Il “porn not porn”

Sono single in una grande città da molti anni, sono in forma, ho da poco iniziato a fare la escort per risolvere il problema della sessualità con gli uomini, non perché non abbia qualifiche o non sappia fare altro nella vita. Anzi. Sono laureata ed artista. Sto studiando per diventare istruttrice di yoga e come vedete dal blog sono molto attiva come scrittrice. Opinionista, avvocato mancato (oggi ci sarebbe la via rumeno-spagnola), sportiva, accademica ed autodidatta al tempo stesso: studio sui libri e nel frattempo imparo dalla strada.

Per tutte queste ragioni ed una serie di episodi che mi sono capitati in questi anni, fra cui rapporti occasionali in cui ho avuto la sensazione che mi volessero riprendere a mia insaputa (anche per questo faccio poco sesso pur essendo libera), sono arrivata a chiedermi: “ma se io dovessi fare un film porno, come lo farei?”. La risposta è stata semplice, non sarebbe un porno ma sarebbe un film erotico.

Tutte le persone che in questi anni si sono morbosamente e anche disonestamente interessate a me hanno dimostrato interesse per la mia storia. Di corpi ce ne sono tanti. Di volti anche. Ho trovato mie foto rubate e modificate o fatte di nascosto. Oggi si fa di tutto con la tecnologia, quello che manca sono le storie, le espressioni realistiche, i corpi veri, non da soli, ma in armonia col viso.

Dopo aver diviso corpo e mente per anni, anche nei miei quadri, ho capito he la vera svolta, ciò di cui il cinema, ed il mondo, ha bisogno, è la connessione fra i due. Non solo corpo. Non solo viso. È facile avere un bel viso e mantenerlo grazie a creme, chirurgia e trucco. È possibile avere un bel corpo andando in palestra, facendo trattamenti. Quello che è molto difficile, e raro, è avere sia un bel viso che un bel corpo, laddove per bello si intende che siano entrambi oggettivamente piacevoli all’occhio di persone molto diverse fra loro e che questo viso e corpo siano in armonia fra di loro. Non è infatti piacevole un viso con tratti marcati e spigolosi su un corpo morbido ed in sovrappeso. Un viso forte su un corpo debole o un corpo forte su un viso da bambola. Guardando i grandi attori, quelli che mi piace seguire, noto armonia.

Armonia fra i loro volti ed i loro corpi, quindi con i personaggi che interpretano.

I film di successo, in qualunque genere, anche nell’erotico, sanno trovare i giusti attori a cui far interpretare i ruoli adeguati nelle storie.

Questo è il motivo per cui Kim Basinger era perfetta insieme a Mickey Rourke in “Nove settimane e mezzo”. Il motivo per cui Nicole Kidman e Tom Cruise andavano benissimo in Eyes Wide Shut. Voglio ricordare anche Risky Business con la colonna sonora di Elton John in cui fanno sesso in metropolitana di notte.

Penso anche a “Lo Sguardo dell’altro” (“The naked eye”), in cui una emancipatissima donna manager, Laura Morante, fa sesso ovunque e si lascia persino violentare con conseguenze serie da pronto soccorso, finendo per partorire una figlia da un giovane amante poco più che bambino.

Penso alla tradizione dell’Eros spagnolo, sempre intriso di riflessione sull’identità fra trans e gay, ed americano in cui l’elemento “denaro” non manca mai come attore invisibile che regola le relazioni fra le persone.

Penso alla tradizione francese, in cui il trio viene servito sempre con una piccola dose di “malattia”, con Jeremy Iron e Juliette Binoche in film impegnativi come “Il danno” (With love comes risk, with obsession comes damage).

Nella cinematografia orientale penso a film in cui di sessuale e genitale si vede poco. “Lanterne Rosse” o “L’Amante” o “Kamasutra”.

Penso all’incestuoso “Paradise” che parla di sesso fra un fratello ed una sorella, due bambini che, sopravvissuti ad un naufragio, sopravvivono su un’isola e, sviluppandosi, iniziano a fare sesso fra loro, perché naturale, come pescare pesce o raccogliere la frutta. Il sesso che supera i limiti culturali o sociali è un tema frequente. Penso a “Travolti da un insolito destino”, erotico all’italiana con la infallibile coppia Melato-Giannini, che parla di come sopra un’isola una nobile ricca milanese ed un “terrone” grezzo provino forte attrazione reciproca, ma come questo rapporto non sia possibile fuori da quell’isola. Potrei continuare la lista.

