Il tradimento

Oggi mi sento di parlare di tradimento, tema evergreen, come i sentimenti e le emozioni. Il tempo passa, le tecnologie evolvono, il mondo sembra cambiare, ma alcuni temi “sono sempre gli stessi” e “si dicono sempre le stesse cose”. Dico la mia con serenità, essendo questo il mio blog e non essendo nessuno obbligato a perdere tempo a leggerlo.

Ebbene: sono stata stimolata dagli speaker radiofonici che con la loro intelligente simpatia mi tengono compagnia nei vari momenti della giornata. Sarò breve, per quanto sia possibile essere breve ad una come me, naturalmente.

Il tradimento è l’atto con cui si manca di rispetto alla fiducia incondizionata che qualcuno ha riposto in qualcun’altro su basi ben determinate. Un’amicizia, un matrimonio, un segreto industriale sono legami profondi fra due persone, basati su aspetti pratici, emozionali ed affettivi chiari, talmente chiari da essere oggetto di pattuizione contrattuale o informale (il cd. Patto di Sangue).

Il traditore è una persona debole e opportunista che vuole fare il proprio interesse o assecondare le proprie pulsioni ad oggetto il patto comune a scapito della persona tradita.

Debole per tre motivi. Innanzitutto non ha il coraggio di affrontare il tema con il socio/marito/moglie non volendo sopportare le conseguenze, quindi è debole nello spirito.

In secondo luogo, sottostima il partner, quindi se stesso: non offrendo al partner l’opportunità di reagire e scegliere prima del tradimento, di fatto ammette di essersi legato a qualcuno che non stima abbastanza per condividere “i momenti difficili”.

Infine, è uno stupido/a oltre che un debole, perché avendo stretto un rapporto con una persona che non stima abbastanza forte e volendola “fregare”, pensa di farla franca, sopravvalutando se stesso, non sapendo che rimanere legati ad una persona tradita indebolirà lui stesso dall’interno ogni giorno di più, alimentando quel senso di colpa che magari all’inizio non sente. La colpa esiste. C’è. Punto. Non è un retaggio cattolico, è un tradimento in ogni cultura ed in ogni era. Rimanere legati ad una persona che ci si sente – persino (si, capita persino che si creda che il tradimento sia un diritto, una specie di risarcimento personale per “i dispetti del partner”)- in diritto di tradire, nel lungo periodo erode l’animo del furbo.

Allora si sentono quelle patetiche storie di chi confessa o di chi si lascia sfuggire di mano la propria stessa emotività e si fa goffamente scoprire.

Insomma, chi tradisce è un debole e basta. Se fosse forte, farebbe un patto con il partner, un patto di “tolleranza”, ovvero in qualche modo, per affrontare le situazioni difficili a cui si va incontro in un patto di fiducia, dovrebbe concordare delle vie di uscita, delle modalità condivise di gestione della crisi, per esempio ci sono coppie che fanno le vacanze da soli ed è tacito che in quel periodo ognuno fa quello che si sente di fare. Per fare un altro esempio, esistono coppie che, nei momenti duri, non mancano di rispetto a quanto costruito, limitano le discussioni e anche le telefonate di controllo, le aspettative e “si lasciano stare”. Ogni coppia ha i propri codici. Alcuni possono vivere per un periodo come separati in casa, esplicitando che stanno insieme per motivi più pratici che non affettivi, in attesa di capire se separarsi o no. In tutti questi casi non c’è bisogno di confessare nulla: la coppia è ufficialmente in crisi oppure la coppia ha concordato delle modalità di gestione della crisi.

Non può esistere senso di colpa in questo caso. Se esiste, vuol dire che il patto di gestione della crisi non è stato concordato, quindi il tradimento è il gesto di un debole (o un furbo/stupido) in una relazione ancora acerba.

Non ho altro da dire. Se si parla di tradimento sessuale, invece che economico (quello economico fatico a comprenderlo essendo stabiliti contrattualmente patti sociali e para sociali), credo sia da stupidi fare qualcosa “da confessare”. Se si tratta di semplici emozioni, per fortuna esiste il sesso a pagamento, per cui chi tradisce può togliersi le proprie soddisfazioni senza intaccare l’emotività. Di solito il problema sorge quando la relazione sessuale avviene con persone “normali”, che fanno cioè sesso non a pagamento, con un coinvolgimento emotivo non controllabile che porta al deterioramento del legame primario. In pratica quando si tradisce il partner con qualcuno che si conosce, per esempio il classico caso del collega d’ufficio, dell’amico/a del partner.

