilmente, non volendo, avrei messo in difficoltà uno dei tuoi testimonial.

Mi dà fastidio che tu abbia avuto fra le tue mani la lettera d’amore che ho scritto a me stessa con molta fatica.

Farci fare l’esercizio di scrivere una lettera d’amore a noi stessi è stata una di quelle cose che, effettivamente, non si fa mai nella vita se non si richiesta di uno psicologo e tu lo hai chiesto a tutti i partecipanti il tuo corso, una platea di almeno duecento persone, che, pare, fossero accondiscendenti. Persone di tutti i livelli sociali per due giorni a battere le mani e a respirare con il tuo assistente trainer Luca e a scriversi una lettera d’amore, gesto intimissimo, insolito, unico nella vita, fatto forse per l’unicità di un gesto che spezza la routine, quella con se stessi, uno di quegli atti che, fuori da quel contesto motivazionale tipo “seduta psicologica di gruppo”, – “gruppo di ascolto”, come ne sono tanti a partire dai gruppi buddisti, sul poliamore, sugli alcolisti anonimi, sui gruppi di vendita multilevel, e di meditazione, – nessuno avrebbe fatto.

Non la volevo scrivere. Ho aspettato fino all’ultimo. Sono sempre stata resistente a questo momenti di condivisione di emotività individuale collettivamente sotto la direzione di qualcuno, a seconda dei casi uno psicologo, un coach, un istruttore.

Alla fine ho deciso di farlo solo per sentirmi “uguale agli altri”, per una volta, e minimizzare la mia spiccata individualità.
L’idea di mettere i miei sentimenti in mano ad uno sconosciuto come te ed al suo staff è stata una esperienza come altre. Interessante. Andata. Andata pure questa. Nella lettera mi sono rivolta a me stessa come Chiara, firmandomi Claire, oggi sono Amanda. Interessante pezzo di storia della mia vita, riceverla quando avevo già cambiato nome, soprattutto alla luce di tutti i problemi che sto affrontando per la definizione amministrativa di questo nome e le conseguenze giuridiche di quello che per il diritto e gli approfittatori non è un cambiamento senza impatto. Cambiare sesso è più semplice, perché riguarda il singolo, cambiare nome e cognome riguarda la famiglia e lo stato, quindi è più difficile. Il ministero dell’interno non ha nemmeno recepito e protocollato la mia istanza e nel frattempo sono iniziati a capitarmi fatti steaordinari con la mia famiglia.

Detto questo, tornando a te, sei un bel uomo e lo sai. Ti tieni in forma e riesci a fare una bella figura sul palco di fronte ad un pubblico vasto, ma c’è qualcosa che non va e se avrò modo di incontrarti te lo dirò in privato. Tu, con tutti i tuoi soldi ed il tuo bisogno di affermarti sempre più, se sei nella lista di quelli che mi stanno facendo questo, non avrai mai da me ciò che adesso vuoi. Io sono intransigente su certe cose. Sono davvero una “lady di ferro”. Ho sempre mantenuto le mie promesse, per questo sono una persona “pesante”, una che si esprime poco sui propri sentimenti o sulle proprie intenzioni. Ho il difetto di essere coerente. Ho il difetto di assumermi le mie responsabilità e di pretendere che gli altri facciano lo stesso. Non sono incline a lasciarmi scaricare i pesi altrui: ci sono riusciti i miei famigliari per anni e mi è bastato. Ergo, non avrai ciò che vuoi oggi se sei nel gruppo di quelli che mi stanno rubando pezzi di vita.

Di tutto il tuo corso di coaching avrei frequentato solo la settimana di sopravvivenza, lo sai, non avrei mai chiesto un prestito per frequentare il tuo corso di coaching internazionale in mezzo al tipo di persone che selezioni e con quei contenuti che per me non erano nuovi, come infatti non ho fatto. Oggi, quando mi propongo come coach, lo faccio in modo diverso. Sono contraria alle sessioni di gruppo di “condivisione” meditativo-psico-filosofico come quella è come altre, avendo riscontrato, nella vita, che sono esperienze limitate a quella circostanza: fuori le persone “tornano ad essere se stesse” ed il vero cambiamento si fa tutti i giorni, continuando a condurre la vita che si conduce.

Ho chiesto esplicitamente di partecipare solo a quella settimana di sopravvivenza e, purtroppo, mi è stato detto di no. Fine dei discorsi. Io non sono una che insiste. Proprio perché credo nelle persone, rispetto la loro volontà da subito e mi aspetto sia fatto altrettanto con me. Questo si riflette anche nel mio rapporto con gli uomini, non essendo io una “seduttrice stile hooker”, ma questo è un altro discorso. Per me un “no” è un no e basta. Altrimenti mi deve essere detto “verifichiamo se possibile e le facciamo sapere”. Basta. Le parole per me hanno valore. Non ho mai insultato nessuno per poi dire: “scusami ero fuori di me”. Io sono sempre in me e non sopporto chi non “si tiene” pretendendo di essere giustificato, come mia madre, per esempio, come tante persone.

