Test…drive!

Fra le varie cose che sto seguendo in questo periodo, sempre seguendo le mie passsioni ed “aumentando” (enhancing ed empowering sarebbero le espressioni che mi verrebbero sposatene) le mie abilità professionali, sto provando delle auto. Con le nuove normative, inoltre serve un auto tecnologicamente moderna con viva voce, navigatore, Bluetooth di serie, consumi e wi-di interno per gli 

Sportiva a tutto tondo, ho praticato molti sport ed ho confidenza con i motori. Anche motoclismo. Qualche settimana fa ho testato la nuova Classe A della Mercedes, oggi ho testato la nuova Golf 100% elettrica con cambio automatico.

Poche parole per chiunque debba comprare una nuova auto e sia indeciso fra una soluzione ecologica, nuovo o usato. Pro e contro.

Il motore elettrico è silenziosissimo, si ricarica in una notte. Se abbinato al cambio manuale non consente tuttavia una guida veramente sportiva ed è più adatto alle macchine da città, meglio modelli monovolume, comodi da parcheggiare, che non sarebbero comunque opportunità di guida sportiva, messinizzando il risparmio energetico, proprio grazie al cambio automatico.

Per chi invece è un appassionato delle gite fuori porta e ama godersi cavalli, assetto sportivo e curve, continuo a suggerire in benzina col cambio manuale. Da diverse prove effettuate, il cambio automatico “è in ritardo” sulla traiettoria di marcia. In quanto automatico, attende infatti L’input del piede per decidere quando scalare I aumentare, impedendo l’impostazione della curva. La golf elettrica tuttavia è morbidissima, silenziosissima ed ubbidiente.

Ho provato anche la Giulietta, assetto sportivo. Non proprio così morbida. C’è da spingere sui pedali, sul cambio, sul tastino per il finestrino. Meno touch, più massiccia, molto avvolgente, buona visibilità, peso specifico più alto che si fa sentire in curva ed in velocità. Non elettrica, cambio manuale, va bene per chi è abituato prima di tutto a guidare e a condurre, poi a verificare tutti i comfort tecnologici. Il peso diventa leggerezza e stabilità acquistando velocità.

Ho provato anche la BMW serie 1, trazione posteriore. Una bella differenza di guida. Macchina stabile e morbida, posizione comoda, a metà strada fra Mercedes e Alfa Romeo in termini di comodità, la trazione posteriore si fa sentire sui terreni sdrucciolevoli ed in curva. Spinge da dietro ed il muso è pronunciato, quindi davanti tende a “pattinare”. Per curvare bisogna essere sicuri del punto di svolta: si guarda, si punta con lo sguardo come un compasso, poi si volta con decisione. E lei gira. Auto poco femminile in questo senso, per lo meno, auto per donne sportive, che amano sentire la differenza di trazione, che amano concentrarsi sul punto di svolta piuttosto che sull’eventuale discussione col partner affianco. Mi dispiace per il cambio automatico. Decide lui quando cambiare e la cosa mi lascia sempre un po’ sorpresa: io cambierei ad un altro numero di giri. Mi sono divertita anche stavolta.

Farò altri test drive! Guido auto e guido me stessa in questo mondo fatto di sensazioni tutt’altro che non quantificabili, misurabilissime in termini quantitativi e qualitativi! Aggiornerò questo breve articolo. Vorrei ora provare la nuova AudiA1 sporteck superaccessoriata.

Nel frattempo rifletto sui nomi e la loro etimologia o semantica: “Wolkswagen” (auto del popolo), “Alfa Romeo”, “Mercedes”, “Audi” (osare), “Jaguar”, …

Articolo in progress

Test…drive!

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