Lo specchio: corpo o anima?

Sono felice di ospitare un intervento di una istruttrice di Burlesque a proposito del potere dello specchio nella definizione della personalità e della sessualità di ognuno di noi.

Lo specchio come strumento di riflesso della nostra immagine, non solo di quella esterna, ma di quella interna, lo specchio come proiezione di chi sentiamo di essere o vogliamo diventare.

Lo specchio come arbitro imparziale fra il corpo e la mente, che permette ad entrambi di esprimersi e dialogare su un terreno di gioco paritario, lasciando che “vinca il migliore, il più forte”, insomma, lasciando che vinca chi deve vincere.

Io non riesco proprio a farne a meno: quando faccio fitness o yoga ne ho uno davanti ed uno dietro, quando mi vesto per un appuntamento mi controllo, quando ho un capo nuovo lo indosso subito e mi faccio una foto, quando mi trovo da sola inizio a ballare come una cubista da nightclub e mi piaccio.

Grazie Titì per il prezioso intervento.

Consiglio a chiunque di cercarla per un corso di femminilità ed espressività.

“IL POTERE MAGICO DELLO SPECCHIO

Oggi oggetto di uso comune, un tempo lo specchio era considerato prezioso quanto un amuleto. Già in antichità, Egizi, Greci, Etruschi e Romani facevano uso di specchi, lastre bronzee (ma anche in rame o argento) capaci di riflettere, come per magia, l’immagine di qualunque cosa vi si ponesse davanti. Dotato di questo potere, lo specchio era utilizzato anche come oggetto di culto in alcune funzioni religiose e funerarie, e per la sua lucentezza considerato oggetto sacro in rapporto con il dio del Sole.

In area veneziana fiorì più tardi un vero e proprio artigianato specchiero di altissima qualità: i maestri vetrai della laguna si riunirono in corporazioni, affinarono sempre di più le proprie tecniche e divennero profondi conoscitori dell’arte della costruzione e decorazione dello specchio.

Al fine di preservare i segreti di quest’arte, le autorità della Serenissima imposero anche diversi divieti per impedire la migrazione degli artigiani in Europa, e raccolsero nel cosiddetto “Libro d’Oro” tutti i nomi dei maestri appartenenti alla nobiltà vetraria dell’isola di Murano. Qui si producevano raffinatissimi specchi in cristallo, attraverso una lunga ed elaborata lavorazione, fatta di trucchi e segreti del mestiere, formule magiche preziose dal risultato sorprendente.

Sin dall’antichità considerato oggetto magico e di lusso, qual è il Potere dello Specchio? E come può oggi essersi trasformato, per molti, nel peggior nemico?

Lo specchio riflette la nostra immagine, esattamente per come è, riproduce fedelmente ogni nostro movimento, il nostro corpo e tutto quello che vi è intorno, esattamente nel momento in cui ci poniamo e agiamo davanti a esso. Riproduce la realtà, contemporaneamente alla realtà stessa…per questo confonde. Ci osserviamo nello specchio, e finiamo per credere che la realtà sia proprio quella che vediamo in quel momento riflessa. Mentre quanto vediamo non è altro che questo: un puro e semplice riflesso di ciò che siamo e facciamo realmente.

Lo specchio è la più sottile copia della realtà creata dall’uomo, in grado di restituire come per magia quanto di più personale abbiamo: noi stessi. L’identità corporea che si specchia si pone davanti alla copia di se stessa, si riconosce, e finisce per credere di essere ciò che vede e soltanto ciò che vede…perdendosi nella sua stessa immagine riflessa.

Ma l’inganno dello specchio cade quando ricordiamo di essere ben altro che quella nostra immagine riflessa. Materia e spirito, corpo e mente, energia, siamo ben altro che quella pura e semplice figura che ci viene restituita dalla lastra riflettente. Lo specchio soddisfa il puro senso della vista, ma non può restituirci l’infinità di sfumature, dettagli, esperienze sensoriali che coinvolgono il nostro corpo. Le dimensioni dello spazio e del tempo, la memoria, che portiamo scritti dentro di noi, non sono restituibili dallo specchio, se non nel breve accenno di una ruga riflessa, a ricordarci il tempo che passa, o nell’immediatezza del gesto riflesso che segue istantaneamente il movimento che compiamo in realtà.

