La bicicletta verde

SE SMETTI DI PIANGERE TI DO’ 5 LIRE

Ieri sera ho acceso la televisione e trovato il canale preimpostato su un cosiddetto film cult del 2012: “La bicicletta verde” diretto da una donna Haifaa al-Mansour, con attori bellissimi del mondo mediorientale Abdullrahman Algohani, Ahd Kamel, Reem Abdullah, Sultan Al Assaf, Waad Mohammed.

La protagonista, Wadjda, è un vero eroe. Descritta alla maniera dimessa e delicata di una cultura in cui le donne si coprono il capo col velo, Wadida è a tutti gli effetti un simbolo di libertà, della voglia di sognare e di lottare insita nell’essere umano in qualunque parte del mondo, in qualunque epoca. Il riassunto del film è fatto benissimo da mymovies e non bisogna aggiungere nulla.

Di tutte le frasi importanti del film, me ne sono rimaste impresse due, quella finale, in cui la bambina, ancora nemmeno adolescente, risponde alla maestra, da donna a donna, con un riferimento alla sua vita sentimentale tormentata da un uomo che va e che viene; l’altra in un dialogo fra Wadida e l’amico di giochi Abdullah. Bellissima la scena in cui la bambina sta per iniziare a piangere e l’amichetto di giochi, timido, impacciato con una punta di insofferenza di fronte alle lacrime femminili – come molti uomini -, prima  la guarda con sguardo basso, poi gira la testa dalla parte opposta, verso sinistra, allungando nel frattempo il braccio destro ed aprendo il palmo della mano con una moneta, dicendo: “se smetti di piangere di do’ cinque lire”.

Wadida comprende, accetta i soldi, smette di piangere, sorride e ricominciano a giocare.

Credo si tratti di una scena rivoluzionaria, che in pochi secondi porta alla ribalta questioni profondissime sul rapporto uomo-donna e sul denaro non solo in una società in cui gli interessi sono vietati per legge, ma anche in una società liberale come la nostra, quella del “canto libero” di Lucio Battisti.

Una donna che piange, un uomo che non è in grado di reggere quel peso, il denaro quale mezzo di comunicazione fra loro ed unico strumento in grado di sdoganare presso di lei la sincerità e l’intensità del sentimento di lui. Lei che accetta e che smette di piangere quelle lacrime che erano forse più il modo di attirare l’attenzione che non l’espressione di un disagio profondo.

Con la semplicità dei bambini, alla moneta viene restituito il valore che è giusto abbia: strumento e unità di misura. I due beni, in questo caso emotivi e sentimentali, sono scambiati: l’una, facendosi carico della propria emotività, smette di piangere, l’altro, facendosi carico della propria sofferenza, trova una soluzione pratica e fa una proposta.

Entrambi tornano a sorridere e a giocare, per cinque lire.

La bicicletta verde

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