Penso anche che il tema della sessualità sia affrontato meglio da alcuni attori, che non da altri, per esempio da Demi Moore, Michelle Pfeiffer, Jodie Foster, Nicole Kidman, Laura Morante. Alcuni attori hanno un viso ed un corpo che parla di sesso in qualunque ruolo. Da Jodie Foster quando viene stuprata sopra un flipper a Demi Moore quando da un calcio al proprio capitano quando sta per sodomizzarla. Alcuni attori hanno una carica erotica specifica con la quale riempiono i ruoli che interpretano.

Faccio fatica a pensare a pornostar. Non mi restano in mente.

La risposta è dunque che nessuno di questi film è un porno e che nessuno di questi attori è un pornodivo.

Sono tutti film erotici, tutte storie in cui gli attori sono stati scelti bene sia per il volto che per il corpo. Gli attori servono alla storia e la storia riesce perfettamente con quegli attori.

Non si tratta di film senza storia resi famosi dalla bellezza dell’attore, cosi come non si tratta di film la cui storia è così interessante da rendere quasi indifferente la scelta dell’attore giusto.

Ho recentemente visto anche un remake. Assassinio sull’Orient Express. Interessante vedere le nuove versioni dei film come ascoltare diverse versioni delle canzoni. Recentemente l’album “French Touch” di Carla Bruni interpreta magnificamente grandi successi de rock. Con dispiacere devo invece dire che Mina ha, a mio avviso, interpretato tanti successi senza aggiungere nulla con la sua seppur potente ed unica voce.

Tornando al “mio porno”.

Io dividerei fra erotico all’italiana ed erotico internazionale.

Parto dalla constatazione che un film erotico non è una commedia. In nessun modo una commedia può essere considerata un film erotico, venendo la sessualità deprivata della proprio componente eccitante, sublimata dall’elemento ironico. Il film erotico è quel film che accende la miccia dell’eccitazione e la tiene alta fino alla fine del film, consentendo una sola esplosione. Una sola. Il film porno, invece, è quello in cui non c’è nessuna miccia. C’è un susseguirsi di scene che si spera possano eccitare, ma che dopo pochi minuti già stancano, come stanca un piatto di pasta quando, seppur affamato, ne mangi troppo, oltre la sazietà. Come la pizza. Piace a tutti, ma quando devi pensare ad una cena seria, la pizza non è compresa nel menu. Nemmeno a Napoli ho mai sentito di un matrimonio a base di pizza.

Mostrare è un’arma a doppio taglio. Far vedere poco non colpisce, ma far vedere troppo stanca in fretta. Per questo motivo il porno è una grande industria, ma è anche una industria che non si fa ricordare facilmente per i suoi prodotti. Consumismo di corpi, attori. Di tanti attori ricordiamo una immagine. La memoria ha uno spazio limitato. Lo spazio per le emozioni non è infinito. Poche scene dunque. Poche inquadrature per un film erotico. Tante per un film porno, che serve più per mostrare le prestazioni altrui e per l’educazione sessuale, per lo sfogo di istinti, che per altro. Guardare una penetrazione che dura mezz’ora diventa come guardare un evento sportivo. Guardare penetrazioni e pratiche insolite è quasi come un documentario. Il momento di immedesimazione del pubblico è breve e limitato, perché le prestazioni degli attori sono superiori a quelle della media.

Tornando al “mio porno”, non farei un porno, ma un film erotico, pur avendo suggerimenti per l’industria del porno. Lasciate perdere lo stile casalingo. Lasciate perdere il basso voyeurismo e attori spregiudicati senza vero talento alternativo. Usate, se vi danno il consenso, persone che sono qualcuno a prescindere dal porno, per poter arricchire le scene di quella componente che da sola il sesso non può avere, essendo un fenomeno anatomico, biologico e da documentario. Distinguete il momento tecnico dalla scena generale come nello sport si riprende tutta la corsa o la partita, facendo qualche primo piano su qualche azione audace. Sappiate descrivere la dinamica, il gioco e siate analitici solo quando serve. Inutile inquadrare volti con le solite espressioni. Inutile far sentire i soliti gemiti. Da dopo “Harry ti presento Sally” con la casta Mag Ryan non ne abbiamo più bisogno.