Tornando a te, le giornate a Montecarlo sono comunque state molto belle sia per le testimonianze delle persone che hai chiamato, – grandi atleti – che per Montecarlo in sè.
Ricordo quei giorni di incontri come una delle mie vacanze all’estero, una delle mie vacanze studio e mi dispiace si sia esaurito tutto ad intere giornate di sola testimonianza senza eventi social collegati. Da perfezionare, al tuo livello. Ricordo ancora le mancanze del Grimaldi Forum, senza torrente per la ricarica dei cellulari e postazioni web. Dal Grimaldi Forum non me lo sarei aspettata, ma la location sul mare con i piedi dei campioni fusi sul lungomare sono stati una delle attrazioni più simpatiche, insieme a tutta l’atmosfera prenataliazia del centro. Una cittadina in cui nemmeno un albero è lasciato a se stesso.

Detto questo e salvato il salvabile, se ci sei anche tu dietro quello che mi sta capitando da allora, io spero che tu paghi i danni necessari all’invasione che ho subito nella mia privacy. Non mi importa se sei milionario e giri in Ferrari. A maggior ragione avrai più soldi per pagare e assumerti le tue responsabilità senza problemi.
Probabilmente, per qualche motivo, sapevi chi ero senza che io mi fossi personalmente presentata ed ambivi ad una manifestazione di interesse da parte mia, che non c’è stata.

Perchè non c’è stata te lo spiegherò in privato, se dovessi incontrarti alla fine o nel corso di questa mia penosa vicenda in cui tanti sembrano voler essere più protagonisti di altri.

Fra le tante persone che mi hanno controllata e mi stanno controllando, non so chi sia stato mandato da te, ma ha fatto male il proprio lavoro, perché non solo non hai ottenuto niente da me, ma, oltretutto, questa situazione perdura inutilmente a dimostrazione che chi pensava di vincere ancora non ha vinto.

Mentre ti sto scrivendo, casualmente, mi stanno arrivando messaggi dal cellulare di mia madre. Siete tragicomici. Credimi: se stai cercando di creare quelle che nei tuoi seminari sono state definite “interferenze” e che, come sai, sono state l’argomento di mio maggiore interesse in quei giorni, stai sbagliando.

Quello che, purtroppo, sembra tu non capisca, è che le interferenze naturali non sono come quelle create. L’intenzione fa la differenza. “Il fine giustifica i mezzi” è da discutere ogni volta, calato nella specifica realtà. Quale fine avresti avuto? Quali mezzi hai usato? Chi scommette sul fine e sui mezzi deve assumersi responsabilità soprattutto in caso di perdita. Non è un gioco, è vita. Il mondo è gestito s principi come questo. I grandi attori, i decision taker, tutti i giorni si pongono questo problema e decidono della vita e delle condizioni di vita. Quale fine con quali mezzi? Chi decide deve assumersi responsabilità in caso di errore. Ci sono infatti le cause giudiziarie a ripartire il peso degli errori, le circostanze sopravvenute, le aggravanti, le attenuanti.

La vita è piena di fatti che avvengono a prescindere dalla nostra volontà o quale conseguenza indiretta dei nostri comportamenti, e persino pensieri, e queste sono le vere interferenze.

Quello che invece mi state facendo tu ed altri sono reati. Se vi siete messi d’accordo per creare situazioni che possano condizionare la mia vita, manipolare la mia volontà, influenzare la mia visione delle cose, indirizzare il mio comportamento, o, semplicemente, vedere che cosa avrei fatto o come avrebbe reagito una come me, qualora sottoposta a certi stimoli, avete commesso un reato. Ha dovuto scontare le sue pene persino Vanna Marchi, che se ne stava dietro uno schermo a parlare ad un pubblico anonimo, finchè il pubblico stesso non ha chiamato.

Se vi siete messi d’accordo, avete sbagliato, quindi dovete pagare. Il gioco è durato troppo. Avete sbagliato con i tempi ed immagino anche con i soldi.
Non ho ancora trovato un avvocato per assistermi e non ho ancora intrapreso azione legale ai sensi delle attuali normative, antiquate e inadeguate ai tempi tecnologici che stiamo vivendo, ma se lo dovessi fare, tu saresti nella lista dei sospettati.

Non mi preoccupo minimamente di qualunque tua ritorsione nei miei confronti: tu sei “pieno di soldi” ed amico di Rocco Siffredi, io, invece non ho più nulla se non la mia dignità ed il mio corpo, che non sto più concedendo a nessuno, come facevo e come farebbe qualunque donna sana, attraente e single nelle mie condizioni.

Oltre a farti pagare in termini di legge, io spero che si ritorcano contro di te e di voi tutti quelli che non hanno “goduto” della mia persona, inibita alla ricerca di comprensione di tutto ciò che mi stava e ancora sta accadendo, dal cyber stalking a tutto il resto.

Io spero solo che paghiate.
Avete creduto di conoscermi. Avete scommesso ed avete perso: accettatelo. Pagate.

