Il possesso reale

Il possesso si dimostra con i fatti. Quello che è tuo, lo dimostri. Io sono una ricercatrice ed una artista, oltre che una paralegale ed una sportiva.

Nel corso degli anni ho, fra i vari prodotti artistici e intellettuali della mia persona, dipinto una serie di quadri ad olio su tela che, modestamente parlando, sono validi sia tecnicamente che semanticamente. Ho espresso dei messaggi chiari e profondi, con una buona tecnica. Questo perché io sono sempre stata una pensatrice ed una comunicatrice, utilizzando tutti i mezzi di comunicazione.

Quello artistico mi è sempre venuto bene, perché ho una importante fisicità, che in questo momento si esprime con il body sculpting e con il fashion. Il mio corpo è sempre stato uno dei miei mezzi di comunicazione. Ora che esistono i mezzi virtuali, uso anche questi, mentre In passato usavo agende, diari, pezzi di carta, computer, cd, musicassette.

Essendomi laureata in scienze internazionali con master di specializzazione in management della proprietà industriale, ho approfondito il tema dei diritti di proprietà intellettuale: dal punto di vista giuridico, al marketing e comunicazione, alla valorizzazione economica, arrivando persino a frequentare un corso sulla valutazione delle opere d’arte a Roma, per capire come gestire i quadri che stavo io stessa producendo.

Un quadro mi fu rubato durante una esposizione con telecamere presso la Domus Talenti di delle 4 fontane a Roma e nonostante la denuncia ai carabinieri, non fu ritrovato.

Nel 2012 tentai l’asta a Parigi, spendendo quasi tutti i risparmi, ritornando in Italia con i miei quadri.

Oggi ho capito che nel frattempo “Qualcuno” mi ha osservata ed ha fatto in modo che le mie scelte degli ultimi anni non andassero come speravo io, per farmi seguire i piani di un suo progetto. Per questo oggi, purtroppo, mi ritrovo a scrivere questi articoli di disperata denuncia sul mio blog.

Ora, tornando al possesso, fatta questa dovuta cornice di comprensione del contesto in cui vivo, per spiegare a chiunque legga che non sono assolutamente una pazza disperata, ma una persona lucidissima e incazzata nera per la presa in giro colossale e la grande truffa che mi è stata organizzata alle spalle (perdonate lo stile ipotattico manzoniano, che in questa circostanza è l’unico adeguato ad esprimere in un solo fiato la concatenazione di sottopensieri necessari ad esprimere il pensiero principale, non essendolo lo stile giornalistico contemporaneo di cronaca ellittico ad immagino), il possesso reale si dimostra, “alla faccia” di quello virtuale.

Se è vero che i miei beni intellettuali (i miei quadri, oggetti di arredo e design, stole e foulard ed altre produzioni di stile, oltre ai miei siti web e idee espresse sui vari Facebook&social) sono stati da qualcuno valorizzati, termine economico che indica l’attribuzione di un valore monetario o di scambio di un determinato bene, da qualcuno a mia insaputa, cedendoli a terzi per la riscossione nel futuro, sempre a mia insaputa, attendendo nel frattempo, e magari scommettendo, sulla crescita di valore di questi bene nel tempo, a tal fine tenendomi sotto osservazione a distanza e lasciandomi a vivere situazioni di reale crisi economica, approfittandosi nel frattempo delle mie confidenze per prendere informazioni importanti sulla strategia da seguire per il progetto economico a mia insaputa, iniziando ad organizzare situazioni per indurmi a prendere decisioni importanti in scarsità di risorse, corrompendo nel frattempo tutte le persone con cui avevo contatti, facendole mentire di fronte a me per mandare avanti un piano economico, organizzato con le caratteristiche del gioco a premi, a mia insaputa, ebbene, io dimostro che ha speso male il proprio tempo e le proprie risorse, perché i beni culturali che ha ceduto sono in parte nelle mie mani ed io procederò alla loro distruzione, così da dimostrare che il business della cessione dei crediti (asset backed) non è affidabile se non al di fuori di beni fisici non distruttibili, quali le case (Mortgage loans).

Per mettere fine a questa situazione patetica, alle ipocrisie in cui ho vissuto per anni ed in particolare negli ultimi mesi, io distruggero con le mie mani i miei amati quadri, così che perderanno di valore anche quelli regalati e venduti, su cui, fin da ora, ricadrà la maledizione dell’artista. Perderanno di valore le rose e le nuvole di Gabriella Messori, le dune mosse di Cristian Bocedi, le dune rosse di Salvatore Metrangolo, i tulipani regalati al musicista Ramin tramite imbroglio, soprattutto i tulipani e le dune mosse di Andrea Ballestri e Maria Cristina Arletti.

