Il corpo burattino

Quando si lavora sulla mobilità del corpo come faccio io da mesi, facendo attività specifica per lo sblocco dei punti bloccati e l’allungamento dei tendini, si fa molta fatica e ci si stanca molto, di una stanchezza molto diversa da quella di chi lavora sul potenziamento muscolare. Prima di provare Power Yoga e praticarlo nella mia versione Enhanced non avevo provato questo tipo di stanchezza pur essendo una sportiva.

Quello che succede al corpo è che si carica di una pesantezza, quella del corpo rigido, che scarica attraverso le articolazioni nel sonno sprofondando sulla superficie. In pratica ci si sente come se si avesse il corpo “inchiodato” in alcuni punti al pavimento, tappetino o materasso. Aumentano le ore di sonno necessarie, cambiano le posizioni di riposo e il corpo scarica la rigidità per esempio attraverso la zona lombare e le spalle oltre che la cervicale. Si passa attraverso situazioni quasi di formicolío. Quando si muovono le braccia le si sente come quelle di un burattino, slegate, cadere come quelle di un corpo morto.

La situazione di immobilità è simile a quella che si prova quando si ha la muscolatura piena di acido lattico, solo che, non essendo la muscolatura piena, ma le articolazioni affaticate, si resta a lungo “inchiodati” al suolo.

Solitamente avviene questo quando la muscolatura è sgonfia, ovvero non in fase di crescita, scarica di eventuali energie da potenziamento e costruzione di fibra.

Come quando si lascia riposare un pavimento dopo che gli operai lo hanno posato. La parte elastica del nostro corpo ha bisogno di un recupero specifico che trova Nell’immobilità. Prima di provarlo non lo potevo capire.

Ogni sessione impegnativa di yoga termina infatti nella posizione shavasana (sdraiati per terra come corpo morto) in cui ci si può anche addormentare.

È comprensibile. I tessuti elastici non sono come quelli fibrosi. Se pensiamo ad un taglio chirurgico ricucito, la cicatrice ha bisogno di immobilità per chiudersi. I tessuti in fase di allungamento subiscono piccole lacerazioni da riempire di nuova fibra ricostruita. Non concedere quel tempo, sottoponendo a continui sforzi, è come mantenere una ferita aperta ed impedire la rimarginazione.

Per questo bisogna fare un allenamento alternato.

Gli orientali mangiano prevalentemente vegetariano, alimentazione ad hoc per il lavoro di snellimento e allungamento. Io ho notato che, nei momenti di massima stanchezza, il mio corpo ha bisogno anche di glutine, collagene, sali minerali, proteine da uova intere, vitamina K, cioccolato, frutta secca. Ovvero grande quantità di tutti quei componenti che messi insieme costruiscono elasticizzando. Oltre che frutta e spezie idratanti ed antinfiammatorie. È ormai da mesi che ho smesso di mangiare seguendo la via del gusto, ma cercando di capire cosa chiede il mio corpo, dandoglielo con gusto.

Perché faccio tutto questo? Perché da quando sento il mio corpo più sciolto sto meglio. Perché quando riesco ad attorcigliare le gambe e le braccia sento un benessere percorrermi il corpo, perché sentire la potenza del muscolo che affronta lo sforzo è fondamentale, ma non è abbastanza. Sentirmi snodata, torcermi, mi fa sentire in grado di affrontare molte situazioni anche psicologicamente. Nulla di più limitante che provare a fare qualcosa e trovare un limite naturale proprio nel nostro corpo.

L’elasticità è una forma di forza e va allenata. In pochi mesi io ho raggiunto ottimi risultati ed ancora devo lavorare molto. Riesco già a sollevarmi nelle posizioni statiche. Ho rafforzato polsi e palmi. Ho ancora rigidità nella zona lombare e dorsale. Come donna, un allenamento posturale come questo favorisce una camminata elegante e, più in generale, un portamento disinvolto. Quando il corpo è sciolto come quello di un burattino diventa più facile concederlo con dolcezza. Quando le tensioni hanno abbandonato muscoli e fibre, cambia il modo di abbracciare e provare piacere, cambiano le posizioni che danno emozioni.

In questo modo si spiega la differenza fra diversi meccanismi seduttivi, diversi modelli di femminilità e virilità. La mente costruisce immagini da dare al corpo per sublimare le proprie esigenze erotiche.

Ci sono fisici femminili che sono sciolti fin dalla nascita e con poca fibra muscolare. Quel genere di femminilità non è solitamente quella che troviamo nell’immaginario dannunziano occidentale fatto di pulsioni represse e passivo-aggressive che invece necessitano di donne forti e Mistress.

Nel mio caso, essere arrendevole è una scelta. Mi sono emancipata moltissimo tempo fa. Molte donne si dovrebbero emancipare. Per farlo occorre gestire la propria sessualità. Conoscerla.

A me piace scegliere ed il mio corpo deve supportare le mie scelte. Se decido di concedermi in modo morbido e di sciogliermi sotto o sopra il corpo maschile, il mio corpo lo deve poter fare e non essere vincolato alle rigidità delle tensioni muscolari.

Se decido di non concedermi, devo avere la forza per respingere un corpo.

Io lo faccio per questo, per stare bene tutti i giorni, e per scegliere come concedermi e come vivere la mia sessualità.

Sono molto esigente. Scegliere è delle persone esigenti e comporta lavoro e fatica. Il corpo è un dono della natura, su cui l’uomo deve lavorare in prima persona, non potendo delegare a nessuno.

Se volete rivolgermi domande sulla sessualità, comprate il mio libro e fatemi domande dopo averlo letto. Vi posso aiutare, ma la prima parte del lavoro dovete farla voi. Iniziate leggendo.

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