FRA VITA REALE E VIRTUALE

NEL CROCEVIA FRA REALE E VIRTUALE, IO MI INVENTO UN COCKTAIL: PRINTEMPS

Il giorno dopo è sempre impegnativo. Dopo cosa? Dopo emozioni reali, che svaniscono come quelle virtuali. Le emozioni sono sempre reali; che nascano da fatti ed atti o dalla mente, stimolata da una visione, una canzone. Emozioni virtuali, dunque, che valgono quasi come quelle reali. Quasi perchè i sensi coinvolti non sono cinque, ma ce n’è uno in più rispetto al reale, il sesto.

Chat, video, corrispondenze dall’altra parte del mondo, musica, dj, speakers, meetup, …ti aiuti mangiando e bevendo, perchè la cucina è concreta e ti trasmette sensazioni reali subito. Ti aiuti facendo sport, perchè il sudore è il tuo ed è reale. Anche gli amici e gli amanti (dubbi sulla concretezza del sesso?), apparentemente reali, diventano virtuali. Li vedi una volta, una tantum, diventando come gli amanti virtuali, mentre a quelli virtuali basta veramente poco per diventare reali. Ti aiuti dunque facendo quello che fai tutti i giorni, perchè è “reale” nel senso etimologico del termine, è “reificato” e, in quanto tale, ti tocca nei cinque sensi.

Per questo diventa importante “il giorno dopo”. Per sancire la realtà o la virtualità del vissuto. La colazione è reale, questo è certo. Ti alzi, apri il mobile e la tua roba sta lì, pronta per essere mangiata come tutte le mattine. Buongiorno! Buongiorno anche al gatto, che tutte le mattine reclama il suo cibo.

Non si tratta solo del “giorno dopo” di incontri speciali e occasionali, si tratta anche del giorno dopo un grande evento in ufficio, in palestra, in tutte quelle realtà chiuse e protette, in cui si vivono vite parallele. Il giorno dopo fuori da qualsiasi comfort zone. Fuori dalle mura, fuori dai tornelli, fuori dalla porta quel mondo non esiste più, se non per gli effetti pratici e materiali che lascia sugli oggetti. Un pò come le confidenze fatte durante la confessione. In ginocchio, di fronte ad una grata: quando ci si rialza, si torna nel mondo “reale”, il nostro, quello che plasmiamo con le nostre azioni. Torni a casa a trovare amici che non vedi da mesi e scopri che il loro primo figlio è più alto di te ed è partito per un anno di studi all’estero. Una vita fatta di stanze separate, a compartimenti stagni, emozioni virtuali, di volta in volta allacciate o slacciate per i motivi più svariati ed imprevedibili. Nella quotidianità restano due cose, i regali o gli oggetti, quali dimostrazioni materiali dell’avvenuto incontro, e le telefonate dal vivo nei momenti caldi. Quando hai bisogno e l’altro, anche se lontano, risponde. Risponde e torna a cercarti spontaneamente quando si percepisce che è il momento giusto. Allora il virtuale lascia un segno reale.

Ho imparato negli anni a curare l’alimentazione. Ricerco gusti ed abbinamenti in grado di soddisfare sempre il mio palato curioso e farmi sentire viva. Anche la colazione è diventata un momento cult che mi aiuta a mettere i piedi per terra tutte le mattine.

Dopo la prima purificazione con succo di pompelmo o acqua e limone, procedo a volte con un mix di semi di lino, prugne, semi di melagrana e muesli croccanti con avena e frutti rossi, il tutto legato da qualche cucchiaio di joghurt intero, meglio se greco. Non credo di avere bisogno di sedurvi; gli ingredienti parlano da soli. Sgranare la melagrana, poi, è un rito, un mantra come per chi recita il rosario o fa meditazione.

 

 

…questo…a colazione, la sera, ascoltando musica lounge, jazz, soul e club house con estensioni che raggiungono i 500 herz, quando il mondo sembra parlare proprio a me, nel mio “loft sotterraneo fuori raccordo nella citta eterna”, allora mi invento i cocktail. Allora avviene la magia: reale e virtuale si fondono in un unicum, come un cocktail.

Ieri ho inventato un coktail con base prosecco, leggero sia nel gusto che nella gradazione alcolica, profumato, dolce quanto basta, un elisir da indossare come profumo. Credo di volerlo chiamare “Printemps“.

Semplicissimo:

  • due terzi di prosecco (un buon prosecco o spumante)
  • un terzo di  Saint Germain
  • un barspoon di rosolio
  • semi di melagrana
  • eventuale aggiunta, per aumentare la gradazione ed acutizzare gli aromi, di gin alla rosa o al geranio, o vodka dal gusto fresco. Le variazioni sono a discrezione del bartender che varierà in considerazione della base di prosecco. Un brut non avrà bisogno di essere acutizzato, là dove un seducente extra dry aumenterebbe l’appeal del cocktail con una punta di superalcolico pungente, un cocktail fresco e pungente come la primavera d’inverno.

2017-01-11-00-23-31

 

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