Continueranno invece ad avere valore i tulipani venduti ad una coppia di sposi tramite Gianna Stomeo, l’alba regalata ad una coppia Indiana, ed i quadri dipinti per i due matrimoni di Anna Cicchinè, Valentina Sartori e Burgu. Hanno valore i tulipani regalati a Rosella ed i baci a Maria Teresa. Hanno ancora valore la Beatrice Niccolai ceduta a Daniele Viotti per un treno di gomme da moto e il ritratto di Silvia, sua fidanzata di allora, che fui felice di realizzare. Ha valore anche il giardino di Paola, la mia primissima committente. Ha valore anche il quadro in Emilia, ritratto della moglie di una persona di cui non faccio il nome, che fu fra i miei primissimi committenti. Maledico tutti gli altri quadri, regalati e con i cui proprietari non ho più rapporti, in particolare quelli degli amici più stretti, fra cui Cristian Bocedi, che ha persino aspettato il mio sfratto, scrivendomi per messaggio che i beni restano oltre le persone. Non avrei mai potuto credere che l’amico che avevo messo sul passaporto per le emergenze potesse arrivare a tanto. Resta anche il tributo a Rotschko, commissionatomi per 250 euro da Vanessa Solimeno, quale regalo di 40 anni dell’allora fidanzato e mio managing partner, Raul Ricozzi e che trasportai io stessa a casa loro in uno dei pochi giorni in cui a Roma nevicò, perché il mio managing partner era così brillante da non avere nemmeno la macchina e da pagare il taxi.

Infine ha valore il quadro realizzato per Davide Merlini, mentre maledico quello su legno realizzato per Vittorio Savoia, al tempo gestore dell’Hole in One a Piazza di Spagna ed oggi responsabile ReMax a Roma in via Gadames.

Chi mi ha fatto questo ha sbagliato epoca storica oltre che persona. I tempi in cui gli artisti sono vincolati da amore e odio ai committenti sono finiti ai tempi di Michelangelo, che, pare, fu costretto a dipingere la cappella sistina contro voglia. La situazione che è stata creata a me non è adeguata alla mia persona. Ai tempi di Michelangelo gli artisti erano come “impiegati”, erano dipendenti. Dall’illuminismo e impressionismo sono diventato libero ed io affondo le mie radici filosofiche nell’ illuminismo. Sono emancipata anche come donna e gestisco anche il mio corpo.

Per concludere: il possesso si dimostra. Per quanto vogliate creare ricchezza con la realtà virtuale, fare alzare e abbassare le borse, scommesse pronti contro termini o altro, io, distruggendo con le mie mani le mie stesse opere d’arte, dimostrerò che il possesso è prima reale che virtuale e auguro che siano bruciati tutti gli investimenti fatti alle mie spalle tenendomi nella sofferenza intellettuale e fisica, costringendomi ad abbassarmi a chiedere aiuto come non ho mai fatto e a fare cose con uno stile che non è il mio.

Io sono Amanda Nike ed i quadri dipinti fra il 2009 ed il 2017 si possono vedere su www.chimarts.wixsite.com alla pagina “painting” oppure su www.chimart.it.

Avevo un profilo FB dedicato solo a quelli: Chim Art.

I quadri lo ho firmati in vario modo, da Claire a ChiM. I nomi che ho avuto negli anni sono stati:

Chiara (nome all’anagrafe, quasi mai usato nella vita reale e spesso sminuito al livello di aggettivo, usato anche per farmi mobbing), Claire (nome usato da molti all’università e da me su Facebook), Veronica (nome usato nella vita reale da Paolo Novelli e famiglia) , Ra (nome usato nella vita reale da Riccardo Matteoni e Daniele Viotti), Ky (nome usato nella vita reale da Tommaso Fornaciari), Miss C. (Nome usato nella vita reale da BART Derre), Roxane (nome usato da me in chat).

Ho inoltrato regolare istanza di cambiamento nome e cognome, che il ministero dell’interno non ha voluto recepire.

La morte è una cosa seria: decidere di chiudere con il passato non sempre è la decisione di chi è disperato, ma l’atto di energia con cui una persona decide di vivere il futuro senza la pesantezza della storia, usando al meglio la forza accumulata anche trascinando il peso delle piccole e grandi truffe, senza voler lasciare proprio ai truffatori di vario grado nessun vantaggio morale ed economico dal taglio che in diverse condizioni non si sarebbe dato.

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