Solito dilemma: figlio o fidanzato? Padre o partner? Sugarbabies and sugar daddies or sugar mummies?


Ci risiamo: il tema dell’età nel sesso e nelle relazioni sentimentali. Ogni tanto si sente di rapporti di coppia con più di 10 di differenza fra i partner. Se ne parla sempre tanto ed il tema si ripete, perciò mi limito a dire come mi sento io.

In famiglia ho esempi di tutti i tipi, coetanei, più grande lui, più grande lei. Da ventenne sono uscita a cena con uomini che avevano quaranta, anche cinquant’anni. Esperienze belle, che ricordo ancora. Mi hanno insegnato a comportarmi a tavola, ad accompagnarli.

Col passare degli anni ho avuto relazioni lunghe con alcuni coetanei, tutti diversi, ognuno con una caratteristica predominante corrispondente ad una mia fase della vita: quello più sportivo, quello più intellettuale, quello più imprenditore. Ho poi avuto un paio di bevi relazioni con ragazzi molto più giovani di me, una decina di anni in meno. Li ricordo con altrettanto piacere. Intelligentissimi, moderni, rispettosi, ambiziosi, dinamici, freschi, piacevolissimi.
Oggi che ho quasi quarant’anni e sono più single che mai, mi si presentano spesso uomini estremi: fra i 60 ed i 20 anni. Ci sta: circa vent’anni in più e circa vent’anni in meno. Sono proprio al centro.
Ogni volta che incrocio lo sguardo di qualcuno che è attratto da me, con queste differenze, le emozioni sono forti ed a volte paralizzanti. Quando sono molto più grandi, irresistibile il fascino di un uomo vissuto, con tanta vita da raccontare e che magari ha bisogno di intimità per riuscire a ricordare qualcosa. Bello vedere quale filo collega le immagini della loro mente uscendo con te, capire cosa susciti in un uomo con tanto passato ed ancora voglia di futuro.
Quando invece incontro sguardi di giovani, stupendi, bellissimi nella loro spavalda energia alla conquista del mondo, simpaticissimi, con quei sorrisi tirabaci che te li farebbero accarezzare per ore, quando senti che cercano una donna più grande, da un lato mi sento investita di un ruolo molto importante, dall’altro mi chiedo sempre come gestire la situazione. Comunque vada, loro ricorderanno il tempo con te. Sei la donna grande, dato di fatto. Passerai alla storia, quella dei loro ricordi. Sono stupendi e tutte le volte, mi fanno sentire un po’ mamma o zia. Spesso ho glissato.

Quando leggo articoli come questo è penso a tutti quei giovani che hanno fatto fortuna negli affari e sono di fatto dei manager, mi rendo conto che, a prescindere dalla giovane età, sono dei manager. Ripenso poi a quando ero all’università io, a quando, fin dal liceo, pretendevo che la mia opinione fosse considerata per la validità dei contenuti in sè, anche se non avvalorata, ancora, dall’esperienza. Non ancora.

Continuo a riflettere sull’argomento. Mi sento al centro.
Credo che l’amore, in sè, sia poco razionale, sia per spiriti coraggiosi, sia per chi ad un certo punto ama e basta, ed abbia voglia di rischiare il proprio asset psicologico ed emozionale. Tutto il resto è affetto, bisogno l’uno dell’altro, condivisione anche razionale, anche ragionata, consapevole voglia di non stare da soli, consapevole esigenza di scambiarsi alla luce di tutta la vita già vissuta, l’amore già donato, le passioni già vissute.
Abbiamo tutti cicatrici, abbiamo un bambino interiore che, quanto più passa il tempo, ha bisogno di continuare a giocare con qualcuno, di sentirsi vivo, di emozionarsi, di sentirsi intimo.
Mi fermo spesso a guardare come giocano i bambini sulla spiaggia o al parco.
Una volta ho chiesto ad un imprenditore: “come di distingue un uomo da un ragazzo?”, mi ha risposto: “si vede nella differenza del costo dei suoi giocattoli”. Ho fatto la stessa domanda ad un giovane sotto i trent’anni e mi ha risposto: “se mantiene le promesse che fa”.

Un uomo affermato ed un giovane promettente mi hanno dato due stupende risposte. Due uomini di valore. La scelta sta a noi. Due uomini di valore. A noi scegliere quale frequentare, se in alternativa, diversamente, perché non frequentare entrambi?

Al centro di questo lasso temporale, credo che la risposta finale sia semplice e che la dia il tempo: quanta prospettiva di vita abbiamo di fronte a noi, considerato che non ci è dato sapere quanto lungo sarà il passaggio su questa terra?

Alla luce di questa prospettiva, ci verrà più naturale instaurare una relazione stabile con quello dei due con cui la nostra quotidianità cambia in modo significativo proiettata nel tempo. Nel ventaglio delle relazioni possibili, da occasionale a matrimonio, vincerà, se di vittoria si può parlare, quello in grado di inserirsi nella nostra quotidianità, cambiandola in meglio, valorizzando la parte migliore di noi o semplicemente quella energia che ci mantiene vitali, aperti, disponibili a condividere. Le emozioni non sono scontate, per la loro fuggevolezza, rinnovarle, si sa, è la grande sfida dei rapporti di coppia. I sentimenti, parimenti, non nascono da un preciso disciplinare di comportamento o da calcoli razionali. In entrambi i casi, al cuore non si comanda: abbiamo tutti imparato a sopravvivere ed a vivere e cerchiamo quelle situazioni, persone, luoghi che ci possano nutrire. I progetti lunghi sono fatti di momenti presenti. Il nostro corpo in prospettiva sarà fatto di come lo nutriamo e lo trattiamo tutti i giorni.

Nutrire per un momento, per un periodo di tempo e per la vita. Nutrire.

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