Amore, sesso e soldi il triangolo imperfetto

Per parlare di sesso e soldi risulta utile partire da provocazioni, aneddoti o barzellette.

Oggi me la sono "presa" perché dopo aver pubblicato una foto del corpo, tanto apprezzato, per il quale lavoro tutti i giorni, è uscito un post di un conoscente con una di quelle solite frasi "sagge e piene di sentimento" che recita "cerca qualcuno a cui piacciano le cose brutte di te, perche quelle belle piacciono a tutti". Grazie. Il solito moralista guastafeste.

Da qui è partita una discussione con alcuni amici. Gli argomenti sono più o meno sempre gli stessi. Corpo oggetto. Pago o non pago per il sesso. Tutto ha un prezzo. Ci sono cose che non hanno prezzo. Se pago quanto pago.

Per non dilungarmi troppo: 1) io auguro a quel conoscente innanzitutto di avere qualche cosa che piace a tutti (meno male che esistono cose belle che piacciono a tutti e che sono fonte di ispirazione), 2) se l'amore consiste nel farsi piacere gli aspetti brutti, non capisco perché le coppie si separino quando arriva la cattiva sorte.
Io credo che nessuno trovi nessuno a cui piacciano gli aspetti brutti, semmai quelli "brutti" sono tollerati o piacciono nel contesto di quelli belli e nel passare de tempo. In entrambi i casi, mi auguro che le persone che pubblicano queste frasi moralistiche siano tutte felicemente sposate e dimostrino fino alla fine dei propri giorni la sostenibilità dei loro consigli che dispensano gratuitamente come se stessero in realtà parlando a se stessi invece che con gli altri (noto comportamento psicologico della proiezione).

Aggiungo, commentando uno dei tanti amici che non pagherebbe per il sesso per i soliti discorsi di "corpo oggetto", che tutto ha un prezzo. Anche una passione (non un oggetto) come correre (il mio amico è un runner) assume un valore economico nella misura in cui degli sponsor decidono di pagare per quelle gambe che corrono.

Il concetto di "oggetto" è "vecchio" ai limiti del medievale, cioè di quando la cultura era bidimensionale verticale con divisione fra mestieri manuali e intellettuali, ai tempi, per intenderci dell' "ora et labora".
Oggi, piuttosto che di oggetto, si parla di bene o servizio con un valore economico di scambio. È dal 1882 che sono stati riconosciuti i diritti di proprietà intellettuale. A prescindere da questi discorsi, esiste il concetto di "anello di fidanzamento": un oggetto di lusso con un valore economico, sentimentale e sociale. Come la mettiamo?
Esiste la "promessa di matrimonio" una parola con valore legale ed economico.
Esistono i "regali di compleanno": oggetti comprati ed usati per dimostrare quanto bene vogliamo ad una persona e per celebrare una ricorrenza a lei cara.
Esistono i "regali per farsi perdonare": spesso usati da genitori per farsi perdonare dai figli.
Come la mettiamo? Quale il rapporto tra sentimento e soldi? Fra oggetti e sentimenti?

In tutto questo, perché non dovrebbe avere valore economico la bellezza o la prestazione sessuale, evitando rituali seduttivi (cene, regali) anacronistici e poco efficaci quando il fine è l'incontro occasionale ed il piacere del momento? Stante la diversità fisica, economica ed emotiva fra i sessi, quando un uomo mi dice: "io non ho mai pagato per il sesso" ormai mi viene da sorridere e mi chiedo "se ci è o ci fa".

Per stemperare la pesantezza del mio articolo, riporto una barzelletta trovata sul web:

La figlia di un milionario va da papà e gli chiede: "Cosa è l’amore?"
"L’amore è quando un uomo affitta un aereo privato e ti porta alle Maldive, poi ti offre ostriche e champagne, quindi con un elicottero privato andate a Parigi. Scendete al Ritz e nella gioielleria lì sotto ti compra un anello con diamanti."
"Ma papà", protesta la figlia, "e la luna!"
"Le stelle!"
I tramonti!".
E il padre: "Sono tutte cazzate che hanno inventato gli uomini tirchi per scopare gratis!"

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