Data la dote insita nello specchio di riprodurre la realtà così bene da indurci a scambiarla per la realtà stessa, è facile finire per credere più a quella realtà riflessa che alla meravigliosa miscela di percezioni che realmente viviamo ma che lo specchio non può restituirci. Il rischio è quello di finire per credere più a quel riflesso che all’infinita gamma di sfumature che la realtà ci propone. Così facendo, dimentichiamo il potere di tutte quelle sfumature non visibili ma altrettanto “vive” come quell’immagine.

Se inoltre cediamo al confronto proposto da modelli mediatici che ci sottopongono continuamente un certo tipo di immagine, vendendolo come socialmente “vincente”, finiamo per praticare, anche inconsciamente, ogni volta che ci mettiamo davanti allo specchio, un sadico gioco: quello dell’accostare la nostra immagine riflessa all’immagine proposta dai media. Nello scarto tra le due immagini, può nascere l’insoddisfazione, quanto più lo scarto è evidente e ci discostiamo dal modello proposto dai media come “vincente”, tanto più finiamo per sentirci lontani da quel modello…e data la forza con cui veniamo bombardati dai modelli mediatici “vincenti” e l’inganno dello specchio che ci porta a credere che sia quella semplice immagine riflessa la nostra realtà, è molto difficile a volte riconoscere la bellezza della propria unicità, sia di quella riflessa che di quella che lo specchio non può riprodurre perchè non visibile.

Esiste un modo molto semplice e subito applicabile per trasformare il Potere dello Specchio in strumento utilizzabile a nostro favore, e non giudice estraneo pronto a farci sentire inadeguati.

Ogni volta che ci mettiamo davanti allo specchio, ricordiamoci del suo meraviglioso potere di restituirci il riflesso, una copia visiva, di quel preciso momento e frammento di realtà; e iniziamo quindi ad agire e a pensare esattamente nel modo in cui vogliamo apparire a noi stessi e sentirci in quel momento. Specchiarsi con consapevolezza di chi siamo, dentro e fuori, ci rende non più schiavi della nostra stessa immagine riflessa (e di confronti con altri modelli), ma ci rende anzi protagonisti del momento stesso in cui ci si specchia, riappropriandoci delle sensazioni che proviamo nel vedere la nostra identità corporea riflessa.

Abbiamo inoltre infinite possibilità nel creare la realtà che decidiamo di riflettere: possiamo essere mille persone diverse a seconda delle pose, delle espressioni, dei movimenti, degli atteggiamenti che decidiamo di assumere davanti alla nostra immagine riflessa.

Tutte quelle persone diverse che allo Specchio possiamo diventare, sono già dentro di noi.

Se allo Specchio possiamo “sembrare”, diventare, chi vogliamo, significa che lo siamo già.

Un po’ come l’attore che recita una parte, mettendo se stesso in quella parte; può interpretare nel cinema o a teatro anche personaggi molto diversi tra loro, ma lo farà sempre nel suo personalissimo modo, diverso da quello di qualsiasi altro attore. Ci sarà un po’ della sua personalità in ciascuno dei personaggi che andrà ad interpretare, perchè avrà cercato il modo di somigliare a quei personaggi in se stesso.

Il Potere di essere chi vogliamo e di esprimere ciò che vogliamo è già dentro di noi, e il Potere dello Specchio può finire, se lo desideriamo, per essere semplicemente uno dei mezzi più immediati per metterci davanti al nostro stesso Potere, che è in fondo il Potere della nostra mente di interpretare e creare la nostra realtà.

La prossima volta che avanzeremo davanti allo Specchio, magari adottando lo sguardo alto e fiero, la camminata felina, ricordiamoci che quella Pantera siamo già noi.

Non sarà semplicemente imitare le movenze del personaggio che vorremmo essere: nell’imitare un personaggio, stiamo trovando in noi il personaggio stesso. Quindi, siamo già noi. Il Potere magico dello Specchio non farà altro che ricordarcelo, illudendoci per un istante di essere davvero soltanto quello.

Titì La Noire”

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Un pensiero su “Lo specchio: corpo o anima?

  1. Anna Bernasconi Art ha detto:

    Giocare con lo specchio è bellissimo. Io non sono particolarmente bella e in certi momenti particolarmente storti se mi guardo allo specchio vedo uno straccetto da buttare. Poi però mi soffermo, perchè… perchè no, io non voglio essere uno straccetto! Allora guardo meglio e cerco quel che ho di bello e mi guardo negli occhi pensando a quel dettaglio e osservo i miei occhi iniziare a sorridere e il gioco è fatto, lo straccetto è diventato un luccichio! Lo specchio non è vivo ma tramite la nostra vitalità prende vita. Insomma, la magia la facciamo noi! 😉
    Ciao Titì!

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