Nessuno si salva da solo.

Prendo in prestito il titolo della Mazzantini, per abbozzare poche righe di ringraziamento a tutte le persone che mi hanno aiutata con il loro esempio a capire, piano piano, come uscire da un momento di prolungata stanchezza.

Sono d’accordo con tutto il coaching di scuola americana che ti esorta a porti degli obiettivi ed a credere in te stesso, come fautore del tuo destino, grazie alla legge dell’attrazione, in un universo matematico in cui il caso è difficile da definire. Grazie a questa legge, che sostiene che con ogni nostra azione noi provochiamo effetti specifici, ci capitano cose, incontriamo persone da cui trarre gli insegnamenti necessari a percorrere il nostro cammino. Il cammino non è sekplice, i risultati non sono immediati, il cammino è lungo, come nello sport. Il fisico si costrusce piano piano.

Nello specifico, io ho tratto molto giovamento dal mondo dello sport, dal praticarlo ad ascoltarlo.

Il mio prolungato periodo di stress era dovuto all’aver trascurato il mio corpo, i miei interessi, le mie passioni, scigliendo quella unità corpo e mente che è necessaria a mantenere un alto livello di vitalità, dal sistema immunitario, al buonunore, al peso forma ed alla memoria, ai riflessi, ai sentimenti ed alla vita sessuale. I periodi  prolungati di stress cambiano le niostre percezioni, la nostra sensibilità. Si passa da uno stato di iperattivismo, ad uno di ansia, poi atonìa ed apatia, può capitare di sentirsi, come nel mio caso, in uno stato dormiveglia, come nel film “Amnesia”, o poco sotto la superficie del mare, in apnea, come nel film “Il laureato”.

Mi è capitato di aiutare un’amica a riprendersi dallo stato di deprerssione in cui era caduta con un matrimonio infelice.

La sua pelle era spenta, il suo portamento assente e chino, non aveva appetito e non riconosceva la bellezza dei suoni e dei sapori. Abbiamo ricominciato da un piatto di pasta semplice, al pomodoro, per riscoprire i gusti base. Può capitare, come è capitato a me, di perdere smalto e vitalità, di arrivare sempre tardi, di trascinarsi, di non sapere mai dove andare al bivio.

Io sono ripartita dal corpo. Ho iniziato ossigenando le mie cellule: corse, nuoto, biciltetta, fitneess, danza. Ho continuato ascoltando le testimonianze di tante persone, atleti in particolare. Ho iniziato ad ascoltare le tramissioni sportive, rendendomi conto di come il vissuto di un atleta venga ricondotto all’interno del gioco di squadra, di un campionato, dei tifosi, nonchè della propria storia antologica. Strategia, gioco, tecnica, salute, vita. La storia di un tennista piuttosto che di un ciclista, la preparazione necessaria a qualunque sportivo ed al suo team, gli sportivi incidentati. L’uomo e la sua sfida al superamento dei limiti al centro di tutto. Una trasmissione di poltica e di attualità parla di fatti storici, di dati attuali, informa sullo stato delle cose, senza parlare di persone. Lo sport ti costringe a parlare di fatti umani. Ascoltare una trasmissione sportiva è come una seduta da un coach o da uno psicologo: rifletti sul presente di un incontro, una gara, un uomo con la sensibilità di chi sfida l’uomo. La partecipazione degli stessi giornalisti è evidente. Nel raccontare, si immedesimano e comprendono, supportano gli atleti. Lo sport è vita anche in questo senso, dunque.

Da un certo punto di vista, anche un ente giuridico come una banca ha un’anima e vive. I “crediti incagliati” sono i crediti di persone non attive, riflettono dunque lo status di chi non si muove e non riesce a reagire. Pur comprendendo una concetto così importante, una trasmissione che èrli di banche manca di quella componente di immedesimazione  e partecipativa, che le permette di andare oltre il ruolo di “informazione”.

In questo senso, anche se sei tu il solo che può porsi obiettivi e salvarsi da qualsiasi nefasto destino, nessuno si salva da solo. Corrono in nostro aiuto tutti gli esempi di quelle prrsone che, non avendo nulla da insegnare esplicitamente a noi, testimoniano con la propria vita come ce l’hanno fatta. Non siamo soli, anche se dobbiamo fare da soli. Siamo in compagnia di tutti quelli che fanno il tifo per noi, senza dircelo.

Concetto semolice, ma viverlo lo rende speciale.

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