FRA POLVERE DI PROTEINE E DI RISO

ECONOMIA CASALINGA

Quanto costa fare la spesa? Quanto costa il nostro benessere in termini di tempo e spazio?

Da libera professionista, io passo molto tempo a casa, avendo il mio ufficio qui.

Questo comporta che quasi sempre io viva la casa non come tale, quindi sia in ritardo sulle pulizie e la tenga disordinata come in tanti tengono le scrivanie. Nonostante io abbia la dispensa sempre a disposizione, spesso mangio in modo molto veloce per evitare di preparare e lavare. Benevuti i quotidiani milkshake proteici, gustosi e ottimi per l’allenamento (pure whey, isolated, integrated, casein, vegan), benvenute frutta, frutta secca per spezzare la fame in modo nutriente (quasi nutraceutico) e piatti veloci, nella cui preparazione sono ormai diventata una esperta. Faccio miracoli con una piastra.

Oggi, dopo una videocall di lavoro, mi sono presa una pausa e mi sono dedicata alla cucina. Attività rilassante che ripristina il contatto col mondo. Annusare i prodotti, tagliare, impastare, cuocere. Azioni reali. Impastare è come avere in mano un anti stress.  Mentre mescoli e premi le tensioni si scaricano e la mente vaga, nemmeno medita, vagabonda proprio. Un tipo di movimento che non ha nulla di atletico e sportivo, nulla di scientificamente pensato, ma efficace.

Ho preparato della pasta con la farina di riso. Affrontiamo l’argomento in modo numerico: con 250 gr di farina di riso da 0.99 euro x 1/2 kg ho preparato tagliatelle e gnocchetti per due persone di buon appetito, oppure tre persone che mangiano assaggiando. Colgo l’occasione per sfatare la regola dei 70 gr di pasta. Bisogna fare alcune considerazioni: 1) che tipo di carboidrati mangiate (pasta,gnocchetti  di patate, zucca, riso, pasta di grano saraceno, …); 2) quante portate mangiate (monopiatto o primo, secondo, contorno, …)?, 3) come siete fatti, quanto sport fate, in che stagione vivete, …? 4) come li condite quei grammi di pasta?. I numeri vanno contestualizzati.

In termini quindi di economia domestica, per esempio, tornare alle farine, alle verdure e ad alcune preparazioni base come in gnocchetti permette di cucinare piatti di qualità per tante persone ad un costo sostenibile. Con un sapiente uso delle spezie, dei liquori, della frutta secca, dei semi, si arricchiscono i piatti di sapori e sfumature come ci cambiano trucco o abito in base al mood del momento. Tornando alla farina di riso, il gnocchetto si prepara circa in un’ora ed è buono fresco. Se avete un’ora di tempo può valere la pena spenderla. In caso di ospiti, non si può non fare bella figura proponendo qualcosa di fatto in modo genuino.

Per fare un esempio concreto, l’erbazzone reggiano è un tortino di spinaci/biete e parmigiano Emiliano molto saporito e tipico della cucina tradizionale, che negli anni è arrivato sulle tavole degli aperitivi da matrimonio. Ingredienti preziosi, ben combinati. Io sono stata molto fortunata, perché sono cresciuta in un ambiente molto ricco di cultura del gusto, della storia, della filosofia e dell’estetica. Ho visto le nonne impastare, cucire, gestire tutta la casa ed ho avuto genitori professionisti appassionati del proprio lavoro. Ho quindi sempre avuto un punto di vista naturalmente stimolato a vedere la realtà da molti punti di vista. Ho quindi la tendenza a vedere sia gli aspetti primitivi che sofisticati della realtà, apprezzando maggiormente questi ultimi quando risultano da una genuinità di base.

Attenzione! La farina del riso, senza glutine, lega poco, serve dunque aggiungere albume. Quanto? Io con le quantità vado un po’  ad  intuizione verificando la consistenza, però ragionaevolmente potrei dirvi di aggiungere il corrispettivo di due uova. Una volta, sbagliando, ho messo poco albume ed il risultato non è stato adeguato nè alla tiratura nè alla cottura. Per la tiratura si è sfaldata la lasagna di riso (si chiama così la striscia di pasta) ed in cottura tutto si è un po’ compattato.

Ogni farina ha le sue caratteristiche. Il risultato è comunque buono e salutare, perché poi li ho conditi con una crema di cavolfiore, patata viola, pepe nero e grattugiata di bergamotto con scaglie di parmigiano a parte. Un goccio di latte per amalgamare tutto.

Il bergamotto è un agrume che adoro. Meno acido del limone e meno pungente del lime, ha un profumo molto intenso e profondo. Proprietà antisettiche e di controllo della glicemia e del colesterolo, sta benissimo col parmigiano, dona una sfumatura esotica ad un sapore tradizionale come quello delle verdure verdi e dei sapori rustici. Originario della Calabria, è studiato da pochi anni. Col pepe nero si accende di un pizzicore profondo legnoso ed è ottimo anche per profumare l’ambiente.

La patata viola, tubero raro ordinario dell’America meridionale, si contraddistingue per il colore, che ravviva il piatto, e la consistenza farinosa che si presta a creare una morbida purea. Sono anche poco caloriche, ricche di potassio e di antiossidanti specifici della frutta viola, le antocianine, che pare siano presenti in quantità superiore ai mirtilli, noti quali uno dei più potenti antiossidanti in natura.

Ridotte in purea col cavolfiore stanno molto bene.

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