Tornando al mio erotico, io distinguerei fra italiano e internazionale. All’italiana immagino un erotico con attori che solitamente non fanno dell’erotico un loro punto di forza. Nessun attore famoso per il genere commedia. Credo che la commedia “rovini” il curriculum, caratterizzandolo fortemente. Dalla commedia non si può uscire. Si può solo diversificare. Una volta che un attore si è reso famoso per aver fatto ridere, molto difficilmente potrà essere utilizzato in altri ruoli.

All’italiana o nel film nazionale immagino dunque attori che non abbiano ricoperto ruoli di commedia ed immagino temi “locali”, per esempio il sesso in periferia, piuttosto che “il sesso in centro sopra e sotto la scrivania” o “il sesso fra le forze dell’ordine”, il sesso dove il sesso è un taboo. Il sesso fra le passerelle della moda. Per esempio, quando l’uniforme è davvero troppo sexy ed i divieti fanno aumentare la voglia di infrangerli. Oppure quando, da modelle, è così normale spogliarsi e ritrovarsi sulle riviste ammiccando a sconosciuti acquirenti che sfogliano le pagine, che fare sesso diventa “un attimo”.

Nel contesto italiano, Stefano Accorsi mi pare si sia salvato dalla commedia ed ha un personale ed un volto che mi sembrano adeguati. Sceglierei attori con un fisico sciolto, atletico, ed un volto raffinato, scolpito. Pochi lineamenti morbidi. Il lineamento morbido lo percepisco più adeguato a ruoli da film sentimentale. I volti e corpi fortemente ritoccati sono un genere a sè. Credo siano più stimolanti nella vita reale che a livello cinematografico, perché modificano la geometria corporea irrigidendosi. Purtroppo un seno rifatto è bello solo col vestito o sulla copertina di una rivista, perché da nudo non si spande come dovrebbe sul petto e perde di erotismo.

Nel film internazionale sceglierei attori di diverse nazionalità con diversi tipi di corporature, ma sempre atletiche. In un contesto di attori alti, darei alla caratterista “bassa” connotati specifici. L’altezza deve saper rendere sexy come un capello. Trovo interessante, per esempio, situazioni come “Assassinio sull’Orient Express” di incontro fra persone diverse aventi in comune un viaggio ed un treno e chimiche che nascano sponTaneamente dalla condivisione di uno stesso tempo spazio temporale.

Un tema difficile da trattare è il sesso nell’era del web, un erotismo locale e internazionale al tempo stesso.

Chiudendo come ho iniziato, tornando al “mio porno”, non farei un porno, ma rimarrei sul film erotico con forte componente psicologica, per esempio un film su come cambia l’occhio del marito dopo il matrimonio, su come una coppia decide di aprirsi allo scambismo, su come un datore di lavoro si inventi errori e bisogni solo per chiamare o vedere la propria assistente. Sarebbe un film sugli alibi per il sesso “proibito” e un film su come cambia lo stimolo sessuale, a parità di corpi al cambiare del contesto sociale in cui si muove la coppia.

Una dinamica sui percorsi del testosterone e del progesterone.

Ho infatti scritto un libro “Away to wellness” sui percorsi per raggiungere il benessere. Per ora ho fatto questo. Spero di fare presto la versione inglese, visto che quella italiana ha incontrato molti problemi di pubblicazione.

Continuerò a scrivere di benessere e di cucina. Continuerò la mia ricerca sportiva e svilupperò il mio “EnhacendYoga“. Continuerò quelle cose che posso continuare da sola senza dover pagare pedaggi non dovuti e senza dover chiedere il permesso. Continuerò a fare quello che qualcuno ha deciso che posso fare, fra le cose che farei io e non fra quelle che mi avrebbero forse voluto far fare. Nella vita qualcuno che decide per noi c’è sempre. Siamo protagonisti e responsabili delle nostre azioni, dentro però le scatole dei contesti sociali in cui ci muoviamo. Per cambiare controllore, bisogna cambiare scatola.

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