Su questo argomento potrei parlare in tutte le lingue, in qualsiasi momento senza nemmeno un secondo di esitazione, avendo vissuto il tradimento in tutte le forme fin dall’infanzia, innanzitutto da figlia, poi in tutti gli altri ruoli, tranne che quello della moglie, non essendomi mai sposata, ma essendo stata scelta per tradire mogli altrui.

Da donna forte ed orgogliosa mi sono incazzata. Per principio non ho mai condiviso di essere amante di un uomo impegnato, ovvero di stabile una relazione emotiva e sentimentale con chi era già legato. Sono stata ingannata.

C’è stato chi, per sedurmi, mi ha mentito, millantando di essere separato, non essendolo. A quel tempo, conoscendo le persone nelle chat, ero diventata molto rigida ed ogni volta che qualcuno mi diceva di essere separato, chiedevo di vedere il certificato di separazione. Mi sono poi stancata anche di parlarci con chiunque fosse legato ad altri. Nauseata da queste storie a metà fra successo e insoddisfazione. Stanca di dover fare l’ispettore per provare io qualche sana emozione. Stanca. Stanca di iniziare una conversazione per sentirmi dire o capire dalle risposte che avevo di fronte un furbo (cioè un banale debole).

Siccome poi, ad una certa età, ti cercano solo per il sesso, perché per il resto “sei vecchia”, stanca anche di questo, aggiungendo alcuni altri fattori, alla luce della mia ottima forma fisica nonostante l’età, sono diventata una escort, una che fa sesso a pagamento. Sì, ho trovato finalmente la serenità e la pace con gli uomini. Nessun problema da quando metto subito in chiaro che serve pagare. Non basta la cena, non va bene un regalo: la cena è il minimo per conoscersi e il regalo è un omaggio non richiesto, una manifestazione spontanea di apprezzamento. Serve dunque pagare “la compagnia”, proprio quella, sapendo che non ci saranno conseguenze emotive. Ci si piace “fino a un certo punto”, “quanto basta” per vivere momenti di qualità e distinguere rispetto a quel genere di prostituzione che assomiglia più ad un trattamento psico-sanitario che ad un rapporto fra persone con contatto fisico e coinvolgimento erotico.

Non è semplice trovare i “clienti giusti”, ma nemmeno impossibile. Bisogna puntare sulle “affinità elettive”, sui bisogni consci e inconsci e, last but not least, sulle sensazioni epidermiche. Una vera escort è una donna forte: sa di essere sola e di dover provvedere ai propri bisogni senza appoggiarsi.

Fra i tanti film che parlano di tradimento o di relazioni di coppia evolute, ne voglio ricordare due: “Il danno”, che parla di un legame a tre con caratteristiche incestuose, “Eyes Wide Shut” che parla del tradimento mentale e delle fantasie di una coppia matura, “L’avvocato del diavolo” che inserisce il tradimento all’interno di un gioco di potere con una parte forte ed una apparentemente debole, oltre al famosissimo film con Richard Gere e ( per me straordinario) Olivier Martinez: “L’amore infedele” (unfaithful). In quel film, saggiamente, il regista, Adrian Lyne, ha scelto una attrice dal look debole. Una bionda elegante e magra dal look acqua e sapone, la perfetta moglie istituzionale per un uomo in carriera nel settore legale-finanziario.

In quel film è una donna, la moglie di mezza età (circa quarant’enne) annoiata, che tradisce e che per la propria debolezza nel non parlare al marito della propria stanchezza per quel ruolo di moglie perfetta, mette a rischio una relazione e procura pure un omicidio, l’omicidio con colpa ma senza dolo da parte del marito geloso del proprio fantastico amante. Ho quasi pianto. Veder morire quel ragazzo in quel modo, quando vidi il film, mi ha procurato un “tuffo al cuore”. Oliver Martinez, uno degli attori più belli di tutti i tempi, a mio avviso, pari livello di Brad Pitt. Uno in versione bionda (attore perfetto per il ruolo dell’ “amante per caso” che ha recitato benissimo in “Joe Black”) l’altro in versione mora.

Chiudo con una battuta: chissà che brividi che si prova ad essere sposati e a tradire! Non oso immaginare cosa provino queste persone che mettono a rischio tutto.

“Sport estremo”! Chissà se provano quello che ho provato io quando, andando in moto, ho rischiato la vita in qualche curva che mi ha lasciata per qualche istante senza fiato. Chissà che, in alcuni casi, non vogliano essere scoperte apposta e non lascino tracce per farsi scoprire dal partner, rischiando tutto. A quel punto, non trattandosi di un film o di una curva, ma di una relazione, necessario che, in caso di separazione, non facciano i “capricci” come non li fa chi investe in borsa: hai rischiato, hai perso, incassa.

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