Salviamo il Jobs Act

NEMO PROPHETA IN PATRIA

Stamattina mi sono svegliata con l’intervista ad un analista del mondo del lavoro, Luca Caratti, che ha spiegato come, in seguito ad una osservazione del mercato del lavoro, il Jobs Act abbia da un lato incentivato le assunzioni e dall’altro disincentivato i licenziamenti. In particolare ha tessuto le lodi del “contratto a tutele crescenti”. Nel commentare il Jobs Act manterrò un profilom tecnico-giuridico, volutamente dunque non terrò in considerazione le dichiarazioni del 29 dicembre proprio del ministro del Lavor, Giuliano Poletti, sulla “Fuga dei Cervelli”  o, oserei parafrasare, sulla fuga di chi ha almeno il desiderio di aspirare a condizioni di lavoro e di vita migliori.

Sono pienamente d’accordo per esperienza personale e tornerò su questo argomento in modo più approfondito modificando questo mio stesso articolo.

Ringrazio nel frattempo lo Studio Caratti per la citazione del Generale MacArthur:

“La giovinezza non è un periodo della vita. Essa è uno stato dello spirito, un effetto della libertà, una qualità dell’immaginazione, un’intensità emotiva, una vittoria del coraggio sulla timidezza, del gusto dell’avventura sull’amore del conforto. Non si diventa vecchi per aver vissuto un certo numero di anni. Si diventa vecchi perché si è abbandonato il nostro ideale. Gli anni aggrinziscono la pelle, la rinuncia al nostro ideale aggrinzisce l’anima.”

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