La Costituzione: quali valori, quale applicazione e quali emozioni?

LA PARALISI DELLA PERFEZIONE (ndr. bicameralismo paritario)

Stamattina, ascoltando i commenti per radio dei vari cittadini intervistati, in particolare di quelli che hanno usato il NO per esprimere rabbia e dissenso verso i provvedimenti presi nella vicenza MPS, una ascoltatrice ha accusato Renzi di essere il premier che ha fatto l’accordo con le banche, senza confiscarne i beni. A questa ascoltatrice risponderei che, per fortuna, non è nei poteri del Presidente del Consiglio confiscare i beni a nessuno. Per fortuna! Questa cittadina avrebbe dovuto votare “Sì” perchè – paradossalmemnte – per prendere decisioni di tale portata servirebbe conferire al Presidente del Consiglio proprio quel potere che con il “NO” gli è stato negato. Questa ascoltatrice rappresenta l’incapacità degli italiani di capire quali strumenti servono per realizzare ciò che gli italiani stessi desiderano.  Invito tutti a riflettere: questa ascoltatrice avrebbe desiderato che Renzi, per potere, confiscasse i beni di un gruppo bancario. Scusate il tono colloquiale con cui sto scrivendo di getto questo articolo, ma qualcuno si rende conto di che cosa si sarebbe aspettata questa ascoltatrice e tutti i cittadini come lei? Il potere di un dittatore? Proprio lei che ha votato in difesa delo bicameralismo perfetto?

Chi ha votato “NO”, per rabbia o per principio, purtroppo, non si rende conto che la geopolitica del mondo è cambiata. Chi ha votato “NO” – in primis i miei famigliari – non si rende conto di quanto potere serva per governare in questi tempi, tempi troppo veloci per un bicameralismo talmente perfetto da esssere invalidante in una Italia troppo spesso presa da “discussioni di quartiere”, una Italia che ragiona ancora con le categorie di destra e di sinistra del dopoguerra, là dove Trump e Putin già dialogano di accordi petroliferi. Chi ha votato NO è rimasto nostalgicamente attaccato a valori fondabnti una discussione anacronistica.

Non in quanto tali, ma nella loro applicazione giuridica e declinazione istituzionale, bisogna avere il coraggio di mettere in discussione i valori del dopoguerra.

 

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Per contestualizzare:

Il testo della Riforma (pubblicato su Gazz. Uff. n. 88 del 15 aprile 2016). Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione.

La questione Montepaschi, aggiornamento per i lettori. Paure sistemiche trasferite sul voto referendario.

Le paure dell’ascoltatrice ne Il Fatto Quotidiano: il voto dell’ascoltatrice è stato un voto emotivo contro Renzi, non nel merito della Costituzione. La questione bancaria non ha a che vedere con la recentemente bocciata proposta di riforma del Titolo V della Costituzione.

Aggiustamenti nell’area Euro: alcune motovazioni alla base delle paure inconscie di chi ha detto NO al referendum. L’onda di paura arriva dal 2013.

 

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