Come ho convinto a bere due litri d’acqua

Io non sono una modella professionista (magari lo diventerò?), nel senso che nessuno mi paga per sponsorizzare un prodotto o un altro, sono invece una opinion model, ovvero, io esprimo la mia opinione sui prodotti che provo e le esperienze che vivo, in totale discrezione sul mio blog privato, accessibile al pubblico. Chi vuole, legge e, se vuole contribuire, commenta. 

Per scelta non parlo quasi mai di marchi e prodotti, tendo sempre ad avere un approccio accademico ed a parlare delle qualità delle esperienze. Questa volta faccio una eccezione, una doverosa eccezione.

L’ultima volta che sono andata al mio negozio di integratori sportivi, ho avuto una chiacchierata con una ragazza che mi riesce a bere acqua “perché non le piace”. Nessuna acqua le piace. Mangia anche poca frutta e verdura. Poche minestre, insomma, fatica ad assumere liquidi dagli alimenti, infatti, pur essendo giovane e molto bella (aveva capelli e lineamenti mediterranei stupendi da bambola) era gonfia.

Ho provato a consigliarle una dieta depurativa per ripristinare il senso del gusto, per pulire le papille gustative e rieducarla ai sapori, in primis quello dell’acqua. Invano. La ragazza ha mostrato disinteresse. Apatica. Indifferente. Senza energia proprio come il gonfiore del suo corpo. 

Allora ho lavorato di psicologia spicciola e astuzia. Con lei c’era il suo fidanzato, che stava comprando dei prodotti per mettersi a dieta (lui, invece che lei). Lui era interessato a quello che dicevo. Con la coda dell’occhio guardava il mio fisico asciutto e ascoltava in modo molto educato.

A un certo punto sono andata a prendere dei prodotti per me stessa, che ho conosciuto grazie alla mia indomita e a volte scomoda curiosità. Sono andata a prendere delle bustine di additivi per l’acqua con proprietà purificanti e idratanti senza essere specifici integratori. Si chiamano “flavored drink”. In pratica sono delle polveri idrosolubili di tutti i gusti che creano bevande istantanee. Fra gli ingredienti hanno anche la gomma arabica, nota per pulire L’intestino. 

Li ho proposti alla ragazza e le ho detto: “nella tua situazione, al momento, inutile dierti di prendere le etichette delle acque, metterle a confronto e assaggiarle, inutile suggerirti di farti tisane e tè, … qualunque acqua tu beva, prova a farti un drink del sapore che più ti piace con questo. Fatti la tua bevanda. Cocco, zenzero, mela, pera, mango, melagrana, ibisco e…pure rosa!!”. Fatti i tuoi due litri di drink e bevi. Vedrai che con questa l’acqua scende che è una meraviglia.”

L’ho convinta. O meglio, ho convinto il fidanzato che ha comprato le bustine in grande quantità per lei. Per lei che continuava a guardarmi dallo sgabello senza muoversi, con sguardo sempre un po’ apatico. Ho convinto lui.

Ora, io uso queste miscele come base, continuando ad aromatizzare aggiungendo foglie di menta o succo di lime o limone, ma sono davvero fantastiche. Oggi mi bevo quella alla rosa e me la godo. Io che amo La Rosa anche nella cosmesi e nei giardini oltre che nell’abbigliamento, oggi mi godo questa fantastica bevanda alla rosa e bevo due litri d’acqua senza accorgermene.

Quella al cocco era fantastica e mi ci sono fatta una Pina colada virgin, cioè un drink senza alcol che assomiglia alla Pina colada nel gusto. Quella alla melagrana è per me storica. Io amo le melagrana tutto l’anno. Frutto antiossidanti e afrodisiaco che mi mette di buonumore sempre.

Proverò presto gli altri gusti. Sono contenta di avere convinto il fidanzato della ragazza, per questo dedico una foto ed un post a questo prodotto. Essere coach è impegnativo. Un conto è pubblicare dei piani di wellness e delle sequenze di esercizi che vanno bene un po’ per tutti (salvo essere personalizzati a richiesta), un altro è motivare le persone, farlo in pochi minuti, capire come arrivare alla loro mente, ma soprattutto al loro centro decisionale. Capire come farlo, quale argomento o strumento usare. Questa è la sfida del coch, dell’allenatore mentale. Un po’ psicologo (quanto basta), un po’ scienziato (quanto basta), un po’ amico (quanto basta), …tanti ruoli tutti “quanto basta” per entrare fino al punto giusto nell’intimita altrui e motivarlo ad un piano di allenamento e miglioaramento, senza sconfinare in nessun ambito potenzialmente patologico che richiederebbe l’intervento di uno specialista concentrato solo su quel l’aspetto.

L’approccio olistico e l’esperienza fanno la differenza. Ci sono cose che non si studiano, si imparano vivendole.

Io sono contenta di avere trovato il modo di fare bere due litri d’acqua ad  una persona sconosciuta. Ho trovato lo strumento giusto e lo ringrazio con questo post. D’altro canto ricordo sempre le parole di una mia cara zia: “il benessere è contagioso, se tu stai bene, tutti vogliono stare bene come te”. Aveva ragione.

Sono contenta della piccola sfida che ho vinto e festeggio godendomi la mia bevanda idratante alla rosa…con cui peraltro, sulle spiagge, si potrebbero fare ottimi drink idratanti analcolici.

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