Elogio dell’inutile


“L’utile ti mangia la vita”, “L’inutile rappresenta la soglia fra l’arte e il design” sostengono Monica e Filomena su AD.
Mi trovo d’accordo. Tutto ciò che è utile è fondamentale per tutti, ma serve qualche esperienza, oggetto, sapore, odore, emozione “non utile” per dare aria allo spirito, per ossigenare una mente altrimenti concentrata quasi esclusivamente sul tornaconto. Per avere qualcosa di utile bisogna infatti scambiare sul tavolo delle scelte quel quid di capriccio, sfizio, curiosità, vizio, fantasia di cui ogni tanto abbiamo bisogno e che ci riempie, quando lo soddisfiamo, immediatamente di piacere. Un piacere libero, intimo, tutto nostro che nessuno ci può togliere e che ci dona le ali della libertà.
In qualunque momento della nostra vita, anche nel peggiore, la nostra mente potrà abbeverarsi alla sorgente del ricordo, rinfrescandosi con qualche sorso delle esperienze di inutilità che abbiamo vissuto.
A noi scegliere con quale rapporto di utile e inutile vivere la nostra vita. A noi scegliere a quali emozioni attaccarci per dare colore, odore, sapore ai momenti spenti. Gli antichi egiziani, dopo la morte, facevano accompagnare il proprio spirito nell’aldila da rituali di profumazione e imbalsamazione. Io sono già felice nell’aldiqua quando sento un buon profumo, un bel suono, un buon sapore,
vedo un bel paesaggio o tocco una piacevole superficie.
Amo le SPA, le spa di lusso, perché permettono di stimolare tutti i sensi quasi contemporaneamente e mi regalano qualche istante di abbandono, lasciandomi percepire quella dimensione di passaggio fra questa e quella vita, quella dimensione che raggiungi quando ti avvicini a tutte le soglie della percezione, quella dimensione che ti svuota da ogni tensione e ti riempie di ispirazione.

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