La mafia in casa: denuncia a mio padre

Si commenta da solo. Che le questure se ne occupino!

Le domande sono troppe, mi limito ad una: chi è subentrato nella mia sfera facendo accordi alle mie spalle invece che aiutare me quando lo ho chiesto?

Mi dispiace dover augurare a mio padre di morire, ma è l’unica cosa che sento nei suoi confronti. È sempre stato viscido e “presente”. Maniacale e ossessivo. Segnava sull’agenda persino quando io avevo il ciclo, oltre a quando lo aveva Agnese…e tutte le altre. Certe cose, purtroppo, non si raccontano in un libro, si portano dentro e si sta male finché non si arriva alle denunce.

non sono nemmeno certa che la causa di sfratto sia reale. Mi è sembrata tutta una farsa per verificare le mie competenze giuridiche. Mi trovo a scrivere post su una situazione che sembra persino montata ad arte da un gruppo di registi, solo che per me è vita vera. Gli attori sono informati, anche pagato, ma per me è vita vera. Il messaggio di mio padre è suo, nel suo stile.

Mentre scrivo mia madre sta fuori casa, lasciata entrare da qualche inquilino, con voce patetica a dirmi cose come “ti vogliamo bene, accetta l’accordo”. Ho dovuto alzare la musica per non sentirla.

Non so chi abbia organizzato tutto questo, ma deve pagare. Non esco nemmeno per farle un filmato e registrare la sua artefatta voce. Sono stanca di questo gioco. Se vi servono le prove, non ve le do, perché non voglio uscire ad incontrare nessuno. La situazione è troppo patetica. Non mi abbasso a filmare mia madre. Non mi abbasso a registrarla pur avendo registrato in passato. Forse dovrei chiamare il 113, ma non voglio finire in mezzo a queste “napoletanate”.

È mio diritto non incontrare persone che non gradisco e ricevere accordi scritti e soldi senza nessun contatto. Mi chiedo il ruolo dei condomini. Potrei pensare che sono ospitati persino da loro. Vivo in una palazzina di fantasmi.

L’unica cosa che mi chiedo è che cosa io abbia fatto di male nella vita per finire in una situazione ridicola come questa in cui così tante persone cerchino o abbiamo provato ad abusare di me in tutti i modi, ognuno a modo suo.

Queste situazioni sono lontane anni luce da quella che sono io, dal mio stile, da tutto.

Ho chiaro che le mie idee sono produttive e interessano.

Ho chiaro che il mio corpo piace.

Ho chiaro che qualche mio parente deve aver lasciato qualche eredità di cui io non sono informata e che avrebbero tutto interesse a farmi passare per la matta che non sono, ad estromettermi in qualunque modo. L’ho capito perché sono cambiati i comportamenti. Conosco la mia gente. Quando è stato ora di aiutarmi davvero, mi hanno voltato le spalle ed hanno persino goduto, in vario modo, delle mie difficoltà. Mio zio Claudio ha sempre detto: “staremo a vedere cosa combinerai”. Le aspettative sono sempre state alte. Anche quando i voti erano bassi, il mio rendimento era alto, ma queste non sono parole da zio. Ci sono stati anche momenti positivi, naturalmente e per fortuna, altrimenti sarei sparita vent’anni fa, ma è stato un continuo fra alti e bassi, un continuo ricucire ciò che si era scucito, un continuo recuperare un vecchio vestito. Oggi non credo alla sincerità di nessuno. La situazione che si è creata è più forte delle altre.

Ho imparato presto in famiglia che i sentimenti non nascono dal sangue. Non ci volevo credere, perché è ” contro natura”: non è naturale che in genitore o un parente si approfitti di te, ma bisogna accettare che accada, come è accaduto a me. Chi viene abusato cerca motivazioni che non ci sono. Chi viene abusato cerca di perdonare e si assume persino responsabilità che non ha, solo per non dover accettare che proprio le persone che ti hanno messo al mondo e quelle che da piccolo hai sempre visto in famiglia, sono proprio le prime da cui doverti difendere. Andare contro natura non è facile e l’abuso si basa su questo: sulla mancanza di forza della vittima di abuso che fa di tutto per provare a far rientrare l’abuso fra i fenomeni naturali, quali invece non sono. Dall’altra parte l’aggressore continua ad infierire ritenendo legittimo il proprio abuso per qualsiasi motivo: che sia di diritto e di ruolo o sentimentale non fa differenza, facendolo sentire legittimato a continuare.

Chiare queste due cose, è difficile fare denunce su queste questioni. Sono ridicole. Bisogna sedersi in un commissariato qualunque a raccontare di vicende famigliari complicate dovendo portare delle prove di danni per chiedere cosa, esattamente?

Mentre scrivevo, mia madre se ne è andata. Solo le 19:19. Potrei persino credere che sia tutto stato organizzato per avere una mia reazione, che è stata questa: chiudermi in casa e scrivere. Patetico. Ridicolo. Se motivazione fosse questa, ancora di più prendo le distanze da chi mi ha organizzato questa truffa ed ha collaborato, anche qualora dovessi scoprire che è qualcuno di inaspettato e importante. Non sono disponibile a questi giochi.

“Vincete solo a nascondino 17.11.17”. Nella speranza che non lo abbia cancellato, questa è la scritta alla Romanina, su un muro, che sento dedicata anche a me. Non mi è mai piaciuto giocare a nascondino. Io ho sempre fatto altri giochi: da ruba bandiera al salto dell’elastico.

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