I disastri e la salvezza nelle “cose” semplici

ERRORE O ESPERIENZA? TRENTADUE SECONDI PER DECIDERE. IL NUOVO FILM DI CLINT EASTWOOD

Ho sempre amato il cinema americano, non solo per la bell regia ed i grandi attori, ma soprattutto per l’adegiatezza nell’affrontare grandi temi con capacità di sintesi. Non c’è niente da fare: dover gestire un territorio vasto porta inevitabilmente a dover “stringere”, sintetizzare a volte a scapito delle sfumature, di quei particolari a cui siamo abituati noi in Europa con la nostra storia millenaria, le nostre terre “micro” che nascondono piccoli tesori. Gli americani hanno un range di ragionamento mentale più ampio: dai minimi ai massimi, solcati velocemente con pochi valori guida per poter prendere decisioni rapide ed efficaci, a scapito, forse spesso, delle piccole oscillazioni. Quando hai pochi secondi per decidere, ci sono due parametri di riferimento: la mente (i valori ed i calcoli) ed il cuore (l’isinto e l’esperienza). Entrambi, in alcuni ruoli, meglio se consolidati.

Sully” narra di come un comandante decide di gestire una situazione a grande rischio: l’aereo che sta pilotando, poco dopo il decollo, perde l’utilizzo di entrambi i motori causa un semplice fenomeno naturale quale l’incontro con uno storno di uccelli in cielo. Trentacinque secondi per decidere su duecentoquattro, prima di abbassarsi a quota troppo bassa per una città ed uno schianto contro i grattacieli. Il capitano opta per un ammaraggio nell’Hudson invece che tornare alla base, distruggendo l’aereo ma salvando l’equipaggio. Da subito, medaglia da eroe ed inchiesta per valitare se tale azione distruttiva fosse davvero necessaria.

“Come ha stimato la rotta da tenere?” ” A vista”.

Le assicurazioni ed i sindacati a caccia dell’errore, cercando di quantificare e di simulare alternativamente con altri piloti. Un mondo grande, gestito con grandi numeri e pochi valori guida. Il film termina in tribunale, con l’immedesimazione nel pilota, trasformando la valutazione dell’errore da fenomeno quantitativo in esperienza. Si conviene che in quella situazione, senza calcoli, in quei pochi secondi di emergenza per cui nessuno viene mai allenato, il comandante ha preso una decisione che, di fatto, ha distrutto un aereo, ma salvato un equipaggio, con il soccorso immediato di tutte le forse operative newyorkesi.

Fin dalla tesi di laurea ho affrontato il rapporto USA-EU rilevando i differenti approcci alle questioni. A prescindere da qualsiasi riflessione sugli errori che si possono fare ragionando per grandi numeri e tagliando drasticamente a pezzi la realtà in base a soglie, indici, parametri, senza riguardo per quelle sfumature che conosciamo bene noi in Europa e che rendono la nostra vita intensa e speciale tutti i giorni nelle piccole cose,  speciali, grandi, sfumature da radici antropologiche e filosofiche; a prescindere da tutto ciò, ho sempre apprezzato i capolavori del cinema americano, che si ricongiungono alla nostra tradizione filosofica proprio per la capacità di toccare grandi temi, con una capacità narrativa eccellente, tutta degna dell’importanza di quei temi di cui noi discorriamo da secoli nelle nostre differenziatissime terre. Penso a titoli come “A beautiful mind”, “La casa degli spiriti”, “Codice d’Onore”, “Eyes wide-shut”, “A colazione da Tiffany”, “Mrs. Doubtfire”, “Soldato Jane”, “Il colore viola”, “L’avvocato del diavolo”, “Fame”, “Proposta Indecente”, “Fight Club”, “Insomnia”, (in Europa penserei a registi come Jean-Jacques Annaud, Sergio Leone, Almodovar, Salvatores …) …una lista lunghissima…fatico a scegliere i titoli ed o registi che si affollano nella mente….è la maniera di un popolo di tornare alla discussione filosofica, per dare una via, fra i grandi temi. Il cinema americano, forse più di altre arti, ha questa tensione verso le domande sui grandi temi, che noi smettiamo di porci presto, dopo essserci interrogati per anni ai tempi delgi studi superiori. Noi decidiamo, per vivere e concretizzare, di iniziare a ragionare in termini di praticità, loro con le loro intenzioni positivite, cercano quei particolari in grado di condurre a grandi riflessioni, per la gestione di grandi numeri.

Nel caso del film di Clint Eastwood il tema è quello dell’errore. Errore tecnico contro esperienza. Variabili umane in una esperienza ad alta intensità basata su analisi numeriche razionali.

Chi prende quali decisioni, in quali momenti, … e sulla base di cosa? Analisti razionali.

Chi comprende il valore della imprevedibile variabile umana?

Sono grata al cinema americano per la capacità di riportarmi ai grandi temi, in una quotidianità, la mia, che si perde spesso fra piccole (grandi?) cose.

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