Alcohol fra piacere e salute, “drink responsibly”

Oggi in chat un ragazzo mi ha chiesto: “come fai a mantenerti così in forma facendo la bartender e stando in mezzo ai cocktail”?.

Si sa che il mio palato è sviluppato e che io sono una buongustaia, amante di sapori e profumi, dal gelsomino in giardino, al profumo sul corpo, a quello del vino o del whiskey.

Dunque, “semplice” – gli ho risposto – “bevo poco, prevalentemente assaggio, e comunque mangio frutta secca. Pratico regolare attività fisica”.

Come da frase ben nota ne mondo degli spirits, la risposta è: “Drink responsibly“.

L’occasione mi è gradita per segnalare un articolo ben scritto dall’osservatorio del Dipartimento delle Politiche Antidroga, che spiega come funziona l’assimilazione dell’alcohol.

In brevis, premettendo che l’assimilazione effettiva varia in base al nostro stato psico fisico (quanti anni abbiamo, quanto pesiamo, quanto dormiamo, quanto siamo stanchi, …), l’assimilazione è limitata da alcuni grassi presenti nella frutta secca, i soliti grassi “buoni”, omega 3 e polinsaturi, che creano quella patina protettiva che protegge cuore, cervello, arterie. Quindi, rinfrescando anche la lezione dei francesi che bevono vino senza carboidrati, ma abbinandolo prevalentemente a formaggi stagionati (più ricchi in proteine) e molli (più ricchi in fermenti biotici), semplicemente io mangio sempre qualche arachide, noce, pistacchio insieme al mio cocktail, anzi, prima!

Last but not least, praticando yoga, grazie alla resporazione profonda, o facendo nuoto e corsa, sempre grazie alla respirazione profonda, purifico l’organismo. Un eccesso di alcol, nel lungo periodo, influisce negativamente anche sull’attività sessuale.

Vi lascio alla lettura dell’articolo, ben più specifico del mio breve intervento.

Quando una persona assume una bevanda alcolica, l’alcol in essa contenuto viene subito assorbito, senza bisogno di digestione, in parte nello stomaco (20%) ma soprattutto (80%) nel primo tratto dell’intestino e passa direttamente nel circolo sanguigno. La velocità di assorbimento dipende da vari fattori: aumenta se si è a stomaco vuoto, se si assumono bevande gassate, se le bevande sono ad alta gradazione e in caso di gastrite, mentre è più lento se si è a stomaco pieno, soprattutto se i cibi sono ad alto contenuto di grassi. Trasportato dal sangue, l’alcol riesce a raggiungere tutti gli organi del nostro corpo, in tempi diversi: dopo 10-15 minuti arriva al fegato, al cervello, al cuore e ai reni, dopo circa un’ora ai muscoli e il tessuto adiposo, dove tende a concentrarsi (è infatti liposolubile). Il metabolismo si caratterizza per l’ossidazione completa del 90-98% dell’alcol assorbito.
L’ossidazione avviene principalmente nel fegato con la trasformazione dell’alcol in acetaldeide ad opera dell’enzima alcol deidrogenasi (ADH). L’acetaldeide si unisce alla dopamina formando tetraidrosochinoline, oppiacei endogeni.

Il fegato trasforma circa il 90-98% dell’alcol, il resto (2-10%) viene eliminato attraverso l’urina, le feci, il latte materno, il sudore e l’aria espirata. Contrariamente a quello che si pensa, l’eliminazione dell’alcol non viene favorita nè dal freddo, nè dall’attività fisica, nè dal caffè. Quindi chi svolge lavori manuali non elimina più velocemente l’alcol rispetto ad un lavoratore sedentario.”

 

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