Il resto te lo dirò in privato, se dovesse capitare l’occasione.

Mi auguro che dalla pubblicazione di questo post cambi qualcosa, perché se non dovesse cambiare nulla, sarebbe la prova definitiva e inconfutabile che sei e siete dei malati con soldi e potere decisionale, quindi persone pericolose: i vostri giochi e le vostre scommesse vi hanno creato un disturbo della personalità da curare, per l’impatto indebito che ha sulle vite degli altri. Continuate con i vostri seguaci ad organizzare i vostri corsi di coaching, di cui la parte più importante è la PNL, perché il resto si può studiare su manuali e all’università, ma lasciate stare chi nella vostra “setta” non è voluto entrare alle vostre condizioni e soprattutto “non rosicate” se non siete migliori di chi se ne è tenuto fuori.
Non seguo nemmeno i video di fitness del tuo Luca. Ne ho guardati due all’inizio più di un anno fa e basta. Ho seguito altri istruttori, anche non certificati, principalmente su YouTube seguendo il mio istinto di ricercatrice e autodifesa dalla rete che mi avete creato intorno.

In caso non cambiasse nulla dopo questo mio post, pregherei fra gli hacker di sicurezza o di interessi diversi che mi stanno seguendo di prendere provvedimenti.

Last but not least, ci sei tu dietro il controllo di tutte le stazioni radio che ascolto?
All’inizio pensavo si trattasse solo di RadioMontecarlo, poi mi sono resa conto che, forse, per far stare contenti tutti, avete fatto un accordo di collaborazione fra le radio stesse. Da cosa lo capisco? Si capisce.
Motivo?

Le radio, ovviamente, non hanno nessuna “colpa” diretta per avere accettato un contratto di lavoro, come non ce l’hanno le persone che mi avete messo di guardia, dai condomini agli operai: sono tutti come soldati che lavorano per guadagnare i soldi per la loro vita, non in grado di fare riflessioni morali sulla qualità del loro lavoro: non sono ufficiali di sicurezza, non sono addestrati ed educati a pensare agli altri, sono tutti dipendenti di società a scopo di lucro.
I colpevoli siete voi: voi Big che create situazioni sbagliate nelle premesse o nei metodi, pagando intere comunità di persone a scapito di una sola, in questo caso la sottoscritta, in altri casi altri inconsapevoli protagonisti del vostro prometeico show e degli eccessi delle vostre personalità, ovviamente foraggiati dai vostri conti in banca.

Spero che paghiate anche per tutti i “vaffanculo” che ho dovuto dire a questi vostri dipendenti, che facevano il loro umile lavoro di servitori dei vostri capricci e delle vostre scommesse verso la mia persona. Rocco Siffredi, che credo coinvolto, mi sarebbe stato persino simpatico, se non mi aveste coinvolta in questa situazione assurda, patetica e ridicola, in cui mi tocca mandare a quel paese persone con cui in altri anni sarei stata cordiale.
Abusare poi dei miei genitori, che soffrono di problemi personali e di coppia seri, è stata una delle cose peggiori che abbiate fatto. Io me la sono sempre cavata in un modo o in un altro, ma usare persino loro, le loro debolezze individuali e di coppia, la loro avidità generazionale -il loro punto più debole- che li fa litigare da sempre anche con i propri fratelli e sorelle, vi ha fatto superare un pericoloso limite. Io sono forte, io sono diversa, ma loro sono solamente dei comuni avidi e voi avete giocato con le cose serie: con i diritti delle persone, i loro soldi ed i loro problemi.

Io ho dovuto rovinare la mia collezione di quadri. Non solo sono stata disorientata per mesi per capire cosa mi stesse accadendo, ma mi sono anche lasciata in parte prendere in giro. Siete dei vermi pieni di soldi. Se io non avessi reagito, cosa sarebbe accaduto? Sarei finita a fare la escort come speravate voi, cioè la “pompinara” che riceve a casa? Avete sbagliato. Mai stata il tipo. Il vostro orizzonte è davvero triste ed il vostro background squallido: il nemmeno ho mai immaginato situazioni simili.
È in questi casi che dovrebbe intervenire la Merlin. Voi dovreste essere puniti lesione della reputazione, truffa e incitazione alla prostituzione.
Avete sfruttato la mia emancipazione femminile, il mio essere single e la mia mentalità aperta per farmi diventare una di quelle che riceve tutto il giorno dal mattino alla sera.

Io conosco bene l’eccitazione che danno i soldi e riconosco in voi che ne siete dominato e non sapete fermarvi. Non siete voi a gestire i soldi, ma sono i soldi a gestire voi.

Mi avete affamata, ridotta senza soldi persino per il wi-fi o un frutto: contenti? Per fortuna che io è da quando sono piccola che sopravvivo. Io so sopravvivere ad alto livello, mettetevi l’animo in pace, pagate i danni e lasciatemi stare.

“Vincete solo a nascondino”.

Ah, dimenticavo, sono quella che sono anche senza bere l’acqua che hai consigliato tu. Grazie a tutti per l’attenzione.

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