Claim n.6

To whom it may concern

Updated, May 2, 2018

La forza della bellezza

Denuncio oggi anche la mia banca storica, Intesa SanPaolo per una serie di incidenti occorsi da quando mi accorsi di alcuni conti che non tornavano nella gestione dei fondi di un piano di accumulo. Da allora capitarono una serie di fatti che oggi ritengo non casuali. Fra questi includo campagne pubblicitarie provocatorie. Il tipo di stalking che dovrei denunciare è intellettuale e psicologico più che fisico. Anche per questo motivo ho scelto il mio blog ed ho sentito il bisogno di tornare a scrivere, come ho sempre fatto, e di inziare a pubblicare.

Qui sotto un mio articolo provocato da una pubblicità, dietro la quale ho avvertito una presenza provocatoria. Nel 2016 la stessa banca pubblico una pubblicità sulla casa con lo slogan “sei mia”. Anche allora mi sentii colpita, ma non ne scrissi. Il timore del giudizio di qualche immeritato psicologo o perito mi ha trattenuta, dovendo io ancora effettuare analisi di rito per questioni amministrative in sospeso.

Buona lettura,

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Oggi da Wellness Coach e nella vita da artista e Donna purtroppo mi trovo ad avere una reazione quasi di fastidio di fronte a questa pubblicità di questa nota banca.

Essere belli nel tempo richiede forza. Non a caso la maggior parte delle persone è a dieta e non riesce nemmeno a mantenere il peso forma.

Nonostante loro giustifichino la fragilità nell’aspetto di deterioramento materiale delle opere, sottolineando che le hanno restaurate, purtroppo il messaggio che passa nel complesso della pubblicità è un altro. L’attenzione è puntata sulla “fragilità” soggetto della frase principale che la mente recepisce per primo e non ha il tempo dj contestualizzare, soprattutto prima di prelevare al bancomat. Il concetto di restaurazione è in secondo piano e non colpisce. In onore a quella bell zia per cui sono stati spesi soldi in restaurazione, avrebbero dovuto riformulare cambiando proprio il soggetto della frase ed evidenziare come la bellezza trasmessa attraverso una opera d’arte sia così forte da indurre investimenti in investimenti di restauro materiale.

A questi livelli non dovrebbero commettere questi errori e mettere simili pubblicità sullo sportello del bancomat prima del prelievo. Non andrebbe proprio scritto un titolo di questo tipo. Non riesco a giustificarli in nessuno modo.  Si tratta solo di comunicazione, ma questa comunicazione ha valore e si imprime ed impone capillarmente in modo più o meno diretto e inconscio.

Mi dispiace inoltre questo titolo, essendo il benessere uno dei maggiori settori economici a livello mondiale nonché uno dei pochi settori non in crisi.

Non ho tempo per scrivere altro, ma da professionista del benessere, da artista e donna emancipata questa pubblicità incontra la mia disapprovazione.

Riformulo con “la forza della bellezza” in grado di sopravvivere al deterioramento del tempo e dei mezzi grazie anche al restauro.

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