Il cliente dell’energia

Oggi ho sentito una intervista per radio su un argomento a me caro: l’energia. In quel caso si è trattato di una intervista economica sul settore in Europa ed i diversi bisogni e approvvigionamenti dei paesi.

È stato usato un concetto sul quale non sono d’accordo. L’Italia, per motivazioni che non sono state chiarite, pare non si sia concentrata sui clienti, non abbastanza da considerarli politici.

Ma che vuol dire? I clienti sono clienti. Sempre la politica di mezzo? Io semplificherei facendo sì che i paesi e le istituzioni politiche siano politiche il meno possibile.

Quello che mi stupisce è che si trattava, ovviamente, di grandi nomi e di persone specializzate in economia. Non faccio nomi. È nel mio stile citare solo quando posso farlo in positivo. Non vorrei configurarmi come “opinionista polemica”, essendo io, oggi, una wellness Coach, una persona rivolta al benessere.

Dunque, tornando al tema, gli economisti rinfacciano all’Italia, che, diciamolo, non è famosa per il proprio pragmatismo in molte situazioni ed è penalizzata da una politica sempre un po’ “invalidante”.

L’energia è un tema a me caro, perché come ho scritto nella versione inglese del libro che ho già pubblicato in italiano, tutto è energia e quando acquistiamo un prodotto o un servizio ad un certo prezzo, stiamo acquistando il risultato di un processo che va dalla ideazione, raccolta, organizzazione trasformazione delle risorse, pubblicità, trasporti e spese accessorie per portarlo a noi.

Per questo ho sempre ammirato gli imprenditori bravi. Un bravo imprenditore è una persona che ammiro, dotata della capacità di fare tutte queste cose insieme e farle fare agli altri.

Io, per esempio, mi rendo conto, come libera professionista, in futuro magari imprenditrice, di avere alcune carenze in tutti questi passaggi.

Ammiro quelle persone capaci di fare soldi come se si stessero divertendo. Oggi, essendoci il web, sono più attenta, il web è un passaggio fondamentale, iniziale e finale, che talvolta può rendere il business troppo facile. Ho comprato prodotti, grazie al web, che di persona non avrei mai comprato. Viceversa, grazie al web, riesco a comprare prodotti che dal posto fisico in cui mi trovo non saprei dove andare a recuperare.

Per tornare all’Intervista, non ho capito che cosa significhi che l’Italia non ha considerato i propri clienti abbastanza come politici. Cosa significa? Che differenza ci dovrebbe essere nella trattativa di un bene e perché ci dovrebbe essere (salvo questioni diplomatiche e istituzionali che vengono da sè)?

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