“Less is more”

QUEI PARTICOLARI CHE FANNO LA DIFFERENZA

La percezione umana è soggettiva e lo dimostrano come sempre i numeri e le sfumature.

Prendendo come test me stessa prima di rimettermi in forma (non sono mai stata esageratamente fuori forma) e confrontandomi con l’oggi, è evidente che la persona è la stessa, ma i particolari fanno la differenza.

Qualche centimetro, un capello, un portamento, un sorriso, un muscolo, uno sguardo cambiano tutto. Il valore di un centimetro di coscia fa la differenza fra una gamba eccitante ed una gamba grossa. Una guancia paffuta fa la differenza fra un’immagine da “buona”’ed una “intrigante”. Una spalla ed un ventre morbido non sono come una spalla ed un ventre tonici e definiti.

Definire un muscolo comporta impegno, ore di lavoro, alimentazione controllata, determinazione, fatica o rinunce anche nella vita sociale. Comporta dare spiegazioni non dovute, comporta dire “no, grazie” e scontentare molti.

Cambiare un portamento comporta cambiare tutto un approccio al mondo ed alle relazioni personali.

Benessere è di più che salute. Molto di più. Non sono le analisi del sangue che ci donano il benessere. Valori sani sono la base di una normale vita quotidiana.

Sono quindi proprio quei pochi centimetri oggettivo di differenza, quelle sfumature che definiscono la differenza fra stare bene e stare molto meglio, fra essere in gamba e raggiungere obiettivi ancora più alti.

Il coach è quella persona che ti aiuta a spingere per arrivare più in alto, per affinarti, per migliorare le tue prestazioni, passando anche da una necessaria revisione del rapporto con te stesso, le tue abitudini, i tuoi schemi, le tue sicurezze. Spesso sono proprio le sicurezze il nostro ostacolo all’evoluzione.

Per fare di più e per dare di più bisogna rivedere con chirurgica lucidità come siamo al tempo zero del punto di partenza e cosa serve davvero fare, proprio perché vogliamo “lavorare di fino”.

Alzandosi il livello delle aspettative su noi stessi, proporzionalmente si affina e restringe il lavoro che dobbiamo fare.

Come i “concentrati”, gli “elisir”, le “cuciture ad hoc”, come tutti i prodotti di alta qualità serve una ricerca dentro e fuori di noi, una lavorazione noi stessi ad alto livello.

È lo sforzo dei campioni, di chi taglia il traguardo per qualche centesimo di secondo prima di un altro.

Siamo noi che dobbiamo tagliare il traguardo prima di noi stessi.

È col sorriso che pubblico le foto di come ero e come sono. Foto amatoriali e casalinghe, senza ritocco.

Devo ancora migliorare. Oggi la sfida è ancora più impegnativa. Prima ho sistemato il fisico ed il guardaroba, ora devo scegliere il punto di vista migliore per fotografarlo, le parole giuste per descrivere i miei servizi. A parità di forma fisica, il mio cliente sarà maggiormente stimolato da una posa piuttosto che da un’altra.

Adesso inizia il marketing, il mondo in cui per guadagnare devi saper proporre tutti i contenuti con una immagine o una parola, il mondo in cui “less is more”.

Quel “meno” che è un “più”, un “quid pluris”. Sfida impegnativa.

Possiamo anche cambiare totalmente. Cambiare stato, nome, cambiare colore di capelli e stravolgere lo stile precedente, ma il vero cambiamento è quello del corpo, degli sguardi, dei sorrisi, del portamento. Da quando il mio corpo è più flessibile il mio comportamento è cambiato. Corpo e mente sono collegati e per la legge di Pareto del 20% o per la legge dell’1% del residuo alcolico, per tante leggi matematiche l’essenza più raffinata, il piacere più intenso, dopo essere passato dai numero “grandi”, si sprigiona poi nei numeri piccoli.

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