Il diritto ad avere il pisello moscio

Io sono una donna forte da tutti i punti di vista, così forte che fatico ad avere quella seducente arrendevolezza che, abbassate le barriere istituzionali, agli uomini piace e per cui si legge sui giornali che gli italiani sposano straniere di una nazionalità oppure un’altra.

Ho il metabolismo di chi non ha mai convissuto ed ha sempre vissuto da solo. Sono emancipata. Ho testosterone e questo l’uomo lo fiuta come un cane fiuta il padrone o distingue gli ormoni degli individui che incontra. La mia forza mi permette di essere comprensiva verso quelle debolezze o quei momenti di debolezza che mettono un uomo in difficoltà. Anche una donna. Capisco le origini della “virtù”, così come quelle della “timidezza” o della “vergogna” ed il necessario bisogno di compensazione.

Un uomo ha diritto di provare le emozioni necessarie a risollevare un pisello stanco o deluso, senza per forza infilarsi in una relazione psico-sentimentale, dimostra anzi di volersi bene se cerca alternative ad una relazione che, probabilmente, non avrebbe le energie per alimentare.

È tuttavia necessario che faccia un passaggio importante a livello intellettuale e si renda conto che, anche quando gli sembrerà di avere ricevuto solo una prestazione fisica e tecnica, non è così: ha ricevuto di più.

È anche necessario pensare a questo tipo di compagnia come ad un mestiere che richiede metodo e capacità nel lungo periodo. Nel breve periodo, è una forma di arrotondamento mista a divertimento, infatti, per questo motivo in Italia è radicato come mestiere “locale” negli appartamenti e si basa prevalentemente sul passaparola e sui contanti, perché è uno scambio di soldi e piaceri fra persone dello stesso ambiente, non è una professione vera. Qualcuno ci guadagna. Chi gestisce il giro guadagna bene. Per entrambi questi motivi si giustifica anche il prezzo relativamente basso delle prestazioni. Quella donna probabilmente avrebbe comunque fatto un piccolo piacere a quel genere di maschio e chi gestisce il giro guadagna come nei multilevel. Non c’è un vero e proprio “andare in missione”, “calarsi in un personaggio”, “diventare la donna necessaria a quell’incontro”, un “prepararsi per un evento”.

È quindi necessario che l’uomo che chiama una professionista “fuori dal suo ambiente”, non la può paragonare o trattare con la stessa confidenza, pur trattandosi di un incontro destinato al contatto erotico, perché è lui stesso da considerare come qualcuno che esce dal suo ambiente per entrare in un nuovo mondo, con nuove regole, è bene sia dunque pronto a non ricevere “il solito trattamento” o il “trattamento atteso”. Cambiano le forme di pagamento, cambia tutto.

È come fare un viaggio all’estero o in una città molto diversa dalla nostra. Anche rimanendo in Italia, anche parlando la stessa lingua e pagando la stessa IVA, le città sono molto diverse.

Avere un pisello stanco è un diritto, ma la pretesa che qualunque escort lo tiri su con poco o che lo facciano tutte nello stesso modo o che si possa avere una demo o una spiegazione in anticipo su come andranno le cose, è una presa irragionevole e persino da uomo un po’ patetico. Serve comunque che il maschio affondi la ricerca nelle proprie emozioni intrappolate o mancanti e crei una situazione per la propria fantasia, cercando poi la escort giusta, quella che con le caratteristiche più adeguate a quella fantasia, senza farne quindi, in definitiva, una prestazione di mera rianimazione del proprio uccello, che ha tutti i diritti di essere moscio, ma non può pretendere tecnicismi rianimatori da pronto soccorso.

Mi permetto di dire quello che dico, non solo dopo aver visto qualche video e giornaletto, ma anche dopo aver letto una scheda tecnica su come si effettua una fellatio (al fine di analisi degli sperma e donazione), ovvero quanto di più tecnico ci possa essere, fatto senza nemmeno vedere chi te lo fa.

Sì, perché quando serve lo sperma da donare, non si sa chi esegua la fellatio, se un uomo o una donna: è davvero una questione tecnica fatta, secondo quanto avevo letto, attraverso un telo, come quando dal fisioterapista si infila il viso nel foro del lettino per offrire al professionista il corpo perfettamente steso.

Quando quindi un uomo si rivolge ad una escort, si ricordi che si rivolge ad una donna che investe consapevolmente, in modo più o meno professionale, strategico e metodico, sulla propria femminilità.

Non è una bocca attraverso un telo, è una donna.

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